Anatre Corritrici Indiane
Il piumaggio della Corritrice è bianco e fulvo, più o meno scuro; le macchie di color fulvo si presentano con notevole regolarità, il fulvo partendo dalla guancia contorna l'occhio, ricopre la sommità del capo e scende fino ad un certo punto del collo, dove la piuma è bianchissima; dalla base del collo all'origine delle ali il fulvo si estende comprendendo l'intero torace e si prolunga in punta sulla schiena, poi il bianco riprende, copre le ali e il ventre, quindi il fulvo riappare sul dorso verso il treno posteriore.
La Corritrice Indiana ha gli occhi posti molto in alto, ed il becco non deve far angolo di sorta col cranio, ne è come la continuazione; una conformazione diversa è indizio d'incrocio. Il lungo collo, finissimo, si allunga poi a dismisura durante il periodo della fetazione, che non è breve.
Nascendo l'anatrotto della Corritrice ha il becco verde e giallo, e questo diventa completamente verde soltanto allorquando il volatile ha compiuto l'anno. Le zampe sono nei due sessi di un bel giallo arancione.
L'anatra Muschiata
Nello stesso modo che al tacchino, importato dall'America del Nord furono dati più e diversi nomi allorquando venne conosciuto nelle diverse parti d'Europa, anche l'anatra venuta dall'America Meridionale ricevè svariate denominazioni: anatra di Guinea, indiana, turca, di Barberìa, tutte, meno la più semplice, la giusta, quale sarebbe stata quella Sud-Americana, ma era forse... troppo lunga!
Pare che dopo la scoperta del Brasile verso la fine del 1400 — arrivarono in Europa dalle nuove terre numerosi campioni dell'originale palmipede che viveva colà allo stato selvatico; presto venne diffusa in Francia dove, disse lo scrittore Belon (1555), era conosciuta col nome di grossa anatra di Guinea e, secondo lui con quello di Anas lybica, mentre ora con lo stesso criterio cervellotico, la si designa colà col nome di anatra di Barberìa. Successivamente diventò, con termine scientifico nuovo: anas moschata e Linneo le appioppò il dilettevole battesimo di anas facienuda papillosa; ma oltre ai diversi termini consacratile dai naturalisti e dal volgo, a quest'anatra fenomenale fu dato ancora un nome, giustificato forse più degli altri, qual'è quello di muta per significare che va priva, fortunatamente pel comune dei mortali, di quel suono nasale che esce dalla gola ed è comune a tutte le anatre europee, suono sostituito da una specie di sibilo represso, caratteristico di quest'anatra.
Nè ancora è finita la terminologia poichè il grosso palmipede Sud americano vien chiamato nello stesso suo paese d'origine, il Brasile, semplicemente patos forse perchè è quasi grossa quanto un'oca, e... potrei continuare.