Si è tanto parlato di questo lavoro, che a tutti ieri sera pareva di conoscerlo.

La commedia, in cui — come nelle Rozeno — Camillo Antona-Traversi fa una pittura di un certo mondo equivoco, rivela belle qualità di osservazione e le attitudini singolari che l'autore ha a scrivere per il teatro.

Vi furono applausi e chiamate agli attori a ogni atto. E domani sera — ci si annunzia — la commedia sarà replicata per chiusura della stagione[56].

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A GENOVA.

Parassiti di Camillo Antona-Traversi al «Teatro Paganini».

Luigi Capuana — cioè, un artista e un critico d'arte — scrivendo all'autore di questi Parassiti diceva: «Potete essere orgoglioso di avere scritto un lavoro di schietto carattere italiano, divertente, interessante, pieno di vita e intensa comicità».

Sfrangiato di quel di più che ci può essere, ed è quasi naturale che ci sia, in una lettera confidenziale, il giudizio è tale che ci si potrebbe sottoscrivere. E specialmente tutto bisognerebbe sottoscrivere là dove il Capuana dice: «Potete essere orgoglioso di avere scritto un lavoro di schietto carattere italiano». È la bella, la sana commedia di carattere, una figliuola minore di quella catena che va da Don Marzio a Cantasirena, quel Cantasirena di Baraonda che è lontano parente del commendatore avvocato Gaudenzi, niente commendatore e tanto meno avvocato.

La commedia stampata sulla copertina porta per titolo Parassiti: sui manifesti — o sbaglio? — ho letto I Parassiti: quell'I era di troppo. Intesa, come caso speciale, come rappresentazione di vita, come visione di un determinato carattere, Parassiti è una bella commedia, che fa sorridere e ridere senza nemmeno rasentare il luridume di molta produzione comica odierna. È scritta italianamente ed è piena di sapor comico: di una comicità non così intensa, come pare al Capuana, ma di una comicità garbata e graziosa.

Sicchè il pubblico del Paganini ha battuto le mani, si è divertito, ha chiamato più volte gli attori alla ribalta. E gli attori hanno fatto tutti il dover loro. Calabresi, il protagonista, è stato magnifico nel trucco, nella dizione, nella interpretazione fresca e vera del carattere; la Galli è stata vivace e mordace, e il Giovannini — ecco un bravo ragazzo che farà del cammino! — ha dato molto rilievo a una macchietta di violinista polacco[57].