Camillo Antona-Traversi ritorna al teatro e vi ritorna con un lavoro di forte concezione e di solida struttura. La notizia sarà ben accetta a quanti amano l'arte. È giusto che l'applaudito autore delle Rozeno prenda il suo posto accanto ai giovani i quali tentano il rinnovellamento del teatro italiano e hanno già conseguito alcuni buoni successi.
Parassiti, commedia in quattro atti, rappresentata ieri sera al Costanzi con molta cura, sono una satira indovinatissima di una famiglia sociale, diffusa e affliggente, che vive d'imbrogli e converte in suo beneficio le disgrazie del prossimo.
Il commendatore don Gennaro Gaudenzi vive di truffe ingegnosissime; forma un Comitato di beneficenza per gl'inondati di Ostiglia; e, ponendolo al coperto dai sospetti della gente sotto l'alto patronato di un Principe, benefica generosamente... sè stesso; spilla quattrini a una cantante americana; tenta di accasare sua figlia sposandola a un giovanotto nobile e ricco; e così via, di spediente in spediente, sbarca il lunario e sguscia tra gli articoli del codice penale.
I suoi figli sono educati con frutto alla scuola paterna. Intorno a questi rispettabili signori si svolge la commedia e si designano alcune macchiette copiate dal vero con mano felice e gustate dal pubblico.
L'azione, che è svolta nei quattro atti, ha il solo scopo di far meglio conoscere l'ambiente e i tipi che lo colorano. Ma ambiente e tipi sono mirabilmente tratteggiati fin dal primo atto, così che gli altri tre poco aggiungono al valore intrinseco della commedia. La satira è viva e parlante subito, nelle prime scene.
Il secondo atto arricchisce il quadro di alcuni buoni particolari. Il terzo è meno riuscito. Ma l'ultimo finisce la pittura dell'ambiente e ridona a chi ascolta la fiducia e l'entusiasmo. Il primo atto fu giudicato, ed è, il migliore.
Il dialogo è spigliato, naturale, fine: nella satira non pecca di esagerazione.
Gli applausi furono frequenti e unanimi. Il pubblico salutò con vivo piacere la riapparizione di Camillo Antona-Traversi.
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L'esecuzione fu buona. Una lode speciale va tributata a Oreste Calabresi, il quale interpretò la parte di don Gaudenzi con molta finezza e con quella misura che spesso manca anche ai più celebri artisti.