Nei Parassiti i personaggi sono tutti delineati accuratamente.

Quel sedicente avvocato e commendatore Gaudenzi, uno di quegli esseri che pullulano in tutte le grandi città e che vivono alle spalle del prossimo, gabbandolo sempre, si può dire maestrevolmente scolpito.

Il tipo, se non originale, è presentato molto bene e l'Antona-Traversi non va certo accusato di plagio.

Degli altri caratteri appare più evidente quello della signora Gaudenzi, tanto credula, semplice e buona.

Felicemente disegnata la «macchietta» di Naldini, segretario e alter ego del Gaudenzi.

Tutti quanti i personaggi, poi, parlano realmente il linguaggio che loro si conviene; ciò che non accade sovente di udire.

Quanto all'ambiente, è reso con notevole cura. Scorrevole, appropriato, benissimo il dialogo.

L'esecuzione della commedia fu lodevolissima.

Della parte di Gaudenzi, quel geniale e valoroso artista ch'è Oreste Calabresi fece una delle sue più brillanti, caratteristiche, perfette creazioni; e il pubblico lo ricompensò con applausi e acclamazioni fragorosissimi, generali, non solo al termine di ciascun atto, ma altresì delle scene capitali.

L'ottimo Claudio Leigheb mise a servizio del cav. Naldini tutta la sua invidiabile festevolezza, comicità e bravura, tenendo alta la nota gaja e meritando le unanimi approvazioni.