La maggior parte delle anatre che si allevano in Europa trae la sua origine dal Germano reale, alcune altre provengono dall'India, dalla Cina, dall'America Meridionale.

Il Germano reale (Anas boschas) nell'autunno, lascia le nordiche regioni per venir a svernare sui laghi, sulle paludi, sui fiumi d'Italia e di vari altri paesi; prima di partire queste anatre selvatiche si radunano a frotte numerose e viaggiano di conserva ma appena giunte da noi sono presi di mira dai cacciatori che escogitano tutti i mezzi per ucciderle, conoscendone il valore delle carni saporite; fucile o spingarda, richiami, stampi, reti tese ad una certa altezza o tenute ferme mediante pesci sott'acqua ad una giusta profondità, con l'aiuto del cane o senza, su galleggianti dissimulanti, all'aspetto in riva od un'acqua corrente o ferma, tutti i sistemi sono messi in opra per ricevere in malo modo le immigranti.

Ma l'anatra selvatica ha i suoi per deludere quelli dei cacciatori nelle loro più raffinate combinazioni; scaltre e diffidenti le anatre hanno un servizio di vigilanza speciale che non di rado lascia con tanto di naso i discepoli di S. Uberto. E quelle che sono riuscite a scampare dai vari tranelli riprendono il volo al principio della primavera per ritornare al Nord dove vanno a riprodursi; alcune però si fermano nelle nostre regioni, si accoppiano e nidificano pure da noi, ma sono la minoranza.

La livrea del maschio è bellissima durante la stagione invernale fino a quanto dura l'epoca della riproduzione, questa terminata e cioè da Maggio a Novembre cambia e diventa quasi uguale a quella assai dimessa della femmina.

Il piumaggio della testa e del collo è di un bel verde smeraldo, un collar bianco non completamente chiuso separa la testa dal collo; il petto è bruno castano, la schiena è di color bruno verso il collo e finisce in grigio sporco verso la parte estrema del corpo; le ali sono adorne di striscie nere dai riflessi verde violaceo scuro, brillante; queste strisce dette anche Specchi, sono contornate da una striscia bianca cui ne segue una nera; il becco è verdastro punteggiato di nero; le zampe sono giallo-arancione.

La femmina è modestamente rivestita di penne color bruno grigiastro uniforme salvo nelle ali, colorate come quelle del maschio ma con lo specchio meno vistoso.

Una caratteristica del Germano reale che si ripete in tutte le anatre da esso derivanti, è quel ciuffetto di quattro penne arricciate della coda, nel solo maschio però; nei maschi della Corritrice indiana e della Muschiata tale distintivo non è affatto visibile.

La femmina fa da dieci a sedici uova color olivastro, che cova durante 26 o 28 giorni, in Aprile o Maggio, i piccini nascendo sono nero verdastro sulla schiena e giallo sporco sul ventre. Catturati, questi ultimi si addomesticano facilmente ma non raggiungono un peso molto superiore a quello dell'anatra selvatica, che è di un chilogrammo e mezzo, se non ad una seconda e terza riproduzione in domesticità in cui il peso aumenta considerevolmente. È misura di prudenza il tarpar le ali dei giovani riprodotti o praticare l'ejointage, poichè quelli di prima riproduzione, conservando ancora l'istinto della libertà facilmente piglian la fuga alla prima occasione.

Nella domesticità la livrea del Germano reale ha subìto delle modificazioni ed ai colori che questo contraddistinguono, spesso il bianco, si mescola più o meno, fino ad invadere quasi completamento tutto l'insieme del piumaggio in alcuni individui, al punto che vi sono delle razze europee come l'Aylesbury, completamente bianche, mentre in altre la pezzatura è predominante soltanto. Per contro la fecondità è nelle anatre domestiche di gran lunga superiore, fino a raggiungere in certe selezionate da 80 a 120 uova all'anno: il peso tuttavia è di poco aumentato nelle comuni poichè arriva appena ai due chilogrammi, mentre la Rouen che ha tanti punti di contatto col Germano Reale arriva facilmente al doppio.

L'anatra comune italiana, discreta fetatrice e produttrice di carne, è rusticissima e gli anatrotti si allevano con la massima facilità; alcune regioni dell'Alta e Media Italia posseggono tipi nei quali si riscontra l'effetto di qualche selezione e che conservando la vigoria propria alle razze paesane si dimostrano più prolifiche e maggiormente atte a prender il grasso; esse tuttavia non possono competere con alcune razze estere e specialmente con la Pechino, che si è fatto molta strada anche da noi perchè altrettanto rustiche ma assai più produttive e precoci.