Ella fingeva di non sapere. Invano le altre donne le andavano dicendo che Sandro faceva tutto per la Virginia, che erano sempre insieme, che parevano due sposi. Oppure, che il padrone della Cascina Grande era stufo, e che aspettava soltanto di cogliere il suo uomo sul fatto per cacciarlo e metterlo in istrada. Oppure, che se lo teneva ancora, era per lei, soltanto per lei; perchè tutti avevano compassione di lei, poverina, così sfortunata; e perchè il signor dottore la raccomandava.
Ella rimaneva a capo basso, le braccia conserte, mormorando appena:
—Che cosa devo fare?... Sandro non mi dà retta.
E non pareva inquietarsi di più. Il suo amore, nato di gelosia in un momento di spasimo, si illanguidiva a poco a poco come una pianta delicata che il gelo consuma.
Aveva sofferto tanto per quell'uomo: non poteva soffrire di più.
D'altra parte, quella bimba nata morta le aveva rapito forse per sempre la speranza di una nuova maternità. Dunque.... tutto era finito.
—Ha voluto che pensassi sempre a lei!—diceva la povera contadina con quel senso arcano d'intima poesia che la distingueva.
Avrebbe voluto morire, perchè si rodeva di non poter lavorare come prima, nè rendersi utile in alcun modo.
Si sentiva vecchia, e non era mai stata così bella. La malattia che le vietava i lavori troppo faticosi, non la danneggiava ancora esteticamente, anzi, le giovava. La sua carnagione, imbrunita dal sole, ritornava bianca; e i lineamenti regolari, ma un po' guastati dall'impronta di volgarità che la troppa salute dà qualche volta alle giovani campagnuole, si affinavano, acquistavano, nel languore della malattia, una espressione nuova, penetrante. Nè ancora il dimagrimento nuoceva alla perfetta armonia delle forme scultorie che apparivano più eleganti sotto al vestito liscio e aderente.
Sandro, tutto assorto nella sua cieca passione per la cognata, non s'accorgeva neppure, come non s'era mai accorto, di avere al fianco una così bella donna. Egli avrebbe voluto vederla forte e attiva come un tempo, ora che ne avrebbe avuto più bisogno che mai. E s'irritava col medico, che, secondo lui, menava la cura troppo per le lunghe. E diveniva aspro, inquieto. Per ciò le sere in cui, finito il lavoro, invece di vederlo entrare in casa a cenare, essa lo vedeva avviarsi verso Val Mis'cia, per lavorare al chiaro di luna nei campi del fratello, non provava alcun rincrescimento, bensì piuttosto un vago senso di sollievo.