Mentre queste cose si facevano con molto ordine dai soldati, e con molto terrore dei cittadini della Nuova-Jork, ecco, che si levava un gran romore per le ricevute novelle, che l'inimico sbarcasse nell'isola. I soldati a molta fretta correvano a riunirsi coi loro nelle pianure di Harlem. Nel mentre che le navi inglesi entrate nella riviera del Nort per rivolgere a quella parte l'attenzione dei generali americani, ed interrompere il trasporto delle bagaglie e munizioni, la prima schiera dell'esercito inglese condotta da Clinton si era imbarcata in capo al golfo di Newtown, e procedendo pel Sound, ed entrando nella riviera di Levante per la Porta d'Inferno, navigato prima un poco all'ingiù, era andata a sbarcare a Kippsbay a tre miglia distante dalla Nuova-Jork verso tramontana. Erano in questo luogo più, che in qualsivoglia altro deboli le difese, e le genti britanniche protette dalle artiglierie delle navi pigliaron tutte terra senza quasi incontrar nissuna resistenza. Non aveva tralasciato il generale americano, tostochè ebbe avviso dello sbarcar degl'Inglesi, di mandar loro incontro le brigate dei generali Parsons e Fellows, acciocchè riunite a quelle che difendevano Kippsbay, sostenessero l'impeto del nemico. Ma quelle prima, e poscia queste ancora si diedero vergognosamente alla fuga, nonostante tutti gli sforzi dei capitani per ritenerle. Arrivato poi Washington istesso le incorava e rannodava; ma, comparsa una banda di nemici, di nuovo si scompigliarono e voltaron le spalle. Se gl'Inglesi senza metter più lunga dimora al loro cammino si fossero spinti innanzi, avrebbero senz'alcun dubbio intrapreso il presidio della Nuova-Jork, che si ritirava. Ma ossiachè i generali inglesi non potessero restar capaci di tanta viltà negli Americani, e temessero di cacciarsi in mezzo a due schiere nemiche, ossiachè, come scrivono alcuni, gonfiati dal prospero successo, si trattenessero a diporto per ben due ore in casa di una gentildonna, certo è, che fu lasciato luogo a Putnam, che guidava il presidio, di difilare, e d'andarsi a congiungere col rimanente dell'esercito. Lasciarono però gli Americani in poter dei nemici le più grosse artiglierie, molte bagaglie e munizioni, e massimamente le tende, delle quali stavano in grandissimo bisogno. Dei soldati pochi mancarono, e questi in una scaramuccia presso Bloomingdale.
L'esercito inglese, mandato una grossa banda a pigliar possesso della città della Nuova-Jork, la quale può dare in ogni caso di fortuna recapito ad un buon esercito, s'accampò presso il centro dell'isola, avendo l'ala sua dritta posta a Horens-Hook sulla riviera di Levante, mentre la sinistra toccava Bloomingdale presso quella del Nort, occupando esso in tal modo tutta la larghezza dell'isola da una parte all'altra, la qual è, di circa un miglio. Gli Americani poi si erano molto affortificati a tramontana dell'isola, e massimamente a Kingsbridge. Avevano anche un alloggiamento sulle alture di Harlem, distante ad un miglio e mezzo dalle guardie inglesi. Un altro forte passo occupavano tra Harlem e Kingsbridge, siccome pure una Fortezza chiamata il Forte Washington sul fiume del Nort. In questo stato di cose seguivano frequenti avvisaglie, nelle quali appoco appoco andavano gli Americani ricuperando il coraggio, e s'avvezzavan di bel nuovo a guardare in viso l'inimico. Washington molto desiderava, che i suoi si mescolassero cogl'Inglesi in questi fatti. Uno fra gli altri ne seguì molto grosso nelle pianure di Harlem, dove, spintesi troppo avanti pel troppo ardore alcune bande d'Inglesi e di Essiani, furono prese alla tratta in un agguato apparecchiato loro dagli Americani, e ne andarono colla peggio. Washington molto commendò per lettere pubbliche il valor de' suoi.
Pochi giorni dopo che la città della Nuova-Jork, tanto opportuna alle cose d'America, era venuta in poter dei regj, arse per un fuoco acceso, chi scrive da alcuni cittadini a bella posta, perchè gl'Inglesi non si potessero prevalere delle stanze di tanta città, e chi a caso. Fu scritto, che il fuoco si appiccasse in varj luoghi nel medesimo tempo, e per mezzo di esche ingegnosamente preparate; il che negano gli Americani. Poco mancò, tutta la città non fosse consumata dalle fiamme, soffiando il vento forte, ed essendo l'aria secca. I soldati del presidio guidati dal generale Robertson molto si adoperarono per arrestar l'incendio; ed infuriati, com'erano, presi alcuni fra gl'incendiarj, o che tali credevano, gli precipitavano a trabocco in quelle fiamme, che accese avevano.
Il generale inglese accorgendosi, che tal era la fortezza degli alloggiamenti del nemico, che il cacciarnelo per una battaglia era una cosa piena di grandissimo pericolo, e molto incerta nell'evento, fece quella risoluzione, la quale per avventura avrebbe dovuto fare da bel principio, cioè di andar a campeggiare alle spalle degli Americani posti a Kingsbridge, ed obbligargli in tal modo a combattere con isvantaggio, o a ritirarsi con perdita, o a rimanere con pericolo. A questo fine, lasciato lord Percy con due brigate inglesi, ed una di Essiani negli alloggiamenti di Harlem, acciò difendessero la Nuova-Jork, egli col rimanente esercito imbarcatosi sui battelli e sulle piatte, ed entrato prosperamente nel Sound per la Porta d'Inferno, andò a sbarcare a Frogsneck vicino alla Terra di West-Chester situata sui confini delle due province della Nuova-Jork e del Connecticut. Fu da alcuni biasimata questa mossa dell'Howe; perciocchè il generale americano avrebbe potuto con un improvviso assalto opprimere le genti lasciate a Harlem, ed impadronirsi di nuovo della città di Nuova-Jork. Ma forse fece egli fondamento sullo sbigottimento, in cui tuttavia si trovavano i provinciali, e sulla presenza delle navi, le quali in ogni caso avrebbero porto un sicuro asilo alle pericolanti schiere. Aveva anche Howe molto fortificato il posto di Gowans-hill per proteggere la città. Per impedire poi che il nemico non potesse valersi della navigazione del fiume del Nort, e per mezzo di questo trar le vettovaglie dalla Nuova-Cesarea, aveva ordinato, che tre fregate montassero su oltre i Forti Washington e Lee, il primo posto sulla sinistra, ed il secondo sulla destra riva del fiume. Il che eseguiron esse con molta destrezza, nonostanti le artiglierie dei due Forti, ed i triboli, coi quali avevano gli Americani cercato d'interrompere la navigazione. Il generale inglese soprastò alcuni giorni a Frogsneck, sia per rifar i ponti, che dal nemico stati erano disfatti, sia per aspettare un grosso rinforzo, che gli doveva venire dall'Isola degli Stati. La strada da Frogsneck a Kingsbridge è molto difficile per le continue macìe, e gli Americani l'avevano anche rotta in molti luoghi. Washington, il quale aveva adunato tutto il suo esercito a Kingsbridge, mandò avanti i soldati leggieri per tribolar nel suo viaggio l'esercito nemico.
Ricevuti i rinforzi, l'Inglese si moveva da Frogspoint con tutto l'esercito, e traversato alcuni luoghi detti Pelham-manor, andava ad alloggiare nella Nuova-Roccella. Là si congiungeva con lui la seconda schiera dei lanzi essiani, e waldecchesi guidati dal generale Knyphausen, ed un reggimento di cavalli testè arrivato dall'Irlanda alla Nuova-Jork. Siccome il principal fine della spedizione quello era di tagliar a Washington la comunicazione colle province orientali, e se ciò ottenuto, non volesse combattere, chiuderlo dentro l'isola della Nuova-Jork, così bisognava occupar le due strade, l'una inferiore più verso il Sound, e l'altra superiore, che l'una e l'altra guidano nel Connecticut. La prima già occupavano gl'Inglesi; ma per intraprender la seconda faceva mestiero traversar quella contrada difficile, che già detto abbiamo, a fine di andar a pigliar il posto di White-plains, o sia delle Pianure Bianche alle spalle di Kingsbridge. Al qual partito si risolvette Howe, marciando però lentamente e con molta precauzione, dopo di aver lasciato alla Nuova-Roccella i lanzi venuti ultimamente, per tener le vie aperte, e sicurar le vettovaglie e le munizioni, che ogni dì vi arrivavano.
Washington stava attento al pericolo che correva; e, conosciuta ottimamente l'intenzion del nemico, determinò di abbandonar col grosso del suo esercito l'alloggiamento di Kingsbridge. Perciò girando col sinistro corno, andò con questo ad occupar le Pianure Bianche, mentre il diritto alloggiava sulle alture di Valentine's-hill presso Kingsbridge, e la battaglia di mezzo senza interrompimento guerniva le alture, che si distendono da Valentine's-hill alle Pianure Bianche. Quivi attendeva a fortificarsi sollecitamente. In tal modo si trovò l'esercito americano attelato paralellamente al fiume Brunx, che lo fasciava da fronte, e lo separava dall'inglese, il quale marciava all'insù sopra la sinistra riva di questo fiume. Aveva di dietro il grosso fiume del Nort, per mezzo del quale dalle parti superiori, non avendo sin là potuto penetrar le fregate inglesi, riceveva le vettovaglie. Col corno sinistro poi occupava la superiore via del Connecticut, per la quale anche gli pervenivano abbondantemente i viveri e le munizioni. Lasciò sufficienti presidj a Kingsbridge, a Harlem e nel Forte Washington, abbenchè in questo contro sua voglia. Intanto mandava spesso i corridori sul Brunx per ritardar le mosse del nemico. Onde seguivano frequenti abboccamenti tra l'una parte e l'altra, nei quali, sebbene per l'ordinario i reali rimanessero superiori, servivano però maravigliosamente a cancellar la paura negli Americani, i quali ogni dì pigliavano più animo addosso ai nemici. Finalmente, approssimandosi il nemico alle Pianure Bianche, Washington ristrinse subitamente il suo esercito, e, abbandonati gli alloggiamenti, che aveva lunghesso il Brunx, tutto lo raunò in un forte campo su certe alture, presso le Pianure medesime, a fronte degl'Inglesi. Il suo destro fianco era protetto dal Brunx, il quale co' suoi rivolgimenti fasciava anche da fronte il destro corno. Il centro era quasi paralello al fiume, ed il sinistro corno posto quasi ad angolo retto sul centro, e per conseguente quasi paralello al destro, si distendeva verso tramontana sulle colline, quanto era necessario per guardare i passi verso le regioni montagnose superiori, alle quali l'esercito avrebbe potuto ritirarsi. Ma siccome il destro corno, come quello che in una regione più piana e meno difficile era posto, si trovava in maggior pericolo, così giudicò opportuno di mandar ad occupar un monte, un miglio circa distante dal campo, per una grossa banda di soldati condotti dal generale Macdougall. Questi vi si afforzarono, come meglio per la brevità del tempo potettero.
Stando in tal condizione l'esercito americano, arrivarono gl'Inglesi a sette o otto miglia distante dalle Pianure Bianche, e si apparecchiavano ad assalirlo. La mattina dei 28 ottobre le genti divise in due schiere, la dritta guidata da Clinton, e la sinistra da Heister marciavano alla battaglia. A mezzodì, cacciate e ributtate indietro tutte le scolte e guardie nemiche dai primi feritori inglesi ed essiani, compariva l'esercito inglese avanti il campo americano. Incontanente si diè mano al trarre delle artiglierie, sebbene con poco effetto. Gl'Inglesi pigliarono tosto gli ordini, e talmente disponevano le genti loro, che la dritta occupava la strada che conduce a Merrineck, un miglio circa distante dalla battaglia di mezzo degli Americani; mentre la sinistra, posta ad egual distanza dall'ala dritta di quelli, toccava il Brunx.
Il generale inglese, veduta l'importanza del posto pigliato da Macdougall, e persuasosi, che non si sarebbe potuto assalir con frutto il fianco destro del nemico esercito, il quale solo si poteva assaltare essendo l'altro situato in luoghi più forti, determinò di sloggiarnelo. Ordinò ad una squadra di Essiani sotto l'obbedienza del colonnello Ralle, che guadasse il Brunx, e, fatta una giravolta, andasse a noiar il fianco del generale Macdougall, mentrechè il brigadier generale Leslie con una brigata d'Inglesi e di Essiani gli darebbe la battaglia da fronte. Pervenuto Ralle al luogo indicato, Leslie dopo d'aver traversato il Brunx assaltò furiosamente gli alloggiamenti di Macdougall. Le milizie andarono tosto in volta; ma i regolari resistettero gagliardamente. Anzi un reggimento marilandese condotto dal colonnello Smallwood, ed un jorchese dal colonnello Ratzemar saltati fuori dalle trincee animosamente andarono ad affrontar a piè della collina il nemico. Ma oppressi dal numero cedettero, e si ritirarono. Salivano quindi con mirabile intrepidità gl'Inglesi e gli Essiani, e, superati a viva forza i nemici contrastanti, s'impadronirono del monte. Continuarono però gli Americani a trarre per qualche tempo di dietro le muricce ed altri luoghi vicini. Il che ritardò il progresso degli assalitori. Putnam, ch'era stato inviato in aiuto, non arrivò in tempo. Perdette l'una parte e l'altra in questo fatto assai gente.
Aspettava Washington con grand'animo ne' suoi alloggiamenti il vicino assalto, e già aveva fatto sgombrar dietro i malati e le bagaglie. Ma, essendo trascorsa una gran parte del dì, l'Inglese determinò di aspettare il seguente. Perciò fe' alloggiar i suoi a gittata di cannone del campo americano. Washington usò l'opportunità della notte per fortificar vieppiù i suoi alloggiamenti, e per ritirar indietro a luoghi più forti l'ala sinistra, la quale, per la perdita del monte, era diventata più esposta alle offese. La mattina, Howe, considerata la fortezza di quelli, si fermò, prima di dar la battaglia, a voler aspettar l'arrivo di alcuni battaglioni, ch'erano stati lasciati alla Nuova-Jork sotto i comandamenti di Percy, e d'alcune altre compagnie da Merrineck. Essendo questi rinforzi giunti al campo la sera dei trenta, intendeva di andare all'assalto la mattina seguente. Ma piovve la notte e pioveva la mattina tuttavia sì fuor di misura, che ne fu rotto il disegno. Intanto il generale americano, il quale considerava con molta prudenza i pericoli, ed era alieno di tentare senza grandissima speranza la fortuna di una battaglia campale, fatto considerazione eziandio, che gl'Inglesi avevano già piantato quattro o cinque batterie, e che potevano, girando sul destro fianco di lui, andarsi ad impadronir di certi colli, che gli stavano a ridosso, la notte del primo novembre mutò l'alloggiamento, ed andò a porsi in certi luoghi più alti nelle vicinanze di North-Castle, non senza prima però aver posto il fuoco al villaggio delle Pianure Bianche, siccome anche a tutte le case ed ai foraggi, che dentro il campo si ritrovavano. Mandò tostamente una grossa banda di soldati ad occupare il ponte sul fiume Crotone, pel quale si ha la via alle parti superiori dell'Hudson. Gl'Inglesi entrarono l'indomani nel campo americano.
Avendo il generale inglese veduto che l'Americano fuggiva la battaglia, e che non si poteva in quel luogo urtare per la fortezza degli alloggiamenti senza evidente pericolo e grave danno de' suoi, si risolvette a torsi giù del seguitarlo, e si voltò a volersi render affatto padrone dell'isola della Nuova-Jork. Principalmente gli stava a cuore il Forte Washington, il qual era il più forte baluardo della medesima. Tuttavia, quantunque il luogo, dove questa Fortezza era murata, fosse molto aspro e difficile ad ascendersi, le fortificazioni sue non erano tali, che potessero resistere ai colpi delle grosse artiglierie; nè per la strettezza non era capace di più di mille difensori, abbenchè nell'opere esteriori, dalle quali era circondato, soprattutto a ostro verso la Nuova-Jork, potesse dar luogo a molti più. Dubitando Washington di quello, che avvenne, aveva scritto mandando al generale Greene, che comandava in quei contorni, esaminasse molto bene; e se trovasse, che il Forte Washington non fosse abile a sostener l'assalto, il facesse votare incontanente, e la guernigione trasportasse sulla destra riva dell'Hudson. Ma questi, o sia che giudicasse per la fortezza del luogo, e pel buon animo della guernigione, si potesse tener lunga pezza, o che non volesse coll'esempio della ritirata sbigottir di più i già troppo rimessi animi degli Americani, deliberò di voler persistere nella difesa. Al qual partito tanto più volentieri s'appigliò, che credette, sarebbe sempre fatto abilità alla guernigione di ritirarsi sicuramente al Forte Lee situato sull'altra riva del fiume. Ma Washington, temendo di qualche sinistro, ed avvisandosi molto bene, che gl'Inglesi non si sarebbero rimasti alla presura del Forte, ma che, valicato il fiume, e preso col medesimo impeto il Forte Lee, il quale non era difendevole lungo tempo, avrebbero corso tutta la provincia della Nuova-Cesarea, lasciato il generale Lee colle genti appartenenti alle province orientali sulla sinistra riva dell'Hudson, e pigliati i luoghi forti verso il fiume Crotone, e particolarmente a Peek's-hill presso l'Hudson medesimo, valicò questo fiume col grosso dell'esercito, e andò a congiungersi con Greene negli alloggiamenti del Forte Lee. Il generale Lee medesimo teneva ordine di venir rattamente a raggiugnerlo, ove il nemico, superati i Forti, avesse corso sulla destra riva del fiume. Scrisse poi al governatore della Nuova-Cesarea, facesse sgombrare ai luoghi più lontani le vettovaglie, e chiamasse sotto le insegne tutte le milizie. Fatti tutti i preparamenti, che meglio per lui si potevano, Washington aspettava, e diligentemente spiava, quali avessero ad essere le mozioni del nemico.