“Madonna! Colui che vi scrive è l'unico amico di vostro padre, che non siasi giovato del suo generoso consiglio per scampare all'ira del tiranno. Egli non vi chiede lode o riconoscenza per ciò. Dio fu già troppo buono con lui se lo destinò a rendere un servigio alla figlia di quell'uomo che non pose misura ai sacrificii per essere utile a' suoi concittadini.
“Sono molti mesi, ch'io vivo nel carcere di Barnabò Visconti. I miei giudici mi hanno dimenticato: Dio ruppe loro i fili della memoria, ond'io sopravivessi. Sono abbandonato da tutti, fin'anco dall'ira degli uomini. — In questo mezzo non vidi creatura viva, fuor quella, che vi recherà questo scritto, e l'altra che, a caso o per volere di Dio, me ne fornì l'argomento. In questa profonda solitudine i miei pensieri non escirono mai fuori di una via. Non ebbi bisogno di chiudere gli occhi per non vedere i raggi del sole. Qui il giorno e la notte si rassomigliano. — Ma in questo eterno languore dei sensi, il mio spirito non si stancò di pensare a voi e di pregare il cielo che prima di morire mi facesse degno di rendervi un po' di quel bene ch'io ricevetti dal vostro genitore.
“Le mie preghiere furono esaudite. Il povero prigioniero, cieco dalla diuturna oscurità, ormai disperato d'escire dal carcere che per la mannaja, vi compiange, o Madonna; sì, egli osa compianger voi libera delle vostre azioni, voi ricca di gioventù e di bellezza, e consolata nei vostri dolori dalle lusinghe di uno splendido avvenire.
“Un uomo, di cui non so dirvi il nome, ma che vi ama, e che apprezza altamente le vostre rare virtù, un uomo esperto del mondo e delle sue ribalderie, arrivò a me, per parlarmi di voi ed eccitarmi ad interporre la mia parola, onde siate avvisata del pericolo che vi sovrasta.
“Egli sa, che voi vivete in Pavia all'ombra di un gran nome, e che riponeste vita e virtù nelle mani di lui, credendo che i suoi giuramenti fossero saldi ed inviolabili come la parola di vostro padre. — Povera illusa! Mentre voi sognate un futuro pieno di gioje e di grandezze, qui in Milano, alla corte di Barnabò, quell'uomo patteggia un'alleanza, che spezzerà tra breve il legame, che a voi lo congiunge.
“Se questo legame può essere ancora dinodato, deh, per l'amore di vostro padre, affrettatevi a svolgerlo, perchè l'onor vostro n'esca integro ancora! — Se no; Dio punisca il traditore; e voi non aspettate a fuggirlo il dì in cui dal balcone del castello di Pavia saranno proclamate le nozze del Conte di Virtù con Caterina figlia di Barnabò Visconti.
“Colui che vi parla per mezzo mio, giura che le pratiche intorno a quest'affare sono avviate da circa un mese, e toccano ormai ad un risultato. — Colui che scrive vi scongiura, per quanto vi ha più sacro, a prestar fede alle sue parole, onde sia salvo l'onore di un nome che suona caro a tutti gli onesti.
“Ognibene Manfredi.„
Quanto strazio per la povera Agnese a quella terribile novella! che cuore fu il suo all'impensata rivelazione! Ben è vero, che già da qualche tempo ella stessa aveva ravvisato nel suo amante qualcosa d'insolito che le cagionava inquietudine. — Ma al nascere de' suoi sospetti li aveva cacciati con isdegno, chiamandoli ingiusti ed irragionevoli. Se talora lo vide pensieroso e preoccupato, come chi volge in mente un secreto e teme che altri lo scopra; all'atto di vederlo partire dovette confessar sempre ch'egli era ancora egualmente tenero ed amoroso verso di lei. I dubii surgevano ad ogni occasione che lo vedesse taciturno; ma si dileguavano tosto ch'egli aprisse le labra per dirle una parola sola. Più di una volta lo aveva supplicato a volerle rivelare la cagione della sua mestizia; e ne lo pregava con quel fare ingenuo, che mentre accenna ad una pietà sollecita ed insistente, esclude ogni sospetto di vana curiosità. Qualche volta era giunta a tanto da metterlo sulla via di dichiararle tutto francamente, foss'anche un pensiero oltraggioso alla sua fede. Ella lo aspettava a questo varco, per combatterlo: ma non ottenne nulla, neppure la confessione ch'egli fosse alcuna volta men sereno di quello che era stato in addietro. — Agnese desiderava ingannarsi; ma l'ostinata negativa di un fatto evidente non faceva che dar corpo alle ombre, e rassodare i sospetti.
Il suo cuore, al lontano timore di un disinganno, si era fatto più sobrio nelle sue manifestazioni. L'occhio, divenuto più penetrante, osservò spesse volte che l'incontro dei due sguardi suscitava in lui un ritorno alle abituali amorevolezze, quasi fosse un trionfo della volontà che gli imponeva di riaccendere la vecchia face, per disperdere la luce sinistra di un sospetto. La lotta durava brevissima, ma non era perciò meno grave. La vittoria era sempre per lei; poichè, una volta spianata l'unica ruga, che solcava quella fronte malinconica, egli tornava l'amante appassionato dei tempi felici.