Alle doti preclare di cui va adorno questo prezioso acquisto dell'avicoltura inglese, che già enumera, non va dimenticato di aggiungere che l'Orpington non richiede in modo alcuno l'acqua per bagnarsi e nemmeno è indispensabile per la fecondazione; l'Orpington è poi anche di carattere tranquillo, non è schiamazzatrice. Certamente, perchè dia il massimo rendimento ha bisogno di spazio ed i prati che sono per essa un soggiorno agognato, dove troverà da pascolare largamente con non lieve economia per l'allevatore, sono quanto di più indicato si possa procurarle; non per nulla scorre nelle sue vene il sangue dell'Indiana.
Secondo se si tratta di produzione d'uova e di riproduttori oppure di anatrotti precoci da consumo, l'incubazione andrà fatta a partire dal Febbraio ed in caso diverso, nel Dicembre. Facendo covar le uova di Orpington nei primissimi mesi dell'anno, siccome le femmine incominciano là fetazione quando hanno sei mesi d'età, si otterranno delle uova nella stagione in cui generalmente le galline non ne dànno, e sono grosse uova eccellenti; inoltre gl'individui primaticci daranno dei riproduttori più robusti potendo svilupparsi durante i mesi migliori, preferibili quindi assai a quanti nati più tardi; ove, invece, si pongano le uova all'incubazione nel Dicembre gli anatrotti che nasceranno potranno già nel Marzo venir ingrassati, in un'epoca perciò nella quale i futuri pollastri pigolano ancora; gl'industriali inglesi scelgono appunto l'epoca suindicata per ingrassare le giovani anatre già sviluppate e robuste per mandarle al mercato.
L'alimentazione dell'Orpington non è nè più complicata nè più costosa di quella che si usa dare e che occorre a tutte le altre anatre da allevare per serio profitto e che ne meritano il conto. Inutile ripetere che avendo a sua disposizione una prateria, quest'anatra saprà ben trarne profitto per una buona parte della alimentazione, ma non bisogna basarsi unicamente su questo genere di nutrimento, che va corroborato con dei buoni pastoni nei quali l'elemento carneo non venga trascurato, sangue cotto, ritagli, farina di carne e di pesce, panelli tritati, misti a crusca e farina grossolana, trifoglio fresco o secco, cavoli ecc. ecc., tutto il solito corredo insomma d'ingredienti senza del quale anche l'anatra della miglior razza dà solo una meschina produzione e tende a degenerare.
Per finire, se la Pechino è un'anatra straordinaria, la Kaki Orpington è una competitrice seria che in alcuni casi e date certe circostanze può non solo rivaleggiare ma anche sorpassare, ma non credo riuscirà mai a soppiantare la figlia del Celeste Impero, non foss'altro per la questione della selezione sempre assai più difficile in una razza formata com'è quella del noto allevatore inglese in confronto ad una da gran tempo fissata qual'è la semplice, popolare, pechinese.
L'anatra Corritrice Indiana
Ecco l'anatra che si può chiamar la Leghorn delle anatre, quanto dire, cioè, la miglior fetatrice di tutte quante si conoscono, e come si è visto testè a proposito dell'Orpington, pare abbia trasfuso in quest'ultima l'ammirevole qualità di straordinaria fetatrice che la rendono tanto preziosa per chi la possiede, e può allevarla; ma come succede per la regina delle produttrici d'uova qual'è la gallina italiana, il volume è deficiente, il suo peso non oltrepassando i due chilogrammi, la carne è tuttavia ottima.
La Corritrice viene dall'India e quantunque non sia conosciuta da ieri in Europa, i primi esemplari essendo stati importati in Inghilterra or è assai più di mezzo secolo, da pochi anni soltanto ha attratto su di sè l'attenzione degli avicultori inglesi, per la sua incomparabile produzione superiore assai a quella delle migliori galline, trattandosi comunemente di 200 a 250 uova all'anno, e la sensibile precocità sua, doti entrambe in sommo grado apprezzabili. Un allevatore inglese asserisce di aver fatto schiudere in Marzo delle anatrine di questa razza e queste avevano già incominciato a far uova nel Luglio successivo, continuando durante alcune settimane, dopo di che entrarono in muta, per riprendere verso S. Martino (11 Novembre) e seguitarono quasi tutto l'inverno malgrado il gelo e la neve.
La sua attività nel gettarsi alla ricerca d'insetti, di lumache che va a scovare perfino nei loro nascondigli ha procurato a questo singolare palmipede, pel quale, fra parentesi, l'acqua è un elemento affatto inutile se non per dissetarsi, l'appellativo di Indian Runner, Corritrice Indiana, non essendosene trovato uno migliore per qualificare la propria irrequietezza e l'origine. È curiosa da osservare quando cammina, non si dondola come le altre anatre ma trotterella, fa dei passettini corti, corti, svelta come un topo. Come nella Pechino, ma anche molto più pronunziata, è la posizione del suo corpo; esso è quasi a perpendicolo, formante un angolo di circa cinquanta gradi col suolo, press'a poco come in quello strano palmipede selvatico dalle ali a moncherino che è il pingoino.
La Corritrice Indiana è rusticissima, ha il difetto di essere piccolina, ma la sua carne è ottima, fina, saporitissima, non adatta però per l'ingrassamento. I piccini sono robusti, si allevano facilmente e crescono in minor tempo ancora dei Pechino, al punto che sono mangiabili un mese prima di questi ultimi; solo è questione di volume.
Tutto sommato quest'anatra ha dei numerosi punti buoni al suo attivo e nel momento attuale è molto più in voga presso gli allevatori inglesi di quanto lo sia la nazionale Aylesbury; la sua rusticità, il quasi nessun costo della alimentazione, la fetazione inarrivabile ne fanno un volatile d'infinito valore; le uova, anche d'anatra, sono oggidì un prodotto così stimabile che val la pena di occuparsi seriamente d'una fattrice tanto sublime e ciò succede così infatti colà dove l'interesse va quasi mai scompagnato dal dilettevole; se, almen lo si comprendesse anche da noi!