Agnolo mio dabbene, Agnol gentile,

Andate sulle furie, io ve ne prego,

E la mia prece non abbiate a vile.

Se non v'imbiestalite, io me la lego

Al dito, ed ho memoria sì vivace,

Che sull'offese non dà mai di frego.

Se al mio comando siete contumace,

Vi farò guerra sino al finimondo,

E non varrà che dimandiate pace.

Star contento in prigione, e far giocondo