T. Non mi dispiace questo, come primo principio.
C. Et la maggior importanza è questa di ritrouar i principij buoni & ragioneuoli.
T. Datemene vn'altro, che mi mostri chiaramente onde vengano quelli, che durano 1. 3. 5. 7. 9. di; perche tanti giorni ordinariamente sogliono soffiare Sirocco, è Tramontana.
C. Voi sapete, che Non datur vacuum in natura; se ben pare, che certe volte alcune cose vaneggiano nel suo stato. T. Non v'intendo; come sarebbe a dire? C. Come quando la terra alcune volte pare, ch'abbruci per il calore, & siccità sua, o ueramente, quando essa s'inonda per l'humidità grande, si che viene nell'vno & l'altro modo à perder il suo temperamento, mà non per questo manca in natura nissuna di queste qualità, mà iscanbiano luogo, & dominano una uolta piu dell'altra; & questa è la causa, donde nasce tanta varietà de venti, & delle stagioni fertili, et sterili d'ogni sorte di cose. T. Dichiaratemene vno facilmente, come hauete detto.
C. Io cominciarò à trattare della Tramontana, quale suol venire di Marzo: perche essenso stato il Sole 6. mesi dal principio di libra in sin'al principio d'ariete, ha augumentata la sfera del fuoco verso l'antartico, & sminuita la sfera dell'aria, & in questo crescere & diminuire, ha causato verso l'artico à noi i venti meridionali, crescendo a noi la sfera dell'aria, & sminuendosi quella del fuoco. T. Io comincio ad intendere, & credo, che riuscirà vna ragione molto bella, & deletteuole, seguitate. C. Essendo dunque la sfera del fuoco verso l'artico sminuita, per cedere all'aria, quale è cresciuto, tornando il Sole nel principio dell'Ariete, passa l'equinottio, & comincia à far'altre tanto, quanto ha fatto dalla banda di là, cioè augumentare la sfera del fuoco, & sminuir quella dell'aria: si che nel sminuire, che fa la sfera dell'aria se stringe, & batte la terra verso l'artico, & li corre intorno per riempire quell'aria che mancaua di là verso l'antartico per il troppo gran caldo, che c'era, che l'hauea sminuita, & mancando hora la sfera del fuoco di là verso l'antartico, & crescendo di quà, cioè uerso l'artico; l'aria uà à riempire quella parte doue manca il fuoco dalla banda del'antartico, & iui fugge il crescimento della sfera del fuoco, doue stringendosi con tanto premito, che li fa il caldo sopra, & la vacuità, che la sfera del fuoco fa dalla banda dell'antartico fugge l'aria attorno alla terra, & causa questi venti accidentali tanto freddi, & secchi, perche passano sopra le nevi fredde & secche; & poi passando per la zona torrida si conuertono in venti australi caldi, & humidi, & sono tanto terribili, che pare, che voglino portar via gl'arbori, torri, città, & finalmente spiantar la natura: perche là vacuo la tira, & quà il premito la scaccia: si che vien à pigliar tanto vigore, & forza mirabile.
T. Or si, ch'io sono molto contento di questo discoso, perche si riferisce ancora all'inondatione di Roma; perche l'acqua vuol tornar al mare chiamata dalla sua natura, & la tramontana la spinge, & da questo nasce l'accidente dell'inondatione di Roma.
C. Non occoriua entrare nelle cose già scritte, ma non è questo vn gran mezzo, per dar ragione dell'origine di tutti i venti?
T. Grandissimo, & bellissimo; mà seguitate à mostrare, come possono far questi effetti in natura, & con quali mezzi, & che ordine di moto fanno.
C. Già di sopra hauiamo mostrato, come si fanno, quando hauiamo detto, che vn corpo ingrossando l'altro s'assottiglia, & è obligato entrare nel luogo dell'altro, & questo è vento, & il mezzo e la riuolutione de i cieli, & pianeti che fanno dar all'aria due sioni, vno che va verso l'artico in sù, & l'altro dall'antartico in giù.
T. Io non intendo dichiaratemelo vn poco meglio.