Quando mi balenò dunque alla mente il pensiero di separarmi dal compagno, non era più il tempo di farlo. Era bensì lecito di mettere a soqquadro quanto precede e prepara il nodo del racconto, ma lo scioglierlo con un atto violento, in un modo diverso da quello che la storia addimanda, era un tradire la verità ed armare le censure dei passati e dei presenti. — Ed anche qui (poichè sono in vena di schiettezza) dovrò confessare, che gli sdegni del cronista non mi facevano paura, perchè il poveretto è morto senza successori; ma il manomettere il tesoro degli storici, che vivono nei loro libri, e che hanno legato i loro tesori ai dotti, mi parve un atto troppo temerario e pericoloso. — Continuiamo dunque colla cronaca; poichè da questo punto la cronaca cammina di fianco alla storia.

CXL.

Agnese, dopo quell'atto spontaneo di affetto che era ad un tempo una risposta ed una proposta, sentì svanire da sè l'esitanza, che poco prima la costringeva al silenzio. Non temette di aver concesso troppo, ma provò la necessità di rischiarare la posizione d'entrambi, accennandone i patti. L'importanza del soggetto, le inspirò quella parola nè timida, nè severa, che conveniva ad una donna e ad una madre. — Canziana rimase presente al colloquio: se avesse tentato di allontanarsi, Agnese l'avrebbe trattenuta.

“Eccovi, disse Agnese, quella creatura a cui volete dare il vostro glorioso nome. Sia come il cielo ha destinato. Amate dunque il vostro figlio d'adozione; ma rammentate ch'egli ha una madre, che essa fu tanto sventurata; e che, se ora si chiama meno infelice, gli è perchè il cielo le ha fatto dono di questo tesoro.„

“O Agnese, interruppe il conte, io voglio amare Gabriello con voi, non contro di voi. Voglio che egli gusti la prima e la più soave delle dolcezze umane, l'affetto di sua madre. Io non porrò tra voi e vostro figlio l'autorità del padre adottivo; non lo chiamerò presso di me, se voi non l'avrete congedato dalle vostre braccia. Quando, confuso fra i giovinetti amanti la gloria delle armi, mi chiederà una spada, io gliela cingerò, e gli insegnerò ad usarla.

“Ma fino a quel giorno....„

“Fino a quel giorno sarà tutto vostro. — Egli ebbe da voi il primo nutrimento del corpo; riceverà da voi stessa il primo pane dello spirito. Tocca alla madre l'insegnare a'suoi figli le prime virtù.„

“Voi siete generoso„ — soggiunse Agnese visibilmente commossa.

“Non mi chiamate troppo presto con tal nome. L'egoismo dell'amore rassomiglia qualche volta alla liberalità di chi semina a piene mani, perchè spera raccogliere nell'egual misura — Quando avrete udito le mie condizioni....„

“Le condizioni, e quali?„