E il confessore si mise ad ammonire quello sciagurato, un po' con le brusche, un po' con le buone, convinto di non ottenere nulla; chè quello avrebbe continuato a bruciarsi coi veleni alcoolici che i liquoristi vendono ai poveri diavoli.

E non faceva lo stesso lui?... Non si bruciava tutti i giorni con la sua passione?... Non si era bruciato fin dall'adolescenza fissando gli occhi concupiscenti su tutte le donne?... E ora che ne desiderava una sola, era peggio che mai!... sarebbe disceso irreparabilmente, sempre più giù... fino alla dannazione dell'anima... alla rovina di tutta la sua esistenza.

Un brivido gli corse per le vene; i suoi pensieri si concentrarono sopra un solo soggetto; dimenticò l'ubbriacone e le tristi considerazioni che gli aveva ispirato.

Aveva scorto la Cristina.

Era inginocchiata in terra presso al Sepolcro; il viso nelle mani, la testa curva, pareva annichilita.

Piangeva forse.

Don Giorgio sbrigò alla lesta il vecchio Scaramelli, assolvendolo con una indulgenza forse eccessiva—forse colpevole.

Presso alla Cristina, la moglie di Sandro pregava con intenso fervore.

—Ah!—pensò il curato—devo occuparmi anche di quella lì!... Cristina me l'ha raccomandata.

E cercò con gli occhi Sandro Rampoldi rimasto fra gli ultimi penitenti.