La nuova commedia Parassiti di Camillo Antona-Traversi, rappresentatasi ieri sera al Costanzi, non è lo studio dell'ambiente sociale nel suo degradamento economico, come potrebbesi dedurre dal titolo; ma, invece, è la riproduzione sulla scena di alcuni tipi della nostra società, che, senza professione alcuna, senza un sudato lavoro, vivacchiano a spese altrui, traendo partito, con l'inesauribile risorsa del proprio ingegno, da ogni occasione, da una gioja, da una sventura comune, per far correre nelle proprie mani del danaro, con cui riparare all'oberato bilancio domestico.

E così l'annuncio di una grossa inondazione costituisce per essi una vera tavola di salvezza, che subito suggerisce loro la benefica idea d'istituire un Comitato immaginario per la raccolta dei fondi necessari a lenire le dolorose condizioni dei colpiti; e di questo Comitato affidano l'iniziativa e la direzione a uno dei patrizi più ricchi e stimati, non meno illuminati d'intelletto.

Naturalmente, le conseguenze sono evidenti: le spese per la pubblica beneficenza non sono mai pienamente giustificate, e talora vanno a intaccare profondamente il cumulo delle somme versate.

Su questa tela si aggira la commedia di Camillo Antona-Traversi, il quale è riuscito a delineare con esattezza di disegno e con efficacia di colorito la figura del protagonista, a cui tutto si può rimproverare, eccetto di non saper ammannire con una certa piacevolezza le sue pronte e geniali trovate.

Questo genere di parassita, che è commendatore e avvocato da un ventennio, senza essere stato mai investito legittimamente di tali titoli, dà un'intonazione felice dell'ambiente in cui vive; e l'ultimo espediente, al quale si appiglia, di entrare a dirigere la tournée artistica di sua figlia, valente pianista, che vuole girare il mondo con un violinista polacco, è l'ultimo tocco riuscito del quadro genialmente ideato; e che, rendendosi degno del maggior interesse, non potrebbe essere più divertente.

Ma le qualità del commediografo si sono rivelate, oltre che nella struttura del lavoro, anche nello svolgimento scenico, di cui furono ammirati pregi non comuni; e cioè una fattura elegante e scorrevole di dialogo, un sano umorismo, una proprietà e bellezza di lingua, che si trova raramente nei lavori drammatici, e una pittura sobria ed efficace di tutte le figure minori e dei contorni del quadro d'ambiente.

Il successo fu completo a ogni atto per l'autore e per gli artisti, che recitarono con vero valore.

Il Calabresi, sotto le spoglie del Commendatore, ha dato tutta la misura del suo grande talento artistico; e, con la felice espressione dei gesti e del suo mobile viso, destò la più grande ammirazione nell'affollato uditorio, che lo acclamò continuamente.

Questa sera, alle 9, il lavoro si ripete e avrà non poche repliche[30].

Parassiti di Camillo Antona-Traversi.