Sil. (ironica). Poichè lo dice lui!
Princ. (c. s.). Allora... mia cara... puoi vivere tranquilla!... Sei garantita da una prima ipoteca... (sorridendo bonariamente) e rispondiamo tutti noi in solidum per ogni eventualità!
Sil. (freddamente). E così lei è di parere che le cose... devano restare come sono?!
Princ. (gajo). Sicuramente... se non ci sono altre ragioni... (come sorpreso da un'idea improvvisa). Ah, ho capito!... Tu vorresti avere a tua disposizione qualche altro biglietto da mille per le tue toilettes d'inverno?!... A questo si può rimediare facilmente... (gajo, galante). Mandami il conto della tua sarta, e lo pagherò io!
Sil. (risentita, credendosi offesa). Non ho chiesto delle toilettes... ma di rientrare nel libero possesso di quel che è mio!... E mi maraviglio che si discuta!... Ma... giacchè oggi, in casa Lanfranchi, anche questo è possibile... e io non voglio discutere con lei... nè darle de' dispiaceri... mi permetta di troncare questo colloquio... (dopo una pausa, con intenzione) Lo riprenderà... con Maurizio... il mio avvocato!... (per andarsene).
Princ. (trattenendola). Non parlarmi così... perchè mi faresti andare in collera!... Devi trattare con me... con me solo... e non c'è bisogno d'avvocati!... Ho il dovere di tutelare... anche contro te stessa... il tuo interesse... e non mi saprei perdonare di cedere a un capriccio... (azione di Silvia) a un puntiglio... o... peggio ancora... a una paura ingiustificata.... Provami che quanto chiedi è utile e ragionevole, e farò quel che vorrai!... Prima no!
SCENA VI.
Ambrogio e detti.
Ambr. (dalla comune, annunziando). Il signor ingegnere Salvetti!
Princ. (ad Ambrogio). Venga... venga!... (Ambrogio via). Giunge a proposito!