Ahi! già scopre l'indovina.
Lascia il brando e l'asta e il campo;
Arma è l'ôr: dell'oro al lampo
Tutto il mondo umil s'inchina:
Credi, credi all'indovina.
CAPITOLO DECIMOQUARTO
CIV.
Canidia e Medicina recitavano d'accordo una comedia a beneficio comune. Avevano perciò con grande arte, cercato e raccolto i mezzi per dar colore alla scena; sapendo d'aver a fare con un cervello bizzarro, che aveva, per intoleranza d'ogni rispetto se non per dirittura di mente, il malvezzo di non creder nulla. — Questa volta Barnabò, solito a non riconoscere al mondo altra legge fuor quella ch'egli imponeva a' suoi soggetti, cascava nel laccio tesogli da un intrigante, e si disponeva ad obedire al più vile de' suoi servi.
All'apparire di lui, la fattucchiera, che sapeva tutto, ma finse non accorgersi di chi s'avvicinava, ammutolì; e, deposto il liuto, si levò dal suo seggio per movere incontro al principe, e dirgli con un tuono cortese: “salute.„
Era notte: nel castello regnava la più profonda tranquillità. Dal beccuccio ardente di una lanterna artificiosamente costrutta si effundeva per la camera una luce tremula, vaporosa, di color turchino, che imprimeva agli oggetti circostanti una luce falsa, ed abbagliava la vista coll'intermittenza de' suoi lampi. — L'aria era satura di un profumo soave che, solleticando gradevolmente l'odorato, recava al cervello le esalazioni di una sostanza narcotica, donde era cagionata, a chi non fosse avvezzo, un'incompleta vertigine, che dominava le forze, ed offuscava lievemente l'intelletto. “Salute, o principe„ replicò Canidia; e, dopo avergli offerto a sedere, avvicinatasi ad una credenza su cui erano schierate coppe di terso cristallo, ne tolse due per mescervi un liquido color d'oro da una boccia vestita di paglia. — “Bevete, o signore, continuò ella con un accento, che lasciava dubio se fosse un invito, o l'esordio delle sue rituali cerimonie. — Il liquore, che io v'offro, stillò da tralci allevati in una terra, dove ogni pietra racchiude un secreto, ogni erba possiede una virtù, ogni soffio d'aria rivela un mistero. Bevete meco alla salute del signor di Milano.„