Ci verrà chiesto perchè scelse Agnese e non altri? perchè rivolse le sue ire contro costei, che non gli aveva fatto alcun male, e che appena conosceva di nome?

La passione da cui era mosso Medicina, entrata in un secondo stadio e divenuta più fredda, non voleva essere cieca. Appunto perchè l'ira sua non aveva un punto fisso, egli ne faceva questione di opportunità, libero essendo di sfogarla dove e quando meglio gli conveniva. Per una sorte fatale, Agnese fu la prima vittima che gli si presentò alla mente, e il vendicarsi su lei, gli parve cosa che gli offriva la maggior probabilità di riescita, e le migliori condizioni. Forse egli pensò di colpire nella castellana di Campomorto tutta quanta la popolazione del villaggio; forse la fuga di lei, le sue avventure, l'affetto istesso che ella nutriva pel conte, e la protezione che ne ritraeva, gli risvegliarono nell'animo la scelerata compiacenza di distruggere una nascente fortuna ed un futuro pieno di speranze.

Che se queste ragioni pajono deboli, non si ha che a studiare la malvagia natura di quell'uomo, per convincersi ch'egli doveva odiare istintivamente Agnesina. Vera incarnazione dello spirito maligno, era e doveva essere implacabile nemico di colei, ch'egli reputava la stessa virtù. Risoluto ed estremo nelle sue ire, come sagace e prudente nello scegliere i mezzi a sodisfarle, doveva preferire una guerra d'intrighi, ricca di mezzi, ad ogni slancio subitaneo e pericoloso. Ei si preparava pertanto a tirar botte all'oscuro, certo di ferire altrui, ma più ancora certo di salvare sè stesso.

Appena ebbe digrossato il suo perfido disegno, trovò la necessità d'avere un compagno, che lo ajutasse a metterlo in opera. — Lo cercò; o, meglio, il caso glielo offerse in Bergonzio detto il Seregnino, l'uomo fatto per lui. Il suo corto ingegno lo rendeva fedele ed ossequioso; una spensierata temerità, figlia della sua stessa ignoranza, dava a lui l'incrollabile fermezza dello scoglio che sopporta inerte il flagello delle onde. Medicina aveva, per mezzo suo, raddoppiate le forze del suo braccio, ed esteso il raggio della sua malefica influenza, senza ledere l'unità del comando. — Il compagno volava dovunque fosse spedito, senza chiederne il perchè, senza mai pattuire la mercede avanti il lavoro, o pretendere di indovinare le conseguenze prima dei fatti. L'affare di Desio diede occasione ad entrambi di conoscersi bene; la cieca servitù dell'uno divenne, per dir così, il complemento della versatile e poderosa volontà dell'altro. Per tal modo, Medicina aveva scelto il campo della nuova guerra, e stretta la necessaria alleanza per accertarne la vittoria.

Senz'altro occuparci delle tenebrose macchinazioni di quel ribaldo, senza seguire le oblique tracce percorse da lui e far tesoro dell'arcana scienza degli scelerati, vediamolo alle prove, e giudichiamolo secondo i fatti; condonando a lui quel tanto che restò entro i confini di un male incompiuto.

Qui si rannoda il filo che abbiamo spezzato per pigliare notizia di una serie di avvenimenti anteriori al racconto, ma che formano parte integrante di esso, perchè ne preparano e ne affrettano lo scioglimento. Ricordi il lettore d'aver lasciata Agnese impensierita, mesta, incerta del proprio avvenire, sempre però amante, malgrado il dubio crudele di non essere più ricambiata di pari amore.

CI.

In un giorno di maggio dell'anno susseguente ai fatti di Campomorto, Bergonzio da Seregno detto il Seregnino, recava uno scritto da Milano a Pavia, e più precisamente dalla Rocca di Porta Romana al casolare in cui viveva nascosta la nostra eroina. — Quel foglio, chiuso in quarto e suggellato a nero, conteneva delle linee irregolari, sgorbiate, sconnesse, che davano certo indizio della fretta e del pericolo in mezzo al quale erano state tracciate. La firma recava il nome di un prigioniero ascoso in uno scarabocchio misterioso. Solo una persona esperta avrebbe potuto leggervi queste due parole: Ognibene Manfredi. — Questo nome, tutto nuovo per noi, era famigliare ad Agnese: era l'unico degli amici della sua casa, che dopo la dolorosa catastrofe le rivolgesse la parola.

Agnese, che aveva accolta dalla stessa mano di Bergonzio quello scritto con un'aria di stupore, rese a lui un sorriso di compiacenza tosto che ebbe aperto il foglio e riconosciuto il nome di colui che lo inviava.

Ecco il senso di quella lettera: lasciam da parte il testo, perchè il suo stile non volga al ridicolo una cosa che ne pare abbastanza seria per sè e per le sue conseguenze.