Credi, credi all'indovina.

Queste parole non avevano alcun valore sull'animo di chi le stava ascoltando, avviato, come ognuno sa, su ben diverso cammino. Ma il canto era soave; e l'ascoltatore, benchè non fosse poeta, si compiaceva d'imaginare che quella voce appartenesse ad una fata colle labra di corallo, le chiome d'oro, e le pupille color d'aria.

Un momento dopo, la stessa voce con tempra più robusta ricantava quest'altre strofe:

Saper brami se la sorte

Ti prepara allori, o morte?

Pro' guerriero, t'avvicina,

La man cedi all'indovina.

Cor tu vanti a pugne esperto:

Vinci, è ver; ma sul tuo serto

Una macchia porporina