Ma fra tutti gli oggetti, ai quali potesse Howe tener la mira, avvisavano benissimo gli Americani, che due, siccome i principali, fossero anco i più probabili. Questi erano, o la conquista di Filadelfia, o la cooperazione pel fiume del Nort coll'esercito canadese. Quale però de' due avesse ad anteporre, non era facil cosa il definire. Perciò si stava Washington molto perplesso, e non si moveva dal suo campo di Middlebrook, dal quale poteva e sicuramente temporeggiar con gli accidenti, ed all'uopo correre con eguale prestezza a Filadelfia, od alle parti superiori dell'Hudson. In questo stato di cose una mossa dell'Howe lo persuadeva, che quest'intendesse di far la fazione d'Albania. Il navilio inglese da Princesbay, luogo poco lontano da Ambuosa, fu ridotto più in su verso la Nuova-Jork a Watering-place, e tutto l'esercito colle munizioni e le bagaglie, lasciata la costa vicina ad Ambuosa, se ne era ito ad alloggiar nella punta settentrionale dell'Isola degli Stati. Sopra che Washington, ordinato che due reggimenti di fanti ed uno di cavalleggieri rimanessero nella contrada tra Newark ed Ambuosa per difenderla contro le improvvise correrìe, se ne tornava col grosso del suo esercito nel suo campo di Morristown. Quivi era più vicino all'Hudson, e non tanto lontano da Middlebrook, che non potesse subitamente di nuovo occuparlo, quando il nemico facesse un'altra volta un impensato motivo sulla Cesarea. Spediva altresì Sullivan con una forte schiera sino a Prompton sulla via di Peek's-hill, acciocchè secondo il bisogno potesse spacciatamente recarsi a quest'ultimo luogo, o ritornare a Morristown. In questo mezzo si rinfrescava vieppiù la fama, che Burgoyne, capitano generale dell'esercito britannico sui laghi, era comparso molto grosso sotto le mura di Ticonderoga. Per la qual cosa il generale americano, sospettando viemmaggiormente della cooperazione dei due eserciti dell'Howe e del Burgoyne sulle rive dell'Hudson, ordinò tosto a Sullivan, si recasse a Peek's-hill, ed egli stesso andò ad alloggiare a Prompton, e poscia anche a Clove. Si ebbero poco poi le novelle della resa di Ticonderoga; e nel medesimo punto s'intese, che il navilio dell'Howe era venuto sino alla città della Nuova-Jork, e che anzi molti legni passeggieri già erano entrati nel fiume del Nort, e andati su sino a Dobbsferry, dove il fiume dopo di essersi notabilmente allargato, come quasi in un lago, che chiamano mare Tappan, di nuovo si ristringe. Questi tentativi giunti alla evidente opportunità dell'impresa, cancellarono quasi ogni dubbio nella mente di Washington, che l'intendimento del nemico quello fosse di far forza su per le rive dell'Hudson, e di levar i difensori di sopra quei passi per cooperar poscia coll'esercito canadese. Perciò comandava a Sullivan, che, immantinente varcato il fiume, andasse ad accamparsi dietro Peek's-hill sulla sinistra sponda di questo. Istessamente commise a lord Stirling di passare, e d'andar a congiungersi con Putnam, il quale era alla guardia delle alture, delle quali si stava in tanta gelosia. Ma, siccome le navi più grosse, ed una parte delle sottili si erano ridotte da Watering-place a Sandy-Hook verso l'aperto mare, e per alla volta della Delawara, e che il grosso dell'esercito inglese stanziava tutt'ora nell'Isola degli Stati, non istava del tutto Washington senza sospetto, che Howe fosse per imbarcarsi, ed andar sopra a Filadelfia.
In mezzo a queste incertezze, e mentre il capitano americano s'ingegnava ad ogni modo di penetrare nell'intento dell'Inglese, e questi si sforzava d'ingannarlo con vane dimostrazioni sulle rive del fiume del Nort, ecco, che pervennero le novelle di un caso, il quale, quantunque in sè stesso di poca importanza, molto però rallegrò da una parte gli Americani, e dall'altra molto rattristò gl'Inglesi. Comandava alle genti britanniche, che alloggiavano nell'Isola di Rodi, il maggior generale Prescott, il quale trovandosi dentro di un'isola, e le acque all'intorno tutte essendo corse da frequenti navilj del Re, ed avendo una soldatesca molto superiore a quella, che ne' vicini luoghi avrebbero i nemici potuto adunare, se ne viveva molto confidentemente a mala guardia. Gli Americani, che ardentemente desideravano di rappigliare pel generale Lee, deliberarono di sorprendere Prescott, e condurlo prigione sul continente. Pertanto la notte dei dieci luglio il luogotenente colonnello Barton con una masnada di quaranta soldati delle milizie rodiane molto pratiche dei luoghi, s'imbarcò sui battelli atti a pescar balene, e dopo d'aver navigato per ben dieci miglia, e schivato con mirabile destrezza le navi nemiche, che non eran poche, sbarcò sulla costa occidentale dell'Isola tra Newport e Bristol-Ferry. Di là s'avviarono rattamente, e con grandissimo silenzio all'alloggiamento di Prescott. Quivi si assicurarono con somma accortezza delle sentinelle, che custodivano la porta, ed un ajutante di campo entrato a gitto nella camera, dove il generale dormiva quietamente, lo arrestò. Poscia senza nemmen dargli tempo si vestisse, lo condussero con eguali segretezza e felicità a salvamento alle terre loro. Gli Americani ne fecero gran festa, perchè speravano di poterlo scambiare con Lee. Prescott ne sentì grandissimo cordoglio; poichè da poco tempo era stato liberato dalle mani degli Americani per mezzo degli scambj, dacch'era venuto in potestà loro nella guerra canadese. Oltreacciò aveva egli poco tempo prima con insolenza barbara posto un taglione addosso al generale Arnold, come se questi stato fosse un ladro od un assassino. Del che Arnold, si era rappigliato col porre addosso a Prescott un taglione minore del suo. Il congresso rendè molte grazie a Barton, e lo presentò con una spada.
Intanto la grandezza degli apparati, che si facevano dall'Howe per fornir l'armata, ed alcune mosse di questa accrescevano nella mente del generale americano il sospetto, che quello che dapprima aveva creduto, fosse il primo scopo dell'Inglese, cioè il campeggiar le contrade dell'Hudson, non fosse altro che una vana dimostrazione. Grado grado si accostava vieppiù all'opinione, che il vero intento suo fosse d'imbarcarsi, e d'andare per la via del mare a percuotere la città di Filadelfia, sedia e capo di tutta la lega. Perciò si ritirava appoco appoco da Clove, e spartiva il suo esercito in molte bande spedite, acciocchè potessero con più facilità correre in aiuto dei luoghi assaltati. Pregava il congresso, adunasse spacciatamente le milizie della Pensilvania, e quelle delle basse contee della Delawara, le prime a Chester e le seconde a Wilmington. Instava, che si ponessero le vedette sopra i capi della Delawara per sopravvedere i mari, spiare e prontamente avvisare l'arrivo del nemico. Ricercava il governatore della Nuova-Cesarea, facesse correre alle insegne le milizie dei distretti vicini a quel fiume; e che facessero capo grosso a Gloucester, piccola Terra situata sulla sinistra riva poco sotto a Filadelfia.
Nonostante tutta la diligenza che usavano i fratelli Howe nei preparamenti del tragitto, e l'opera assidua delle ciurme di più di trecento navi, si penò molto a fornire le cose necessarie, sicchè l'armata coll'esercito a bordo non potette salpare da Sandy-Hook, se non il giorno 23 di luglio. S'imbarcarono a questa spedizione trentasei battaglioni tra Inglesi ed Essiani, inclusi i fanti leggieri, i granatieri, una banda di Jorchesi nominata i corridori della Regina, ed un colonnello di cavalleggieri. Seguiva un acconcio fornimento di artiglierie. Sette battaglioni con un colonnello di cavalleggieri, e le rimanenti bande paesane continuarono a stanziare nella Nuova-Jork per la difesa della provincia. Altrettanti ne furono lasciati nell'Isola di Rodi. Fu scritto, che Howe avesse in animo d'imbarcar più genti; ma che avendo Clinton, che, partito Howe, doveva rimanere in grado supremo di dignità, dimostrato il pericolo, che si correva per la debolezza delle guernigioni, per la vastità dei luoghi, e per la frequenza dei porti, abbia consentito a lasciar indietro sì gran numero di soldati. Così l'Inghilterra per errore o dei ministri o dei capitani, invece di una grossa e poderosa oste, aveva in America tre eserciti minori, da ciascuno dei quali non si poteva sperare la vittoria certa; uno nel Canadà, un altro nell'Isole della Nuova-Jork, e di Rodi, ed un terzo, che viaggiava sulle navi alla volta di Filadelfia. Ma forse credettero essi, che in un paese, come quello era in cui si guerreggiava, interrotto sì frequentemente da laghi, da fiumi, da selve e da ogni sorta di luoghi difficili e forti, dovesse riuscir più efficace l'opera di tre eserciti pronti e spediti, che non quella di un più grosso, e per conseguente più impedito dalla moltitudine delle salmerìe. La quale escusazione sarebbe per avventura accettabile, se i capitani britannici invece di giocare, come si suol dire, allo sbaraglino, ed operar, come fecero, alla spartita, avessero, congiungendo i consiglj loro, l'uno aiutato l'altro, ed unitamente a qualche grande e comune impresa fossero concorsi. Quale di questo sia la verità, i progressi che faceva grandi verso le fonti dell'Hudson l'esercito del Burgoyne, il timore dei futuri assalti dell'Howe, e l'incertezza del luogo, dov'egli avesse a ferire, tenevano sospesi ed in grandissima apprensione gli animi di tutti sul continente americano. Si aspettavano le battaglie, che ognuno riputava, dovessero riuscire altrettanto aspre e sanguinose, quanto importanti e decisive.
FINE DEL VOLUME SECONDO
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Isola Lunga/Isola-Lunga, terraferma/terra-ferma, Albania/Albanìa e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.