Si rannuvolò il conte alla parola di vendetta.

“Vendicarvi, che dico io? — riprese Medicina; — non è precisamente la parola che si fa al caso nostro. Se l'uno ci abbandona non può dirsi vendetta il cercare altri — E quanto a ciò, Vostra Grazia non avrebbe che l'imbarazzo della scelta.„

Il conte, seduto di faccia al ciurmatore, teneva il gomito destro sull'appoggiatojo dello scranno, e nascondeva la fronte nel cavo della mano. — Ma Medicina s'accorse d'essere compreso, e forse già previde che le sue parole toccavano dritto al cuore di chi fingeva di non ascoltarlo.

“C'è dell'amaro per me in tutto questo, o mio signore. Se voi foste in guerra, io potrei seguirvi, e cogliere il destro di mettermi di mezzo tra le aste dei nemici e il vostro petto. — Ora, in simili negozii, la mia fedeltà non giova a nulla. Posso bene liberarvi di chi vi reca fastidio; ma non sono in istato di rendervi chi vi consoli; e molto meno di farvi gradire le idee dell'illustrissimo signor Barnabò — Eppure vostro zio vi porgerebbe i mezzi d'escire da quest'imbroglio.... Sì, per certo; ve lo giuro...„ — E tra sè aggiunse: “Il dado è gettato.„

Il conte alzò il capo con aria di stupore.

“Mio zio?... e che sai tu....?„

“Come io sia addentro in ogni cosa che riguarda la corte di Milano, voi lo sapete da un pezzo. — Vivendo nell'anticamera, io fo il gonzo per frodare la gabella. Il sornione fiuta, fiuta, ma tacendo raccoglie. — È vero che non tutto è di buona lega; pure v'ha sempre il tornaconto a non gettar nulla nelle spazzature — Udite questa, che appunto ha il suo piccolo merito. — Il signor di Milano, tempo addietro, fece l'occhio amorevole al nobilissimo suo nipote....„

“A me?„

“A voi, messer sì„

“E com'egli si è degnato di ciò?„