Sil. (continuando) Ho avuto tutti i bagliori del grado e della ricchezza, non un affetto!

Princ. E tuo figlio?!

Sil. (scossa) Mio figlio!?... Sì!... Ebbene... lo amo!... (cupa) Ma è il figlio di Maurizio... sicchè non mi spaventa neppure il pensiero che egli, un giorno, saprà quello che ha fatto sua madre!... (dopo una breve pausa) Se dovesse crescere in un altro ambiente, dove c'è qualche cosa di vivo... di potente, rabbrividirei al pensarci!... Ma educato da suo padre... (con ironia amara) dalle facili vittorie che sorridono sempre agli eredi delle grandi fortune... imparerà ben presto a disprezzare tutte le donne... e non sarà molto maravigliato se sua madre....

Princ. (con grande vivacità, interrompendola) Non dirlo... sarebbe orribile!

Sil. (con sincerità) E voglia Dio che non avvenga! (con crescente commozione) Ma se egli, mal vostro grado, crescerà buono... mi comprenderà... e mi perdonerà!... E dovesse anche disprezzarmi.... ebbene, soffrirei rassegnata il suo disprezzo, per il supremo conforto di sapere così che non rassomiglia a suo padre!

Princ. E ora che cosa contate di fare?!

Sil. Parto questa sera!... Mi ritirerò in campagna con mia zia... (con accento commosso) Non mi vedrà più! (fa per andarsene).

Princ. (combattuto, dopo una breve lotta). Addio!

(Silvia s'avvia per uscire dalla porta di sinistra, quando s'incontra con Maurizio. — Si ferma piena di alterezza).

SCENA IV.