Ma qualunque fosse per esser l'effetto che le narrate risoluzioni del congresso dovessero operare, sia per far genti, come per mantener il credito pubblico, e ad ogni modo per arrestar il corso della vittoria al nemico, conosceva esso benissimo, che se i principi europei non ci mettevano le mani, ed all'America non soccorrevano, non si poteva concepire speranza di bene. Sapeva ancora ch'essi principi, e massimamente quelli, dei quali siccome gagliardi sull'armi marittime, si poteva più utile opera aspettare, e tra i quali il Re di Francia teneva il primo luogo, erano tutti, o per odio contro l'Inghilterra, o per la speranza di vantaggi, volti a favor dell'America. Di questo, oltre la propensione generale dei popoli, ne apparivano manifestissimi segni. Le navi americane erano ricevute nei porti francesi e spagnuoli sia in Europa che nelle Antille, non solo come appartenenti ad una nazione amica, ma veramente come se spettassero ad una nazione affatto independente. Dal che ricevevano i Francesi e gli Spagnuoli grandissimo benefizio; stantechè incominciavano a godere i vantaggi di quel commercio coll'America, il quale sin là stato era privato e proprio della sola Inghilterra. Nè solo si contentavano di accogliere nei porti amichevolmente gli Americani, ma di più permettevano, che gli armatori pubblicamente vi vendessero le prede, che avevano fatte contro il commercio inglese, tanto in Europa che in America. E poco o niun effetto avevano avute le rimostranze, che i ministri britannici avevano indiritte in questo proposito alle Corti di Versaglia e di Madrid. Nè era nascoso, che ogni dì partivano dai porti francesi navi cariche di munizioni da guerra alla volta dell'America. Una cosa eziandio che gl'Inglesi non potevano a patto nissuno tollerare, e della quale facevano un grandissimo scalpore, questa si era, che nell'Antille i Francesi non solo ricevevano nei porti loro i corsari americani, le prede comperavano, e di ogni cosa necessaria gli accomodavano; ma ancora non pochi fra i Francesi medesimi, armato navi in corso, e rizzatovi su lo stendardo americano, dopo di aver dal congresso ricevute le commissioni, scorrazzavano quei mari, e, fatte molte prede, il commercio inglese manomettevano. Il che siccome il governo francese non proibiva, forz'era concludere, che l'approvasse. Si vedeva poi anche una generale inclinazione in Francia in tutti gli ordini di persone, e massimamente nei gentiluomini di chiaro nome per andarsi a condurre ai soldi degli Stati Uniti; e già molti fra i medesimi arrivati in America si erano acconci col congresso, e fra gli altri il cavaliere Defermoy era stato eletto brigadier generale negli eserciti americani; ed il signor di Portail, uomo di chiaro ingegno e di pronto valore, Capo degli ingegneri, dei quali avevano gli Americani grandissimo difetto. Nè mai in nissun'altra guerra i Francesi, i quali tanto si dilettano nel romor dell'armi, si erano così disiosi dimostrati di andar a mettersi sotto le insegne di un potentato forestiero. La qual cosa, sebbene si possa in parte attribuire alle opinioni, che a quei tempi regnavano generalmente in Europa in fatto di materie politiche, ciò non di meno si debbe massimamente dalla conosciuta inclinazione del governo riconoscere. Ella è anzi cosa molto probabile, che la Francia avrebbe piuttosto, ch'ella non fece, rotta la guerra alla Gran-Brettagna, se il Re francese fosse stato di meno mansueta natura di quello, ch'egli era veramente. Nè non davano molto sospetto all'Inghilterra, e molta speranza agli Americani gli apparecchiamenti marittimi, che con incredibil ardore si proseguivano nei porti della Francia e della Spagna. Dimandavan ragione di sì grandi apparati i ministri britannici, ai quali si rispondeva, che si temeva, per una querela nata col Portogallo, di vicina guerra con quel regno. Ed oltre a ciò, che giacchè i mari erano gremiti di flotte inglesi e di corsari americani; che non solo la guerra marittima si esercitava con tanta rabbia da ambe le parti, ma che tali eserciti erano stati mandati dall'Inghilterra nel Nuovo Mondo, che mai somiglianti vi si eran veduti ne' tempi andati, anche la Francia e la Spagna dovevan farsi forti sull'armi per proteggere il commercio loro, ed assicurare all'uopo le colonie. Aggiungevano, ch'era ben da maravigliare, che coloro, i quali non contenti all'aver messo in pronto col maggiore sforzo loro tutte le nazionali forze, avevano anche mandato in America un grosso esercito di mercenarj forestieri, trovassero, che strana cosa fosse, che i vicini loro anch'essi si preparassero alle difese contro tutti quei casi che potrebbero avvenire. Queste escusazioni, siccome non soddisfacevano al governo inglese, così non toglievano nissuna speranza agli Americani, i quali vedevano benissimo, che gli addotti motivi non eran proporzionali di gran lunga alla grandezza degli apparecchiamenti. Nè era dubbio, che siccome il patto di famiglia stipulato nel 1761 tra il Re Cristianissimo ed il Re Cattolico aveva dimostrato in questi due Re l'intenzione di alleare e collegare tutta la Casa dei Borboni contro l'Inghilterra per abbassare la sua potenza, così questa querela americana ne dovesse esser l'occasione. Questo era evidentemente lo scopo, al quale tendevano gli straordinarj preparamenti della Francia e della Spagna; e se in luogo di quei peritosi dottori di legge, i quali allora reggevano i consiglj britannici, l'animoso conte di Chatam, o qualche altro che lo somigliasse, avesse in questo tempo avuto la somma delle cose in mano, certo è, che l'Inghilterra avrebbe fin d'allora intimato la guerra ai Borboni; poichè si sa per pruova, che la fortuna è amica agli audaci, e che questo mondo è di chi se lo piglia. La Olanda poi, sebbene per non esser ella Stato altrettanto guerreggevole, che la Francia e la Spagna erano, non facesse preparamenti che potessero dar sospetto, tuttavia, pel maggior desiderio del guadagno in sul mercanteggiare, gli Olandesi abbondantemente gli Americani fornivano di munizioni, di armi, e di ogni altra cosa, che più sia alle guerre necessaria. Tutti gli altri potentati dell'Europa più, o meno del medesimo animo si dimostravano. Solo il Portogallo, persistendo nell'alleanza, si manteneva fedele all'Inghilterra, e non volle mai consentire, che da' suoi si fornissero gli Americani delle cose appartenenti alla guerra, nè si desse ricetto ne' suoi porti ai corsari loro.
Il congresso adunque, considerate molto bene tutte queste cose, e spinto dalla necessità, deliberò di usar la presente occasione. E stante che tutta questa lega, la quale contro l'Inghilterra si andava preparando, aveva per fondamento principale, e quasi per anima la Francia, così molto per tempo nell'anno 1776 aveva mandato presso quel governo Silas Deane, acciò spiasse meglio, quali fossero le intenzioni di lui verso l'America; disponesse vieppiù gli animi a favor suo, ed ottenessene intanto tutte quelle somministrazioni d'armi e di munizioni, che meglio sapesse e potesse. Eseguì egli molto diligentemente le sue commissioni, specialmente in rispetto all'ultimo capo delle somministrazioni. Non solo ottenne dagli uomini, o dalle compagnie private, tra i quali merita particolar menzione Carone di Beaumarchais, che con molto utile, e degli Americani e suo, prestò in questo un'opera molto eccellente, ogni sorta di armi e di munizioni, le quali dalle navi americane apertamente, e dalle francesi di nascosto erano portate in America; ma ancora trovò modo di cavarne dalle armerìe regie. Ebbe principalmente da queste quindicimila archibusi ad uso delle fanterie, i quali avviò con gran diligenza in America, dove furono molto opportuni. Usava ancora di condurre agli stipendj dell'America quei gentiluomini francesi, i quali di ciò si dimostravano vaghi; ma in ciò con poca soddisfazione del congresso, il quale non potette sovente star contento agli accordi fatti dal Deane, nè qualche volta ancora alle persone.
Ma, chiarita la independenza, e diventando da un altro canto le cose della guerra molto strette, aveva il congresso giudicato, cosa conveniente fosse il mandar uomini di maggior autorità, acciocchè rappresentando questa solenne ambascierìa tutto l'aspetto della repubblica rendessero al re Luigi testimonio di una singolare affezione e reverenza. Facessero anche ogni opera, perchè quello che non era che un semplice desiderio, diventasse volontà efficace, e l'intenzione si convertisse in atto. Per la qual cosa il congresso nella sua tornata dei 26 settembre chiamò commissarj alla Corte di Francia Franklin, Jefferson, e Deane, uomini tutti di gran maneggio e di giudizio fino. Ma essendosi scusato Jefferson, ebbe lo scambio in Arturo Lee. Il mandato loro fu di continuar a far procaccio di armi e di munizioni, di ottener licenza dal governo di allestir a spese degli Stati Uniti nei porti francesi alcune navi da guerra per correre addosso alle proprietà inglesi; e finalmente di tenere con uffizj ed offerte spesso sollecitato il governo di Francia, acciò concludesse un trattato d'alleanza, del quale il congresso aveva fatto una bozza, e rimessa ai commissarj. Avevano anche nel mandato medesimo di operar in modo, che la Francia accomodasse gli Stati Uniti con un presto di dieci milioni di franchi; e quando non se ne potessero ottenere altrettanti, se ne avessero almeno sei, o finalmente al postutto quattro. Sopra ogni cosa, procurassero, che la Francia riconoscesse pubblicamente la independenza degli Stati Uniti. E siccome sapeva il congresso, che quello che teneva sospesi gli animi dei principi a non voler far sì tosto questa riconoscenza, si era il timore, che gli Americani gli abbandonassero ad un bel bisogno, ed all'antica obbedienza ritornassero, così ordinò a' suoi commissarj, facessero ogni opera per persuadere al Re Cristianissimo, che gli Stati Uniti non erano mai per ritornare sudditi al Re della Gran-Brettagna; e che di niuna cosa, ch'egli per questa pia causa si promettesse delle forze ed opera loro, non sarebbe per ritrovarsi in alcun tempo ingannato; che mai non avrebbero conceduto agl'Inglesi nissun traffico esclusivo, o maggiori vantaggi, o privilegj di commercio, che ai sudditi della Francia concessi non fossero. Volle ancora, che offerissero ed ottenessero, che nel caso di guerra tra la Francia e la Gran-Brettagna, gli Stati Uniti e la Francia si obbligassero a dinunziarsi vicendevolmente i negoziati tendenti alla pace, i quali potrebbero nascere, acciocchè l'una parte e l'altra potessero, quando il volessero, entrarvi. Sollecitassero una nuova provvisione di venti o di trentamila archibusi con una certa quantità di artiglierie e gran copia di munizioni, da essere ogni cosa conviata dalle navi francesi sino in America; il quale convoglio però far si dovesse a spese degli Stati Uniti. E per aggiungere negli animi francesi alle speranze dei vantaggi da ritirarsi dall'unione con essi Stati anche il timore dei danni da una nuova congiunzione loro coll'Inghilterra, comandò il congresso a' suoi mandatarj, artatamente andassero spargendo, che malgrado la buona volontà degli Stati Uniti, non potevano però essi colle sole forze loro resistere alla prepotente forza della Gran-Brettagna lungo tempo; che ci era pericolo, se abbandonati fossero a loro medesimi, fossero per la necessità delle cose costretti a cedere, e che per la conquista ottenesse il governo britannico ciò, che la volontà loro non avrebbe mai potuto consentire. Rispetto poi alla Spagna, a fine di scemar il timore, ch'ella aveva della ribellione nelle sue proprie colonie, l'assicurassero con quelle più efficaci protestazioni, che migliori immaginar sapessero, che mai in nissun caso avrebbero le colonie spagnuole ricevuto dagli Stati Uniti molestia alcuna. Finalmente stessero vigilanti per penetrare, se mai covasse qualche nuovo trattato in Europa per inviar nuovi soldati mercenari a danni dell'America. E quando tale fosse il caso, si studiassero con ingegno di ottenere dalla Corte di Francia, che s'intromettesse per istornare un sì pernizioso disegno.
Avute tutte queste istruzioni partirono i mandatarj americani. Arrivava Franklin addì 13 dicembre a Nantes, e poco poi a Parigi. Da molto tempo non era in questa città capitato un uomo, che più di questo e venerando fosse, e venerato, o si consideri l'età sua, che già era oltre i settant'anni trascorsa; o l'eccellenza dell'ingegno, o la vastità della dottrina, o la fama della virtù. Nè medesimamente di lunga pezza era stata tra gli uomini francesi, naturalmente molto avidi di novità, tant'aspettazione, come in questi dì. Pareva, che di altro non si parlasse fra di loro, di altro non si scrivesse, ad altro forse non si pensasse, che a questa medesima causa americana, la quale tutti universalmente lodavano ed ammiravano. Giunto adunque l'inviato americano, se i popoli lo riguardassero, se con ogni curiosità le parole, gli atti e le opinioni ne spiassero, non è da domandare. Nè si potrebbe negare, che non abbia molto acconciamente quella via seguita, che alla condizione della sua patria, ed alla sua propria ottimamente si convenivano; Si dimostrava egli, ed in ogni luogo si appresentava come un cittadino d'un'infelice patria agli estremi casi ridotta dalla britannica crudeltà. Con quelle canute chiome, ed in quell'età ormai caduca, venuto essere a traverso un mare smisurato a raccomandare la causa di lei a coloro, che soccorrer la potevano. Non mai sì pietosa opera, come questa, essersi offerta a compire alla generosità francese; esser la Francia l'avvocata dei miseri, la difenditrice dei perseguitati, la protettrice degli oppressi; quella guerra essere per la parte britannica crudele; quel sangue sparso dagli Americani innocente; sperar essi nel patrocinio del Re ritrovare alcun rifugio alla loro misera e travagliata fortuna, e potersi un dì ridurre a vita tranquilla e sicura. Si ritraeva poscia alla villa di Passy, posta presso le porte di Parigi, dove pareva, deplorasse in quel secesso i duri casi dell'America. Si spargeva la voce, se a caso o a studio non saprei, che il governo inglese aombrasse per la vicinanza di lui, ed al francese domandasse, lo facesse allontanare. Quindi nacque fra i popoli quella compassione, che si ha di satura verso la virtù perseguitata. Tutti perciò lo guardavano con maggior curiosità; e ne' suoi passeggi, dove gli facevan l'accompagnatura molti fra i suoi paesani stati prima o manomessi crudelmente, o proscritti dal governo britannico, siccome pure nelle brigate sì pubbliche che private, e nelle adunanze delle accademie dei dotti, dove interveniva spesso, si facevano le affoltate per vederlo. Su pei canti si vedevano i ritratti di Franklin, dipintovi con aspetto venerabile, e con vestito, come si suol fare, anzi un po' strano, che no. Viveva poi a Passy con una certa semplicità, che molto ritraeva da quella degli antichi filosofi; ed i suoi arguti motti, e le gravi sentenze facevan sì, che molti a Socrate lo somigliassero. Così il nome di Franklin era in bocca di tutti; e la moda, che sì spesso aggira i cervelli francesi anche nelle cose più leggieri, s'era questa fiata volta ad un oggetto molto grave, e degno d'osservanza. Ma egli intanto, contento all'aver guadagnata l'attenzione, ed eccitata verso la patria sua la compassione di quegli spiriti parigini cotanto gentili e ben creati, a questo non si ristette; che anzi con eccellente industria, e con molta segretezza andava presso i ministri, dai quali era udito con allegra fronte, avanzando la causa dei suoi mandatori. Nel che faceva grandissimi frutti, e si speravano dalla Francia di breve pubblici ed efficaci ajuti.
Ma in questo mezzo, essendosi la fortuna tanto contraria dimostrata nella Nuova-Jork, e nella Cesarea agli Americani, trovandosi le cose loro di tal maniera afflitte, che non che altro l'istessa città capitale della lega portava grandissimo pericolo di cader in mano del vincitore, temette il congresso, che tosto che le infelici novelle fossero pervenute in Francia, si raffreddassero le pratiche già incominciate coi governi francese e spagnuolo da' suoi delegati; e che questi governi dubitando della prossima rovina dell'America, e della costanza degli Americani, non si ritraessero. Per la qual cosa deliberò di fare alla Francia ed alla Spagna nuove e più gagliarde protestazioni tendenti a far credere, di voler ad ogni rischio nella intrapresa via continuare, ed a far loro più grassi partiti, quando a favor suo si discoprissero. Scrisse ai suoi delegati, assicurassero di nuovo quei governi, che gli Americani s'erano fermi a voler mantenere ad ogni evento la independenza. Comandò loro, ponessero ogni studio, perchè la Francia si discoprisse ad ogni modo contro la Gran-Brettagna con assaltar l'Elettorato d'Hannover, o quell'altra parte dei dominj britannici, che più opportuna sarebbe creduta sia in Europa, che nell'Indie orientali od occidentali. E per questo ottenere più facilmente, facessero certo il Re Cristianissimo, che in caso, che Sua Maestà denunziasse la guerra alla Gran-Brettagna, congiungerebbero gli Stati Uniti le forze loro colle sue per conquistar le isole di Terra-Nuova e del Capo-Brettone, e che, ottenuto l'intento, si escluderebbero per sempre dalle pescagioni del merluzzo su per quelle spiagge i sudditi del Re britannico, e quei di qualunque altra nazione, dimodochè solo gli Americani ed i Francesi avrebbero il diritto di esercitar quelle pescagioni; che il Re Cristianissimo possedesse in piena proprietà la metà dell'isola di Terra-Nuova, purchè egli fornisse all'uopo gli Stati Uniti del necessario navilio per soggettar la provincia della Nuova-Scozia; e che questa medesima provincia coll'isola del Capo-Brettone, e la rimanente parte della Terra-Nuova fossero ridotte sotto l'imperio della repubblica. Quando poi le mentovate offerte non bastassero a persuader la Francia alla guerra, proponessero di più, che gli Stati Uniti erano pronti a consentire, che tutte quelle isole inglesi dell'Indie occidentali, le quali nel corso della guerra conquistate fossero dalle forze unite della Francia e dell'America, cadessero in assoluta proprietà del Re Cristianissimo; e che a questo fine avrebbero essi somministrato le provvisioni a proprie spese, e sino al valsente di due milioni di dollari, come pure sei fregate allestite e fornite di tutto punto, e pronte a mettere in mare. Che avrebbero in somma tutta quella assistenza data in queste spedizioni, che a buoni e fedeli alleati meglio si convenissero. Che finalmente avrebbero stipulato, che tutto il traffico, che si sarebbe fatto all'avvenire tra gli Stati Uniti e le Antille, sarebbe esercitato dalle navi dei sudditi di Sua Maestà Cristianissima e degli Stati Uniti. L'animo poi del Re Cattolico volevano si tentasse con promettergli, caso dinunziasse la guerra alla Gran-Brettagna, di aiutarlo a ridurre in sua potestà la città ed il porto di Pensacola. Gli si proponesse ancora di concludere cogli Stati Uniti un trattato di alleanza e di commercio somigliante a quello, che al Re Cristianissimo era stato proposto. Aggiunsero all'uno ed all'altro Re, che quando fosse vero, come già n'eran pervenute le novelle, che il Re portoghese avesse con insulto da' suoi porti cacciato, o confiscato i vascelli americani, e quando ciò fosse cosa grata alla Francia ed alla Spagna, avrebbero gli Stati Uniti a quel Re intimato la guerra.
Nè qui si ristettero in questa bisogna i pensieri del congresso. Mandarono commissarj alle Corti di Vienna, di Prussia e di Toscana, nelle quali non si vedevano male disposizioni verso l'America, anzi molti segni d'istimare la salvezza della repubblica. Volle, che que' sovrani fossero accertati della determinazione degli Stati Uniti a voler persistere nell'independenza. Gli piacque ancora, che questi commissarj usassero ogni studio loro, perchè le sopraddette Corti, ma specialmente l'Imperatore di Germania, ed il Re di Prussia s'intromettessero, perchè non fossero mandati a' danni dell'America altri soldati mercenarj tedeschi o russi. Ebbero anche in mandato di proporre alla Corte di Berlino un trattato di amicizia e di commercio, quando ciò non dispiacesse ai Re, Cristianissimo e Cattolico.
Queste furono le risoluzioni prese dal congresso in fortificazione dello Stato in tanto pericolo delle cose sue. Nel che si vede, ch'ei trattava colla medesima costanza i negoziati co' principi e niente più pigramente provvedeva alle cose, che appartengono all'esercizio della guerra. Non solo ei non fece alcuna vista di voler abbandonar il proposito dell'independenza, o di calare a qualche accordo coll'Inghilterra, ma neanco nissuna proposizione, od offerta fece ai principi forestieri, la quale dimostrasse la disperazione, o si sconvenisse ad uno Stato ottimamente constituito, forte ed independente. Per verità alcuni membri del congresso posero in questa occorrenza certi partiti, che minor costanza e fiducia dinotarono. Conciossiacosachè taluno fosse diventato fautore, che si facesse abilità ai commissarj presso la Corte di Francia, offerissero di trasferire, a favor di questa tutto quel monopolio di commercio, di cui aveva goduto l'Inghilterra; altri, che le si proponesse il monopolio d'alcuni capi di commercio, ed altri ancora una lega offensiva e difensiva. Ma vinse la fortuna della repubblica, la quale l'aveva a migliori condizioni destinata; e tutte queste proposte, contraddicendo la più sana e la miglior parte dei membri del congresso, non si ottennero. Nissuno non vedeva, che se accettate si fossero, avrebbero, mostrando disperazion delle cose, un tutto contrario effetto partorito a quello, che gli autori loro ne aspettavano. Perciocchè la Francia aveva ben altri e più forti motivi, che questi non erano, per romper la guerra alla Gran-Brettagna, i quali avrebbero bastato per indurla a pigliar tal partito, solo che gli Americani si dimostrassero costanti nel proponimento loro, e con forti animi, e con ogni sforzo la guerra esercitassero.
Queste instruzioni del congresso inviate a' suoi commissarj furono per via intraprese dagl'Inglesi, i quali le fecero pubblicare. Del che non si mostrò malcontento il congresso. Perciocchè non dubitava, che il dimostrare con tanta efficacia, che continuasse in tutti la medesima prontezza a non voler tornare sotto l'obbedienza britannica, mentre la fortuna loro era condotta a tanto bassamento, convincesse coloro fra i principi europei, i quali lo sceveramento dell'Impero britannico desideravano, ch'era tempo, che si discoprissero, acciocchè quello, a che gli Americani non volevano consentire, l'inferiorità delle forze loro e la conquista non se lo facessero.
Ma qualunque fossero la costanza del congresso, o l'opportunità delle sue proposte ai principi forestieri, poco si poteva sperare, che in tanto pericolo delle cose sue acconsentissero questi al venire a parte, abborrendo ciascuno dal prender briga di ripescar coloro che sommergono. Certo poco profittan le parole, quando elleno non sono dalle buone armi, e dal favor della fortuna accompagnate. E così deboli erano le speranze, alle quali si atteneva sul finire del presente anno il destino dell'America, che si doveva ragionevolmente credere, che due o tre notti fredde, che si fossero messe, fatto gelar le acque della Delawara, avrebbero posta in mano degl'Inglesi, senza che gli Americani opporvi si potessero a patto nissuno, la città capitale di tutta la lega. E quando questa gelata contro il solito della stagione non avesse avuto luogo, la più gran parte del già sì debole esercito di Washington si sarebbe risoluta pel finir delle ferme nell'uscir dell'anno. Nè si poteva credere, che in tanta avversità nuovi soldati venissero a pigliare il luogo di quelli, che se ne andavano. In questo stato di cose altro non si poteva aspettare, che un soggettamento senza ostacolo delle province più aperte, e che, ritiratisi i miseri avanzi dell'esercito americano ai luoghi più forti, nelle selve e nelle montagne inaccessibili, nascesse una guerra guerriata, la quale nulla potrebbe importare alla somma dell'impresa. Ma Washington non si disperava; e prima che, o il gelicidio sopraggiungesse, o finissero le ferme dei soldati, volle con audace e ben ponderato consiglio far nuova pruova della fortuna della repubblica, con affrontar un nemico vittorioso e forte, il quale a tutt'altro pensava fuori che a questo. Del che debbono i posteri suoi avergliene una eternal riconoscenza; imperciocchè da questa improvvisa fazione cambiossi ad un tratto, e fuori di ogni aspettazione la condizion della guerra, ed incominciò la vittoria ad inclinare alle parti americane. Aveva egli osservato, che Howe, o fosse per procurare a' suoi soldati alloggiamenti più comodi in quell'aspra stagione, o per impedire, come si credette, il reclutar degli Americani, o che giudicasse in modo la guerra vinta, ed i nemici inabili a qualunque sforzo, aveva troppo distese le ali del suo esercito, occupando tutta la provincia della Nuova-Cesarea, e la riva sinistra della Delawara da Trenton sino a Burlington. Aveva le sue stanze a Trenton il colonnello Ralle, valoroso capitano di Essiani colla sua brigata di fanti, ed alcuni pochi cavalleggieri inglesi, e cinquanta stracorridori, che sommavano in tutto a quattordici o quindici centinaia di soldati. Alloggiava più sotto a poche miglia a Bordenton il colonnello Donop con un'altra brigata di Essiani; ed ancor più in giù, distante a venti miglia di Filadelfia, aveva i suoi quartieri un'altra schiera di Essiani e d'Inglesi. Gli uni e gli altri stavano a mala guardia, sia perchè conoscevano, esser il nemico non che debole, quasi affatto distrutto, sia perchè per le passate rotte lo tenevano molto imbelle, e come spogliato d'ogni onore della milizia. Il rimanente esercito si era fermato in luoghi più lontani, e principalmente a Princetown, a Brunswich e ad Ambuosa. Washington, considerata bene la larghezza degli alloggiamenti del nemico, entrò in isperanza di potere con un improvviso assalto opprimere quelle bande, le quali erano più vicine al fiume, e sì dall'altre lontane, che non avrebbero potuto essere soccorse a tempo. Perchè poi l'assalto procedesse con ordine, e partorisse maggior frutto, distinse tutto il suo esercito, il quale per la più parte consisteva nelle cerne della Pensilvania e della Virginia, in tre schiere, la prima delle quali, ch'era la principale, dovesse varcar il fiume a Mackenky's-ferry circa nove miglia sopra Trenton. Questa doveva guidar egli stesso, accompagnato dai generali Sullivan e Greene, ed aveva seco alcuni pezzi di artiglierie da campo. S'intendeva, ch'ella facesse impelo contro Trenton. La seconda, che obbediva agli ordini del generale Irwin, doveva traversar a Trenton-ferry un miglio circa sotto il borgo di questo nome, ed arrivata sulla sinistra del fiume impadronirsi spacciatamente del ponte posto sul rio di Trenton, e ciò per impedire che il nemico, rotto che fosse a Trenton dalla schiera di Washington, non potesse per questa strada trovare il suo scampo. La terza, ch'era posta sotto i comandamenti del generale Cadwallader, doveva traghettare a Bristol per andar a pigliar il posto di Burlington. La notte di Natale fu destinata alla fazione. Preso, come si è detto, modo ad assalir il nemico, procedevano gli Americani con mirabile silenzio ed ordine verso la Delawara. Dicevasi ai soldati per tener fermi gli animi loro, e deliberati al combattere, stessero obbedienti agli ordini, e nell'animo forti; si levassero dal viso le macchie dell'Isola-Lunga, della Nuova-Jork e della Cesarea; si poneva loro davanti la necessità, la gloria, le magnifiche spoglie della vittoria; avvisassero, che quella notte fatale doveva il destino della patria definire. S'infiammavano d'ardentissimo desiderio della vittoria. Giugnevano tutto e tre le schiere sull'imbrunire sopra la sponda del fiume. Aveva sperato Washington di poterlo passare, e trasportar sull'altra riva le artiglierie, prima che fosse fatto mezza notte, e perciò aver tempo di sopraggiungere sullo spuntar dell'alba, e sorprendere il nemico a Trenton. Ma essendo il freddo molto aspro, il fiume si trovò sì fattamente ingombrato di grossi diacci, che non si potette por piede e sbarcar le armi sull'altra sponda prima delle quattro della mattina. Passato il fiume, la schiera si divideva in due bande, delle quali la prima voltasi a diritta s'incamminava a Trenton per la via più bassa, che corre a riva la riviera; e l'altra condotta dallo stesso Washington camminava per la via superiore, o sia per la strada di Penington. E siccome la distanza per a Trenton per queste due strade era ad un di presso eguale, si credette, potessero l'una e l'altra banda arrivarvi nel medesimo punto. Fu imposto loro, venissero tostamente, ed a prima giunta alle mani, e, messe in fuga le prime scolte, corressero senza frappor tempo in mezzo contro il grosso del nemico a Trenton, acciocchè non avesse questi comodità di apparecchiarsi all'assalto. Facevano ogni diligenza per arrivare prima del dì. Ma erano molto ritardati da un grosso nevazìo, e da una pioggia grandinosa, che rendevano anche le vie molto sdrucciolose. Arrivavano alle otto l'una e l'altra banda. Malgrado tanti Impedimenti, e l'ora già tarda, non ebbero gli Essiani del Ralle alcun avviso dell'approssimarsi del nemico. Gli Americani adunque venuti sopra alla non pensata, fatto impeto nelle scolte, le mettevano in rotta. Ralle mandava in soccorso il suo reggimento, acciocchè, ricevuta la prima impressione, gli ritardasse, finchè il grosso avesse tempo di ordinarsi alle difese. Ma la fuga dei primi sbaragliava anche gli ordini dei secondi, e gli uni e gli altri si ritiravano a rotta al principale alloggiamento. Il capitano tedesco, ordinati a molta fretta i suoi, gli traeva fuori per dar la carica al nemico in luogo aperto. Ma ferito mortalmente nel primo assalto, e affoltandosi gli Americani con molta furia, i lanzi si voltarono in fuga, lasciando sul campo sei pezzi di minute artiglierie. Si attentaron essi di scantonarsela difilatamente per la via di Princetown. Ma, accortosi Washington del disegno, fatte marciare rattamente alcune compagnie, che da fronte gli assalissero, gl'intraprese. Accerchiati in tal modo da ogni parte i tre reggimenti dei lanzi di Ralle, di Anspach e di Knyphausen furon costretti a por giù le armi, e ad arrendersi a prigionieri di guerra. Alcuni pochi, massimamente cavalleggieri, stracorridori, ed altri fanti più spediti, in somma quasi cinquecento soldati, trovarono modo di scampare per la via di sotto, che conduce a Bordenton. Un altro numero di Essiani, i quali erano quella mattina usciti alla busca, e lontani dal campo, udito il remore, e poscia la rotta dei compagni, se ne fuggirono a Princetown. Aveva bene il generale Irwin fatto ogni sforzo per passare il fiume al tempo prescritto, e poter quindi cooperare per la parte sua al compimento di tutto il disegno. Ma tanto si erano in questa parte del fiume accumulati i ghiacci, che la passata ne fu del tutto impossibile. E perciò questa parte di Essiani ebbero la via libera per ricoverarsi in salvo a Bordenton. L'istesso incontro ebbero i tentativi fatti dal generale Cadwallader per valicar più sotto, ed andar a pigliare il posto di Burlington, come n'era stato il pensiero. Perchè dopo di aver trasferito sulla sinistra riva una parte delle sue fanterie, non si trovò modo a portar oltre le artiglierie; e perciò inabili a far frutto alcuno, e trovandosi in pericolo, furon di nuovo fatte venire sulla diritta. Così una parte sola del disegno del capitano del congresso ebbe l'esito che si aspettava. Ma da quello che si ottenne, si può argomentare, che, se non correva in quella notte il verno sì aspro, e tutte avessero la esecuzione loro avuta, tutte le bande regie, che si trovavano nelle vicinanze del fiume sarebbero state attorniate e prese. Pochi fra gli Essiani furono morti o feriti, non più di trenta o quaranta. Ma i prigionieri sommarono a prima giunta a meglio di novecento; poi, raccolti quei che si erano nascosti per le case, a meglio di un migliaio. Ottenuto questo prospero successo, Washington si ristette, non volendo perdere per imprudenza quel frutto, che con tanta discrezione aveva acquistato. La forza delle sue genti non era tale, che potesse resistere a quelle, che in poco d'ora avrebbero i capitani inglesi potuto raccorre. Conciossiachè una grossa banda di fanti leggieri aveva le sue stanze a Princetown, Terra distante a poche miglia da Trenton; alla quale avrebbero potuto facilmente congiungersi la brigata di Donop, ed altri battaglioni, che avevano gli alloggiamenti nei circonvicini luoghi. Perciò abbandonato Trenton, e conducendo seco a man salva i prigionieri, le conquistate armi e le bandiere, si ritrasse sulla destra riva del fiume.
I Capi americani si deliberarono di usare in ogni modo la opportunità della vittoria a fine di spirar coraggio e maggior caldezza agli animi de' sbigottiti popoli. Perciò fecero marciare a guisa di trionfo i soldati cattivi, le armi e le insegne conquistate per le vie di Filadelfia. Ciò nonostante, tanto era spaventoso ai popoli d'America il nome di questi Tedeschi, che molti si eran dati a credere nel momento stesso, in cui andavano i vinti a processione per la città, che questo fosse un inganno dei Capi per aggirargli; stimando, fosse impossibil cosa, che i lanzi fossero stati superati dai soldati americani. Degl'Inglesi non temevano altrettanto; perchè gli conoscevano; ma di questi forestieri assai, siccome l'uomo suol più temere delle cose ignote; e poi la lingua loro strana, le maniere affatto nuove, gli abiti diversi generavano lo spavento. Ma quando si accorsero, esser vera la cosa, non si potrebbe con parole descrivere, quanto si rallegrassero a sì insperato accidente, e si confortassero quei popoli; e siccome prima gli stimavan da più, così ora gli tenevan da meno degl'Inglesi. E brevemente da quest'affare di Trenton cominciò a variarsi la condizione delle cose, sicchè quei, che quasi disperati erano, diventassero confidentissimi. Nè minor maraviglia provarono gl'Inglesi a così subito ardimento, ed a questi nuovi rigogli di un nemico, il quale credevano vinto e disfatto. Non potevano restar capaci, come una gente, che nell'arte della guerra era tenuta fra le prime, fosse stata obbligata a cedere ad una milizia raunaticcia, male armata, e peggio disciplinata. Quindi, come si fa nelle disgrazie, i rimproveri, le accuse ed i sospetti erano frequenti; che il generale inglese avesse ordinato i quartieri del suo esercito troppo larghi; che Ralle mal si fosse consigliato, trovandosi più debole, a lasciar l'alloggiamento, ed uscir alla carica; che fossero stati a sì mala guardia; e che invece di star alle poste iti fossero scorrazzando a saccomanno. Comunque ciò sia, ogni cosa in moto nell'esercito britannico. Donop, udite le novelle, temendo di sè, e de' suoi, si ritirò più che di passo per la via d'Ambuosa, ed andò a congiungersi col generale Leslie a Princetown; ed il generale Grant, il quale con il grosso dell'esercito stanziava a Brunswick, si condusse pur esso ad accozzarsi colla vanguardia a Princetown. Il conte di Cornwallis medesimo, il quale si trovava alla Nuova-Jork in procinto di far vela per l'Inghilterra, sentito l'impensato accidente, se ne tornò speditamente nella Nuova-Cesarea.