Il giorno in cui Reggio vide il migliore de' suoi figli subire la morte dei malfattori, la città ribelle parve domata. La storia, che riferisce fedelmente le grida disperate di un popolo che impreca contro la propria servitù, sarà sempre un eco debole ed infido di quel dolore cupo ed arcano, che divora dignitosamente l'oltraggio, ed aspetta. — Guai a colui che intollerante degli indugi, divora il seme, e non aspetta ch'egli porti frutto. Nulla v'ha di più sapiente che il frenar l'ira, per farne tesoro ai migliori momenti. — Forse il silenzio a prima giunta può sembrare viltà: ma noi, che per trista sorte ne fummo maestri, potremo insegnare, che esso non è soltanto la difesa del debole, ma diviene vittoria quante volte elude le speranze della tirannide; la quale sovente affretta un primo atto di crudeltà per provocare i risentimenti dell'oppresso ed avere pretesto ad altri e più gravi oltraggi.
Lo sgomento di Reggio si era diffuso fino a Milano. — Prima che vi giungesse la notizia della morte di Francesco Fogliano, correvano per la città voci sinistre sulla sorte di alcuni cittadini. Parlavasi di una grande congiura scoperta, di gente condotta prigione, di un nuovo e terribile processo, che doveva iniziarsi. Il primo annuncio di una sciagura non è per solito al disotto del vero. Ognuno sulla fede di tante crudeltà vedute, traduceva a suo modo, ma sempre con terribili colori, il risultato di quell'avvenimento. Chi ne conosceva il filo taceva; chi era ignaro dei fatti credeva scolparsi dichiarandolo, ma non era perciò più tranquillo; tutti prevedevano nuovi tormenti e nuovi tormentati.
Volgeva su questo argomento la relazione di Medicina, ed il Conte di Virtù, che dallo scritto di lui non sapeva cavare quanto bastasse ad appagare la sua curiosità, gli volgeva ad ogni istante la parola:
“Tu non mi accenni il nome di alcuna tra le vittime?„
“Messer no; la cosa è tanto recente; d'altronde sono parecchi, sono molti, e m'ero serbato l'officio di nominarveli a voce.„
“Ebbene?„ prese a dire il conte con aria d'interrogazione e d'impazienza.
“Le bujose dovrebbero essere già popolate — v'ha posto per un Biglia, per Anselmo Borri, per due degli Osii, un Martin Lanzani, uno de' Mantegazzi....„
“Un Mantegazza, e quale?„ chiese il conte meravigliato.
“Perdoni Vostra Grazia, non ve lo saprei dire — ve n'è più d'uno di questo nome, ed io....„
“Messer Medicina, fate meglio il vostro mestiero, o vi rinunciate del tutto — Questo servirmi a mezzo mi pone in sospetto — pensate ai casi vostri.„