In mezzo a tutti questi sospetti e travagli fu convocato il Parlamento. Ma prima di entrare a descrivere le discussioni ch'ebbero luogo in questa sessione, ci par cosa conveniente il raccontare, quali fossero a questo tempo i disegni dei ministri intorno la guerra americana. Essendosi accorti, in quanta disgrazia fossero venuti dell'universale per non aver mai voluto dar luogo ad alcuna proposta d'accordo, e per non avere o saputo o voluto esercitar la guerra cogli opportuni provvedimenti, si risolvettero finalmente a mostrarsi vivi, e ad adoperare tanta forza contro gli Americani, che poca speranza potessero avere di poter resistere. Vedevano benissimo a quanta diminuzione già fosse andata soggetta la riputazione delle armi inglesi, la quale, se non vi si poneva un pronto rimedio, sarebbe divenuta di gravissimi danni cagione, ed avrebbe in fine dato origine alla guerra esterna. Imperciocchè, quantunque andassero spesso affermando, che i principi europei non cessavano di dar segni di voler continuare nell'amicizia, sapevano tuttavia, che questa era cosa impossibile a dover riuscire, quando la lunga contesa durasse più oltre, e che le armi inglesi continuassero ad esser perdenti. Egli era facile il pensare, che la Francia non dormiva, ed avrebbe molto volentieri pigliato le prime occasioni per mostrarsi. Quantunque fossero i ministri inglesi di quel tempo d'animo piuttosto gretto, che no, e piuttosto taccagni, che prudenti, non eran però sì dolci, che si lasciassero pigliare al boccone delle amichevoli protestazioni, le quali più efficacemente si fanno, quando si ha in mente di non osservarle. Sapevasi, che negli arsenali della Francia si lavorava indefessamente nell'allestir i navilj, e nel procacciar le munizioni navali, e che quel governo in ciò con grandissima costanza si travagliava, perchè i recenti danni si riparassero, e la forza e lo splendore delle armate francesi si ristorassero. Nel che la nazione tutta si dimostrava consenziente, e prontissima a secondar il governo. Di più non era nascosto, che dai porti francesi partivano ogni dì munizioni da guerra alla volta dell'America; la qual cosa, se non si faceva immediatamente dal governo, era però molto pazientemente tollerata. Osservavasi non senza molta gelosia, che i Francesi avevano testè mandato nelle Indie occidentali una flotta molto bene numerosa, e che anche i soldati da terra vi s'ingrossavano di maniera, che già avevan la sembianza di un esercito giusto. Dava ancora qualche sospetto, che alcuni gentiluomini francesi si erano per lo spazio di molti giorni abboccati col generale Washington nel suo campo presso Boston, e che quindi si eran recati a conferir col congresso. Il passato ammoniva i ministri inglesi del futuro; e giacchè in niun tempo si era alzata una insegna di guerra in America, che le due nazioni francese e inglese non entrassero a parte della controversia l'una contro l'altra, così si doveva ragionevolmente pensare, che l'istessa cosa sarebbe avvenuta questa volta; e tanto più facilmente, che ora d'interessi di molto maggior momento si trattava, che quelli non erano, i quali erano venuti in contesa ai tempi andati. La Francia in questa bisogna molto accortamente usava quelle arti, che le si convenivano. Ella non si voleva discoprire in su quei primi principj, sia perchè temeva, che il governo inglese, quando avesse innanzi tempo intrapreso apertamente la difesa degli Americani, avrebbe a questi tali condizioni d'accordo proposte, che le due parti si sarebbero rappacificate, e colle forze unite avrebbero contro di sè medesima volte le armi; e sia massimamente perchè non era ancora alla guerra navale apparecchiata. Voleva temporeggiare, finchè fossero pronte le armi, e che per la continuazione delle offese fosse la ferita tra le due parti diventata del tutto incurabile; ed altresì finchè vedendosi da ognuno la inclinazion delle cose, gli Americani, perduta ogni speranza d'accordo, e preso nuovo ardire dai prosperi successi dell'armi, si risolvessero a dichiarar l'independenza. Allora sarebbe pressochè impossibile diventata la riconciliazione, sia per la maggiore esacerbazione degli animi, sia per la gravità delle offese, sia finalmente per l'assoluta contrarietà dello scopo, al quale le due parti tendevano. Perciocchè in tal caso non si tratterebbe più di voler venire sotto certe condizioni ad un amichevole componimento, ma sibbene di andarne ad una totale separazione. Tali erano i pensieri del governo francese rispetto al tempo, in cui dovesse discoprirsi; ma però per non far disperare del tutto gli Americani, si era determinato a conceder loro sottovia tutti quegli aiuti, e di far loro tutte quelle promesse, che atte fossero a mantener viva in essi la speranza di una efficace cooperazione a tempi più opportuni. Non si dubitava poi, che allorquando la Francia si fosse risoluta a sostentar a viso scoperto gli Americani, anche la Spagna sarebbe venuta a parte della guerra per la consanguinità delle due famiglie reali, per l'identità degl'interessi, e perchè ardeva di desiderio di levarsi dal viso la fresca vergogna della spedizione contro Algeri. Tutti questi pericoli stavano molto fissi nelle menti dei ministri britannici, e perciò disegnarono di volergli prevenire con un repentino e gagliardo sforzo.

Oltre le armi e le munizioni, le quali abbondantissimamente si preparavano in tutti gli arsenali, ed armerie dell'Inghilterra, determinarono che avessero ad aver le stanze sulle coste d'America ottanta navi da guerra per favorir i trasporti dei soldati e delle munizioni là, dove bisogno ne sarebbe, per impedire quei del nemico, per guastar le sue navi, e per secondare in ogni più conveniente modo le imprese dell'esercito. Dovevano oltre quelle genti, le quali già si ritrovavano in America, esser inviate meglio, che quarantadue migliaia di soldati stanziali tra Inglesi e Tedeschi; cioè venticinque migliaia d'Inglesi, e un poco più di diciassette migliaia degli altri. Queste genti tedesche eran così fatte che vi avevano 4,300 Brunsvicchesi, 12,394 Essiani del Landgravio, e 668 del principe ereditario di Assia, conte di Hanau. Si sarebbero aggiunte a queste tutte le reclute canadesi, le forze dei reali d'America, ed i guerrieri indiani, dimodochè si sperava, che quando fossero tutte le compagnie riempite, si avrebbe un esercito di cinquantacinque migliaia di soldati, il quale, salvate tutte le paghe morte, avrebbe in ogni caso sommato a meglio, che a quaranta; forza, che credevasi più che sufficiente per soggiogar tutta l'America. Se qualcuno poi desiderasse d'intendere quali fossero le condizioni della condotta dei Tedeschi, sappia, che un Brunsvicchese si aveva per centosessanta franchi di levata, e quattro soldi e mezzo di soldo quotidiano. Un Essiano del Landgravio costava centosessanta franchi di levata, e sotto sopra undici soldi di paga quotidiana; ed un Essiano del principe ereditario medesimamente si comperava con centosessanta franchi di levata, e circa dodici soldi di paga quotidiana. Vollero ancora i ministri accompagnare i preparamenti della guerra con alcune provvisioni, le quali dovevano, secondo la mente loro, gli effetti di quelli molto efficacemente secondare. E siccome conoscevano in quanto bisogno di pecunia si trovassero gli Americani, la quale a sè stessi procacciare non potevano, se non col mezzo del commercio, così determinarono di volerlo interrompere, sperando in tal modo, che l'interesse privato avrebbe vinto l'ostinazione politica, e che i biglietti stessi di credito, mancando affatto la pecunia numerata, sarebbero andati soggetti ad una fatale bassanza. Ma per altro, per non togliere agli Americani ogni speranza, e per non fargli ostinati per disperazione, si consigliarono di dar la facoltà di perdonare ad alcuni commissarj del Re, sperando, che molti, vinti dalla benignità, tornassero al grembo dell'Inghilterra. Speravano, che questa mansuetudine avrebbe inclinato i meno audaci a posar le armi, ed a ricomporsi nell'antica quiete. La qual cosa, se si fosse, come credevano, ottenuta, gli altri, che rimanessero armati, sarebbero stati di leggieri oppressi. Questi erano i consiglj che i ministri avevano presi, e che si proponevano di sottomettere alle deliberazioni del Parlamento.

Orò il Re gravissimamente, rammentando le male arti usate in America per sedurre i popoli, ed in certe opinioni, contrarie alla costituzione ed alla subordinazione verso la Gran-Brettagna, infatuargli; che già erano corsi ad un'aperta resistenza, e s'avevan recato in mano ogni potestà del governo; che per ingannare facevano bene speciose protestazioni di lealtà, ma che in fatti miravano all'independenza; che sperava però, che il coraggio e la forza della nazione britannica comportato non avrebbero, che vilmente si abbandonasse ciò, che con tanta cura e tanta fatica si era acquistato; ch'era ormai tempo di levarsi in piè e di usare tutte le forze del Regno; ma che però essendo sempre da anteporsi la clemenza al rigore, l'animo suo era di concedere i perdoni, e far cessar tosto le calamità della guerra a quegli uomini ed in que' luoghi, che fedeli si dimostrassero. I ministri posero il partito, si rendessero le solite grazie al Re, e si approvassero le cose proposte.

Ma lord Giovanni Cavendish con grandissima veemenza arringando disse, che si maravigliava bene, che si volesse ostinatamente continuare in quelle risoluzioni, che già sì perniziosi frutti partorito avevano; una metà dell'Impero perduta; l'altra malcontenta e parteggiante; un Regno altre volte felicissimo, ora infelicissimo; una nazione già virtuosissima, ora corrottissima; ogni pubblica virtù guasta e contaminata; e con ogni vizio entrate le perdite e le sconfitte. Si taccian gli Americani delle mire d'independenza. Certo per l'Inghilterra non istette, che un tale partito non pigliassero, giacchè i ministri ogni opera hanno fatto per a ciò sforzargli; si taccian di dissimulazione i coloni; ma hanno essi costantemente asseverato, che i termini della concordia eran quelli di ritornare allo stato dell'anno 1763. Forti eserciti e poderose armate si voglion contro gli Americani mandare. Ma son essi in casa loro, circondati dagli amici, abbondanti di ogni cosa; gl'Inglesi lontanissimi, scarsi di vettovaglie; han per nemici gli uomini, i venti, il cielo. E quali ricchezze, quali tesori, necessarj non saranno per procurare fin là ai soldati le provvisioni? Le selve impenetrabili, le montagne inaccessibili serviran nei casi sinistri d'asilo, ove si ricoverino, di nido donde sbocchino di nuovo, agli Americani. Ma agl'Inglesi converrà vincere o morire, od incontrar la vergogna, peggiore assai della morte, del fuggir alle navi. Gli Americani useranno le opportunità de' luoghi da essi soli conosciute per tribolar le genti britanniche, per mozzar le vie, per sorprendere le munizioni, per opprimer con fazioni improvvise gli stracorridori, per istancare, per consumare, per temporeggiare, per protrarre l'esito finale della guerra. Non si metteranno al rischio delle battaglie, esclamava l'oratore, ma ci piglieranno alla stracca, noi, che lontani siamo a tremila miglia. Sarà loro facil cosa il riempir le compagnie, a noi impossibile. Sapranno usar le occasioni delle temporali superiorità per riportarne qualche rilevata vittoria, sicchè i tardi soccorsi per mezzo dell'Atlantico non arriveranno in tempo. Eglino impareranno alla scuola nostra l'uso dell'armi e l'arti della guerra; e tal riscontro daranno di lor medesimi ai maestri loro, che a questi ne increscerà grandemente. Ma, suppongasi la vittoria; sarà ella certamente molto sanguinosa, ed il frutto ne saranno Terre distrutte, campi abbruciati, sudditi da odio irreconciliabile inveleniti, la prosperità del commercio guastata, e sospetti continui di futuri motivi di guerra. Sono molto antiche le querele intorno i pericoli alla libertà dei grossi eserciti stanziali; ma la lunga e difficil guerra americana gli accrescerà viemmaggiormente, e per ristoro del male ci comperano i ministri quei malandati Tedeschi, buona gente al postutto, ma per isgabelli di dispotismo maestri di coloro che sanno. Ma se per lo contrario sarem perdenti, i tesori perduti rifar non si potranno, il commercio non potrà risorgere, la nazionale gloria, prima sorgente della virtù e della generosità degli animi, ne sarà oscurata, il nome britannico macchiato, il valore spento; e non potrem nelle disgrazie nostre avere il conforto di avere operato con maturità di consiglio, nè quello di non essere stati avvertiti. La querela americana diventerà tosto querela europea, e se questa patria non ne sarà sobbissata, sarà piuttosto da ascriversi alla fortuna sua, che alla prudenza de' suoi reggitori. Tale è la grandezza, tale l'importanza del soggetto, che dee far maraviglia, che nella considerazione di questo sorgano passioni ed animosità, quandochè converrebbe invece, che tutti si recassero nella quieta mente la difficoltà della condizion nostra, e ponderatamente esaminassero, quali avessero ad essere i più pronti, i più efficaci, i più conducevoli rimedj. Si preghi adunque, concludeva, si supplichi Sua Maestà, perchè si sospendano le ire, e non si corra sì tosto a versare colle mani inglesi il sangue inglese. E che intanto con diligenza e con pacatezza d'animi si avvisino le cause della presente discordia, e gli opportuni mezzi si ritrovino per ricongiungere le lacerate parti del britannico Impero; per ristorar in maestà del governo, l'obbedienza alle leggi, l'autorità del Parlamento, il contento e la felicità di tutto questo inclito e nobilissimo popolo.

Gli ascoltanti si trovavano in tempera, e la veemente orazione del lord Cavendish aveva una mirabile impressione fatta sulle menti di tutti. Ma replicarono con non minor calore i ministeriali, che non si poteva restar capace, come questi acconci oratori, i quali tanta pompa facevano d'amor della patria, tante lunghiere spendevano per provare, che quei che si trovavano in ribellione contro l'autorità della Gran-Brettagna, avessero la ragione; e come sembrassero voler recarsi a diletto il perturbar nell'opere sue il governo a tempi di sì grave frangente. Nè meglio si poteva comprendere, come si fossero risoluti a voler dimostrare, che di necessità gli Americani ne sarebbero andati colla vittoria; che nei decreti del congresso, che nei bandi di Washington si mettano innanzi tali dottrine, ciò si potrebbe comportare; ma che da uomini inglesi, da padri stessi della patria siano con tanta certezza affermate, e tanto studiosamente propagate, non potersi a patto nessuno, nè osservar senza maraviglia, nè tollerar senza sdegno. Affermasi, gli Americani non mirar all'independenza. La qual cosa si concederà facilmente, se si voglia contendere, che non vogliono avere, ma che di già hanno ed usano la independenza, giacchè di già sonsi recato in mano tutta l'autorità del governo col batter moneta, col gittar biglietti di credito, coll'impor tasse, col far leve, col dichiarar le guerre, coll'esercitarle, col concedere lettere di marca e di rappresaglia. Ma le dolci e corrive persone, che qui stanno all'intorno, rispondono, che i coloni protestano la leanza, e contraddicono alla independenza. Cosa nuova invero, che si debba più fede prestare alle parole, che ai fatti; e mentrechè questi uomini agevoli al credere loicano fra queste mura, gli Americani immaginano, e ad effetto mandano nuove costituzioni di governo, certamente per conservar gli ordini antichi, ed alla Gran-Brettagna riunirsi. Ma quali sono le condizioni d'accordo, che sin qui offerto hanno gli Americani? Di consentire a riconoscere il medesimo sovrano. Certo il riconosceranno eglino, purchè possano far ogni voler loro, e prestar niuna obbedienza alle ingiunzioni sue. E si vorrebbe, che calasse l'Inghilterra a simili condizioni, le quali se non sono oltraggiose, sono certamente ridicole? Il Parlamento ha aperto un adito di concordia, col quale s'ei non rinunziava del tutto al diritto della tassazione, fuori di dubbio poco ne conservava, e gli Americani medesimi potevano di per sè stessi tassarsi. Ma si ha da far con uomini, che non possono essere piegati nè da benefizio, nè da misericordia. Con quali parole, con qual istile l'abbian essi ricevuto, il Mondo tutto, ed i segreti nemici nostri stessi, che ne restaron maravigliati, il sanno. Se l'Inghilterra s'ha da piegar ad un tanto bassamento, se si ha da abbandonar l'onore cotanto alle monarchie necessario; se in luogo di pigliar le armi contro un nemico che ci disfida, che disprezza il governo e gli uomini della Gran-Brettagna, si ha ad inclinar la volontà alle sue dimande ognor crescenti, si pigli pure il partito posto in mezzo dagli avversarj. Che il costringere all'obbedienza i coloni sia impresa difficile, nissuno lo nega. Ma dove non è difficoltà, non è gloria. Poco conoscono la perizia degl'Inglesi capitani, ed il valor di questi soldati coloro, che ci vogliono far disperare. I potentissimi Borboni, gridavano i ministeriali, tutti congiurati contro di noi nell'ultima guerra non han potuto farci stare; ed il Re di Prussia trovò negli aiuti nostri la forza di resistere alla lega del Nort. L'Inghilterra signoreggia i mari; ella conquistato ha quelle stesse terre, sulle quali insistono questi medesimi ingrati sudditi; e non potrà ella suggettargli? Che possano alcuni potentati europei venir a parte della contesa si crede facilmente, se si considera la prosperità nostra, la invidia forestiera, e l'arti di cotesti Americani intenti a commoverci contro tutto il mondo. Ma dobbiam noi pigliar i partiti sui desiderj, o sull'ingiustizia altrui? Facciam quel che dobbiamo, perchè non c'intervenga quel che temiamo. Le gagliarde armi ci faran rispettare, i timidi consiglj disprezzare. Le guerre seguono i deboli, fuggono i forti. Che cosa poi sian iti immaginando questi uomini fisicosi intorno quegli innocenti Tedeschi, non è facile il dire. L'esempio dei mercenarj non è nuovo, e stato è sempre senza pericolo. I soldati forestieri quelli non sono, che possano la servitù stabilire delle terre inglesi; ma sì gli animi disposti alla servitù alla quale più spesso conducono le vociferazioni e l'esagerazioni dei demagoghi, che non le trame dei maestrati. In rispetto poi a quelle lunghe lamentanze in sui vizj d'oggidì diciamo bene, seguitavano i ministri a discorrere, che miglior opinione abbiamo noi di un popolo, presso il quale si abborrisce il deridere il buon costume, che è famoso al mondo per la civiltà sua, e stato è di tanti egregi fatti autore sì in pace, che in guerra. Son queste piuttosto fole da infermi, o impronte esasperazioni d'animi ambiziosi, i quali vanno immaginando, che non vi possa esser virtù, finchè non hanno essi il dominio. Il destino della Gran-Brettagna si trova ora in bilico. Dopochè ha per mare e per terra grandemente fiorito il suo imperio, e la sua fortuna meglio che ogni altro regno della cristianità, si tratta di presente, se questa prosperità si debba più oltre continuare; se queste ricche e potenti colonie, l'opera delle nostre mani, il frutto della nostra industria, l'oggetto di tante nostre cure, il prezzo di tanti tesori e di tanto sangue, debbano ora con un esempio d'inudita ingratitudine, per le mani stesse dei popoli loro, e per le astute macchinazioni dei falsi amici, e dei segreti nemici nostri, separate esser per sempre dall'antica patria, dall'amorevole e comune madre. Il non risentirsi a sì fatto danno piuttosto esiziale che grave, il non porci tutte le facoltà nostre e la vita per frastornarlo, sarebbe viltà troppo inudita nella memoria delle cose inglesi, e troppo del nome britannico indegna. Così parlarono i ministeriali. Raccolto il partito, fu vinto il no sulla proposta del lord Cavendish. Si proposero quindi da parecchj fra i primi oppositori diverse provvisioni d'accordo a favore dei coloni. I dispareri camminarono al colmo. Ma i ministri, che si appresentavano coi pensieri fatti e coll'armi apparecchiate, fecero cadere ogni trattazione in questo proposito.

Avendo i ministri tutti gli apparati fatti, che per la guerra facevan di mestieri, vollero anche tagliare al nemico i nervi principali della medesima, che sono gli uomini, le armi e la pecunia. Una parte degli uomini impiegavano gli Americani sopra le navi per la bisogna del corseggiare; le armi e le munizioni traevano o di soppiatto, od anche apertamente dai paesi esterni, e la pecunia era il frutto del commercio loro. Adunque i ministri proposero una provvisione così fatta, che ogni specie di traffico colle tredici colonie unite fosse proibito; che ogni proprietà americana o galleggiante in sui mari, o stanziante nei porti fosse dichiarata legale preda in favore degli uffiziali, e compagnie delle navi del Re; che gli uomini, i quali sulle americane navi si ritrovavano, presi che fossero, si obbligassero a servire su quelle dell'Inghilterra indistintamente come semplici marinari; e che in ultimo luogo fosse la Corona autorizzata ad inviar commissarj colla potestà di conceder i perdoni a quei particolari uomini, che meglio paressero meritargli; e di chiarire anche tutta una colonia, od una parte di essa in istato di obbedienza verso il Re, nel qual caso potessero farle esenti dal rigor della legge, ed all'antica condizione restituirle.

Questa provvisione era molto consentanea all'altre di già vinte, ed al disegno che i ministri si erano nell'animo loro concetto intorno il modo di esercitar la guerra, ed era generalmente da lodarsi. Conteneva però certi articoli, che gli uomini prudenti non potranno non biasimare. Imperciocchè il voler far la guerra agli Americani anche in sui mari, non era che bene. Bene era considerata anche quella parte, che i commissarj fossero autorizzati a conceder le perdonanze sì ai particolari uomini, che alle province. Ma il confiscare indifferentemente le proprietà così private, come pubbliche; il concederne la preda ai rapitori, e lo sforzar gli uomini appartenenti alle ciurme americane, di qualunque grado o condizione si fossero, a divenir gregarj sulle navi inglesi, nissuno non sarà per detestare. I dissenzienti nel Parlamento ne fecero un grandissimo scalpore, e con molto acerbe parole la condannarono. La provvisione però si ottenne con gran favore.

1776

Terminata la bisogna del Parlamento, pose fine il Re alla presente tornata, assicurando, ch'ei non temeva di moto alcuno dei principi europei, i quali tutti si dimostravano disposti a volere mantener la concordia. I ministri avevano ottenuto dal Parlamento ogni intento loro, e poco o nulla dubitavano del prospero successo delle cose. Pareva loro impossibile, che i soldati accogliticci del congresso potessero tener le armi in mano, allorchè vedessero le soldatesche europee; e credevano, che la fama solamente della venuta dell'esercito inglese era bastante ad aprir l'occasione a nobilissimi acquisti. E ponendo eziandio, che le truppe colonarie tenessero il campo, come si poteva dubitare, che male armate, peggio disciplinate, e poco use ai pericoli della guerra ed al romor dell'armi, avessero potuto resistere lungamente ai veterani d'Europa? Una prima impressione sarebbe stata fatale agli Americani, e le arti che si erano poste in opera per dividergli, avrebbero allora pienamente l'efficacia loro esercitata. Pochi, che fossero corsi agli accordi, avrebbero tratto con loro tutta la moltitudine; poichè nei moti popolari ogni cosa è soggetta al temporale. I commissarj in sui perdoni, uomini tutti di grandissima autorità, e molto splendidi per chiarezza di sangue, e per la gloria delle cose fatte per terra e per mare, dovevano esser presenti, secondando le operazioni dell'esercito, e pronti a pigliar le prime occasioni, che appresentate si fossero. Così argomentavano i ministeriali, e tali erano le speranze loro. Una gran parte della nazione aveva i medesimi pensieri e le medesime speranze; chi per orgoglio, chi per confidenza nel governo, chi per amor delle parti, e chi per effetto dell'interesse, credendo l'uomo facilmente ciò, che utile stima a sè stesso. Ciò non ostante non mancavano di quelli, i quali o avevano per amor della patria, o dimostravano, per la peste delle Sette, molta inquietudine, e sinistri augurj prendevano delle future cose. Argomentavano essi dalla pertinacia loro alla pertinacia degli Americani; e non tralasciavano di avere ad ogni tratto in bocca i miracoli, come dicevano, operati in varj tempi, e presso molti popoli dall'amor della libertà. Molto magnificavano l'ardire, la costanza ed il coraggio americano; ed i sarcasmi, i motti, le dicerìe sui satelliti, come dicevano, della tirannide, intendendo di parlare dei soldati inglesi, e molto più dei tedeschi, eran senza fine. Chiamavano la perdita fatale, la vittoria pericolosa; lamentavano il sangue sparso per una iniqua causa. Ogni dì si pubblicavan libelli in favore o contro i coloni. Gli uni rimproveravano agli altri, che prezzolati scrivevano; gli altri agli uni, che licenziosi essendo essi medesimi, favorivan la licenza. Ebbe specialmente molta voga un libro dato alla luce dal dottor Price intorno la civile libertà, e fu letto da tutti con grandissima avidità. Ne ricevette pubbliche grazie dalla città di Londra, e ne fu presentato con una scatola d'oro.

I due fratelli Howe, l'uno ammiraglio dell'armata, e l'altro capitano generale dell'esercito in America, furono eletti dal Re commissarj a fine di ristorar la pace nelle colonie, e concedere i perdoni a coloro, che paressero meritare la reale misericordia. Il Signor Peter-Parker, ed il conte di Cornwallis eransi, già buon tempo, imbarcati con molte genti per alla volta dell'America. Partivano eziandio coll'altre genti inglesi e tedesche l'Almirante Hotham, ed i generali Burgoyne e Philipps.