Il Calabresi incarnò più che ottimamente il protagonista, ed ebbe applausi anche durante gli atti. Numerosissimo il pubblico.
C. Giorgeri-Contri[48].
Parassiti di Camillo Antona-Traversi, al teatro «Alfieri».
C'era da temere che il cattivo tempo recasse ieri sera molto danno ai Parassiti: invece, il concorso del pubblico fu assai numeroso, tanto che la sala presentava un aspetto animatissimo.
E furono molte le signore, fra le più leggiadre ed eleganti dell'élite torinese, che sfidarono coraggiosamente la neve e l'umidità per assistere alla «prima» della nuova commedia di Camillo Antona-Traversi; la quale, mi affretto a registrarlo e con vivo piacere, ottenne fra noi la medesima buona accoglienza già avuta a Roma e a Milano.
In complesso, una diecina di chiamate.
Gli atti più completi e riusciti sono il primo, il terzo e l'ultimo. Ma di una commedia in quattro atti, che ve ne siano tre soddisfacenti, è già molto.
Così fosse sempre!
Nei Parassiti c'è una grande verità e osservazione, brio, movimento, spirito e arguzia.
L'autore di Le Rozeno, e di tante altre applaudite produzioni, rivela pure in quest'ultimo suo lavoro un talento, un'esperienza, un'abilità non comuni.