Frattanto essendo già trascorsa la stagione sino più oltre di mezzo marzo, e non potendo Howe uscir ancora a guerra campale per la mancanza delle tende, e di altre bagaglie, che aspettava dall'Inghilterra, deliberò di tentare almeno qualche spedizione, che potesse riuscire di notabil danno al nemico. Avevano gli Americani durante l'inverno fatto una molto considerabil massa di vettovaglie, di strami e di munizioni di ogni sorta in quell'alta e montagnosa contrada chiamata Courtland-Manor. La fortezza del luogo, la vicinità del fiume del Nort, l'opportunità di poter ricevere dalle occidentali province tutte quelle cose, che là inviate si sarebbero, e la facilità di farle pervenire all'esercito cesariano, avevano persuaso ai Capi americani a fare su di quelle alture la generale riposta. Giace poi più sotto sul fiume del Nort, distante a cinquanta miglia dalla Nuova-Jork, una piccola Terra chiamata Peek's-hill, la quale serviva di porto per ricevere le provvisioni, e rimandarle all'esercito. Ma siccome assalire ad un tratto tutto il Courtland-Manor era impresa, se non impossibile, molto difficile, essendo il luogo fortissimo e ben custodito, così il Capitano britannico si determinò a fare soltanto la fazione di Peek's-hill. Si avviarono gl'Inglesi a quella volta per la via del fiume. Tostochè ebbero gli Americani le novelle dell'avvicinarsi del nemico, stimandosi inabili al resistere, e non isperando per la brevità del tempo rimuover le munizioni, posto fuoco alle baracche ed ai magazzini, si ritirarono. Giunti gl'Inglesi sbarcarono. Il danno fu grande; ma non tanto, quanto se l'erano gl'Inglesi dati a credere, maggiore però di quanto pubblicassero gli avversarj.
Un'altra somigliante fazione fu fatta dagl'Inglesi alcuni giorni dopo sulle terre del Connecticut. Avevan gli Americani una gran riposta di bagaglie e di munizioni a Danbury, grosso borgo del Connecticut nella contea di Fairfield. Fu commessa la cura di andar a guastarle al generale Tryon. Oltre la distruzione delle provvisioni, speravasi che i leali sarebbero accorsi a congiungersi coi soldati del Re. In questo era Tryon confidentissimo, siccome quegli, che prestava gran fede alle parole dei fuorusciti, pronti sempre a credere quello, che desiderano. La sera dei venzette aprile una banda di duemila soldati, passato il Sound, sbarcò, dopo tramontato il sole, sulla costa del Connecticut tra Fairfield e Norwalk. E senza metter tempo in mezzo, s'avviò a Danbury, dove arrivò l'indomani. Il colonnello Huntingdon, che vi era di presidio con pochi soldati, veduto il nemico vicino, si ritirò in su ai luoghi forti. Gl'Inglesi non avendo carreggio da trasportar le munizioni, le guastarono. Fu gravissimo il danno, massimamente per la perdita di parecchie centinaia di tende, delle quali stava l'esercito americano in gran bisogno, perdita tanto più grave, che mancavano negli Stati Uniti le materie atte a poterle rifare. I leali non fiatarono.
Ma intanto la contrada si era levata a romore. Già le milizie, dimostrando volontà e fede verso la repubblica, si erano aggreggiate a Reading sotto le insegne del congresso. Arnold, che per caso si trovava nelle vicinanze occupato nella bisogna dell'arrolare, udito il romore dell'armi, del quale tanto si dilettava, seguendo quel suo smisurato ardire, era corso a congiungersi coi compagni a Reading. Il generale Wooster, il quale dagli stipendj del congresso si era condotto, come brigadier generale delle milizie, a quei dello Stato del Connecticut, arrivò da un'altra parte con molte genti. Tutti ardevano di desiderio di venirne alle mani col nemico. Gl'Inglesi, veduto il pericolo, si ritirarono a gran passo per la via di Ridgefield. Gli Americani determinarono di opprimergli, prima che nuovi rinforzi ricevessero. Wooster molestava agramente, usando l'opportunità dei luoghi, il retroguardo inglese, quantunque i capitani colle minute artiglierie si difendessero valorosamente, e si fiancheggiassero con numerose torme di corridori. Ma finalmente l'Americano, combattendo, piuttosto con temerità giovanile, che con senil prudenza (era egli nell'età di settant'anni) fu ferito mortalmente, e portato fuori del campo, dove poco distante morì con quella costanza istessa, colla quale era vissuto. I suoi, conosciuto il caso del capitano, si disbandarono. Ma in questo mezzo era arrivato Arnold a Ridgefield, dove affortificatosi con barricate e terrapieni ordinava i suoi alla battaglia. Arrivarono gl'Inglesi, e ne seguì un feroce affronto, che durò assai tempo. I regj saliti di forza sui dirupi fulminavano gli Americani per fianco. Si disordinarono questi, e mal grado tutti gli sforzi di Arnold per rannodargli, si ritirarono alla spezzata a Pangatuck, distante a tre miglia da Norwalk. Gl'Inglesi impadronitisi di Ridgefield vi pernottarono, e l'indomani mattina, arse prima alcune case, ricominciarono a ritrarsi, camminando verso il Sound. Furono di nuovo incontrati dall'Arnold, il quale aveva raccozzate nuove genti con alcune artiglierie. Succedevano leggieri e continue avvisaglie dall'una all'altra riva, ed una più grossa al ponte del fiume Sagatuck. Ma finalmente gl'Inglesi superiori di numero e di disciplina, superati gli ostacoli, arrivarono al luogo dove le navi gli aspettavano, ed ivi non senza però gravi difficoltà e nuove battaglie s'imbarcarono. Il congresso fece rizzare un monumento a Wooster, e presentò a molto onore Arnold con un cavallo acconciamente bardato.
Questa spedizione con tanto apparato fatta non francò la spesa. Le provvisioni distrutte, se si eccettuano le tende, non importarono gran cosa; e l'arsione delle case di Danbury e di Ridgefield in un coll'altre bestialità commesse dai regj eccitò a maggior rabbia quei popoli già di per sè stessi molto ostinati ed ardenti. Si conobbe eziandio, quanto fossero vane le speranze, che Tryon aveva poste negli aiuti dei leali. Poichè da parte nissuna si romoreggiò a favor degli Inglesi; per lo contrario i popoli si levarono a calca, e corsero contro gli assalitori.
Questa medesima fazione degli Inglesi diè origine ad un'altra piena di molta audacia posta ad effetto dai Connecticuttesi. Avevano questi avuto notizia, che un abbondanziere inglese, aveva fatto accolta di munizioni sì da guerra, che da bocca, e specialmente di biade in un piccolo porto chiamato Sagg-Harbour nell'Isola-Lunga, dove stavano a guardia pochi fanti, ed un giunco armato di dodici cannoni. Ma ciò nonostante gli Inglesi stavano a molta sicurezza, perchè tenendo un frequente navilio nel Sound, non avrebbero potuto recarsi nell'animo, che gli Americani sarebbero stati sì arditi a volerlo varcare per andar sopra all'Isola-Lunga. Ma la difficoltà dell'impresa non potè tanto raffrenare quegli uomini arrisicati, che non tentassero di sorprendere a Sagg-Harbour con un'improvvisa e subita correria il nemico. A questo fine il colonnello Meigs, uno degli audaci compagni d'Arnold nella spedizione del Canadà, superati con incredibile prestezza tutti gli ostacoli del tragitto, arrivò prima del dì nel luogo delle canove; e, nonostante la resistenza della guardia e delle ciurme, arse molti legni, ed ogni cosa distrusse di quelle che stavano sulla marina. Ottenuto l'intento se ne ritornò a man salva a Guilford nel Connecticut, conducendo seco non pochi prigioni. Si portarono gli Americani in questo fatto molto umanamente, astenendosi dal sacco delle proprietà private, ed avendo anzi ai prigionieri tutte le robe restituite.
Mentre queste cose si facevano, cominciando omai il verno a indolcire, si avvicinava la stagione del poter osteggiar alla campagna, e nissuno dubitava, nel presente anno non avrebbero gl'Inglesi lasciato indietro cosa alcuna per ridur la guerra ad una finale conclusione. Un grosso esercito stava pronto ad assalire le province americane dalla parte del Canadà, ed un altro ancor più grosso instava contro quelle del miluogo. Tutti stavano in grandissima aspettazione delle future cose. Se i capitani inglesi avessero potuto uscir a campo, tostochè la stagione avesse svernato, certo è, che avrebbero fatto grandissimo frutto. L'esercito di Washington si trovava nella primavera tuttavia molto debole; poichè, quantunque alcuni fra coloro, i quali avevano compiute le ferme, pregati dai generali, e temendo della totale rovina della patria, quando l'esercito già debole abbandonassero, fossero rimasti, i più, inabili a sopportare in mezzo ai campi i rigori del verno, se n'erano alle case loro ritornati. La bisogna poi dell'arrolare per tutto il termine della guerra, od almeno per tre anni, procedeva molto lentamente, nonostanti i promessi vantaggi, ostandovi la natura di quei popoli, nemici naturalmente di ogni soggezione, ed amantissimi della personale libertà. Il trarre poi per sorte dalle bande paesane i soldati d'ordinanza, il che era l'ultimo rimedio, era riputata cosa, siccome nuova, così piena di molto pericolo. Nè si poteva l'esercito della Nuova-Cesarea rinforzare col far venir dalle province della Nuova-Inghilterra, le quali abbondavano d'uomini valorosi e pugnaci, nuovi aiuti, temendosi di Ticonderoga, del fiume del Nort, e della città stessa di Boston, dove una moltitudine di armatori americani ridotta si era colle prede, e contro la quale l'antico odio conservavano gl'Inglesi. Davano anche sospetto le genti britanniche, che stanziavano nell'Isola di Rodi, le quali potevano assalire il Massacciusset di fianco, e correre vittoriosamente le vicine province. Tanta era la necessità e la difficoltà, in cui si trovavano a quei dì gli Americani di far gente, che diedero la libertà a servi, cosa, alla quale prima grandemente ripugnate avevano, e pigliarono ai soldi i novizj dei mestieri. In tal modo si travagliava nell'inverno e nell'entrante primavera. Cominciando poi a spirare verso il finir di maggio l'aria più propizia, correvano gli Americani all'armi volonterosamente, e Washington ogni dì acquistava nuove forze. Perdettero adunque gl'Inglesi l'occasione di una facile vittoria, forse, come fu scritto, pel ritardo delle tende, ed allora ricominciarono la guerra, quando dovevano trovare più duro incontro. Ignorava Washington; quali avessero ad essere i disegni di Howe sul modo di fare la vicina guerra, e stava in molta apprensione, a quali parti fosse il suo avversario per volger le armi. Temevasi, che, rinnovata la guerra nella Nuova-Cesarea, si avviasse alla volta della Delawara; la quale valicata su di un ponte, che sapevasi essere stato a quest'uopo costrutto, s'impadronisse della città di Filadelfia. Dubitavasi eziandio molto, e quest'era la credenza di Washington, che il generale inglese si avvierebbe verso le parti superiori della provincia della Nuova-Jork, montando a ritroso pel fiume del Nort a fine di cooperar coll'esercito inglese del Canadà, il quale doveva nel medesimo tempo far impeto contro Ticonderoga; e, superata questa, venire a congiungersi nelle vicinanze di Albanìa con quello dell'Howe. Di questa mossa altrettanto più si doveva temere, che, oltre l'opportunità sua, sapevasi di certo, che già fin dall'anno passato aveva Howe ricevute istruzioni dai ministri di doverla eseguire; dalla quale però le sue vittorie dal canto della Nuova-Cesarea, ed il desiderio nato colla speranza di poter da sè solo porre un pronto fine alla guerra, l'avevano distratto. In tanta incertezza sulle operazioni future dell'inimico, Washington, avendo ricevuto i rinforzi, si determinò a pigliar tali posti, che fossero egualmente opportuni per potergli contrastare, sia che quegli s'incamminasse ad Albanìa, ossiachè si volgesse per la Cesarea alla volta di Filadelfia. Adunque le bande, che appartenevano alle province settentrionali, furon fatte alloggiare parte a Ticonderoga, e parte a Peek's-hill, quelle delle province di mezzo, e delle meridionali sino alla Carolina del Nort, nella Nuova-Cesarea, lasciandone alcune poche per la guardia delle province più occidentali. In tal modo, se l'Howe si avviava a Filadelfia, avrebbe trovato da fronte tutte le forze adunate nella Cesarea, e di più quelle di Peek's-hill, le quali sarebbero scese a tribolarlo sul destro suo fianco. Se quegli poi si fosse volto ad Albanìa, le genti di Peek's-hill avrebbero difeso i passi da fronte, e sarebbero rattamente venute in soccorso loro quelle della Cesarea, le quali avrebbero anche potuto molestare sul suo fianco sinistro il nemico sulle rive del fiume del Nort. Se per lo contrario l'esercito inglese del Canadà fosse venuto per la via del mare a congiungersi con quello dell'Howe sulle spiagge della Cesarea, potevano le genti di Peek's-hill ad un tratto congiungersi colle restanti in questa stessa provincia, e fare in tal modo un'oste gagliarda per difendere Filadelfia. Ma finalmente, se l'esercito del Canadà puntasse contro Ticonderoga, le bande di Peek's-hill avrebbero potuto correre in aiuto di quelle, che già avevano in cura di difendere quella Fortezza. Ma siccome troppo più grande, di quanto si sarebbe potuto pensare, si era l'importanza di conservare in poter della lega la città di Filadelfia, così determinò il congresso, si ponesse un campo sulla riva occidentale della Delawara, sia perchè là andassero a rannodarsi tutte le leve, che venivano dalle province australi ed occidentali, e sia perchè servir potesse alle riscosse. Quivi anche dovevano concorrere tutte le bande paesane della Pensilvania, confortate da alcuni reggimenti di stanziali. Si fece Capo di quest'esercito Arnold, il quale si trovava a quei dì in Filadelfia. Fatte tutte queste cose, Washington levatosi dal campo di Morristown andò il dì 28 maggio a pigliar con tutto l'esercito gli alloggiamenti a Middlebrook a poche miglia distante da Brunswick sulla sinistra riva del Rariton in una contrada difficile e montagnosa, dove non poteva essere sforzato. Quivi attendeva a fortificarsi maggiormente, ed in pochi dì questo nuovo campo diventò non che forte, pressochè inespugnabile. Aveva da fronte alcune creste di monti ed il fiume Rariton, che colle sue giravolte lo proteggeva. Alle spalle poi, e da fianco luoghi alpestri e sicuri. Signoreggiava ancora tutto il paese da Brunswick sino ad Ambuosa, dimodochè potevano gli Americani discoprir tosto qualunque mossa, che gl'Inglesi si facessero. Erano in questo mentre nell'esercito americano, inclusi i Caroliniani del Nort e le milizie della Cesarea, quindici migliaia di soldati, od in quel torno, tra i quali però si contavano molto servidorame, ed alcune bande indisciplinate.
Spinto Howe sempre da quella fatale necessità, la quale fu la cagione manifesta della perdita di tutta l'impresa, e per cui non avendo mai voluto volgersi su pel fiume del Nort verso il Canadà per cooperare, e congiungersi con quell'esercito, si era ostinato a portar l'armi nella Cesarea e nella Pensilvania, aveva fatto il disegno di penetrare per la prima di queste province sino alla Delawara, cacciandone del tutto Washington, e riducendo la contrada a tale stato di divozione, che la comunicazione tra l'esercito e la Nuova-Jork ne fosse libera, ed esente da ogni pericolo. Pensava egli, che o Washington avrebbe accettata la battaglia, nel qual caso nissun dubbio aveva di non rimanerne colla vittoria; ovvero si sarebbe grado grado ritirato, il che pareva più probabile; ed allora, posate le cose della Cesarea con assicurarla alle spalle, e diminuito il numero ed il coraggio dei nemici per la prosperità della vittoria, si sarebbe, sperava, ad un tratto sul ponte, che si era a questo uopo apparecchiato, potuto valicar la Delawara, ed insignorirsi affatto di Filadelfia. Il generale americano non avrebbe potuto preservar questa città senza mettersi al pericolo di una battaglia, che l'Inglese molto desiderava. Ma se gl'impedimenti da incontrarsi nella Nuova-Cesarea non si fossero potuti superare senza molto o sangue o perdita di tempo, intendeva di usar l'opera dell'armata, e di quel numero grandissimo di navi passeggiere, che si avevano in pronto alla Nuova-Jork. Per mezzo di questo navilio potevasi l'esercito trasportar per la via del mare, od alle bocche della Delawara, e di là per a Filadelfia, ovvero a quelle del golfo di Chesapeak, pel quale si aveva l'adito facile alle parti più interne della Pensilvania, e più vicine alla città stessa di Filadelfia. Nell'uno e nell'altro caso sarebbe questa venuta in poter degli Inglesi. Il che ottenutosi, si sarebbe quivi fatto la massa generale, e potuto portar la guerra nel cuore stesso delle nimichevoli province della Pensilvania, della Virginia, e della Marilandia; le quali, e per i grossi fiumi che vi corrono, e pei profondi bracci di mare, che vi penetrano, si trovavano molto esposte alle offese di un nemico tanto potente sull'armi marittime. Ma egli è evidente, che il primo scopo, al quale doveva attendere il generale inglese, quello era della distruzione dei Washingtoniani, e perciò prima di venirne al mezzo del trasporto per la via del mare volle tentar la fortuna nella Cesarea, proponendosi di usar ogni arte per astringere il nemico alla battaglia. Per la qualcosa, avendo ricevuto d'Europa le tende, ed altri arnesi necessarj al campeggiare, con alcuni aiuti, principalmente di lanzi, sul cominciar di giugno, passò egli stesso in persona sulle rive della Nuova-Cesarea, e fe' marciare tutto l'esercito a Brunswick, lasciata però una sufficiente guardia in Ambuosa. Quivi, considerata molto bene la fortezza del campo, nel quale si era Washington riparato, non si ardì assaltarlo; e perciò, dimorato ivi prima alcuni dì, e così avendo appresentato la giornata al nemico, ed avendola questo rifiutata, deliberò di far le viste di volersi incamminare alla volta della Delawara. Pensava, che l'Americano, veduto il pericolo di Filadelfia, avrebbe per seguitarlo abbandonato quel posto inespugnabile. Ma Washington, che non voleva mettersi alla stretta dei fatti d'arme, se non al sicuro, non si muoveva. Ordinava intanto, avendo veduto da queste dimostrazioni del nemico, che il disegno suo era, di continuar la guerra non contro i passi, che guidano verso il Canadà, ma sibbene nella Cesarea, venissero in suo aiuto le genti di Peek's-hill. Metteva insieme una torma di cavalleggieri sotto gli ordini del colonnello Morgan, quello stesso, che con sì smisurato valore aveva combattuto nell'assalto di Quebec, acciò pizzicasse alla sfuggita il sinistro fianco dell'esercito inglese, e gli scorrazzanti frenasse ed opprimesse Sullivan; il quale con una grossa schiera stava alle stanze di Princetown, ebbe ordine di ritirarsi a luogo più sicuro sul Rocky-hill. Ma Howe, veduto, che Washington non si lasciava pigliare a queste dimostrazioni, determinò di avviarsi in fatti, ed avvicinarsi vieppiù alla Delawara. Perciò, la mattina dei 14 di giugno, molto per tempo, tutto l'esercito britannico, lasciati duemila soldati di guardia a Brunswick, si moveva diviso in due colonne verso quel fiume. La testa della prima condotta dal Conte di Cornwallis, e che seguitava la via a dritta, arrivava allo spuntar del giorno a Sommerset-Court-House a nove miglia distante da Brunswick. La sinistra guidata dal generale de Heister giungeva nel medesimo tempo a Middlebush, Terra situata più sotto sulla strada per a Princetown. Ma Washington, che pur persisteva nel voler temporeggiare la guerra, non si lasciava aggirare. Considerava, che il nemico non si sarebbe attentato, seppure non si determinasse temerariamente, il che dell'Howe prudente e circospetto capitano non si poteva sospettare, di recarsi sino sulle rive della Delawara, e passar questo fiume, avendo un esercito nemico a combattere sull'opposta riva, ed un altro più grosso alle spalle. Era altresì cosa evidente, che se l'intendimento del generale inglese fosse stato di varcar già fin d'allora la Delawara, là sarebbe corso velocemente senza fare alcuna ristata, e non avrebbe indugiato, come fece, a mezza strada. Nè era nascoso all'Americano, che l'Inglese era camminato sin là, sciolto e spedito, lasciando a Brunswick tutta la salmerìa, i battelli ed i ponti. Bene adunque ponderate tutte queste cose, molto prudentemente giudicò Washington, che l'intenzione del nemico non era già di correre alla Delawara, ma sibbene di cavarlo dal forte campo di Middlebrook, ed in tal modo trovar occasione, od anche indurlo alla necessità di una battaglia. Laonde non fece alcun motivo, ma continuò a starsene quietamente dentro il suo alloggiamento. Solo, essendo così vicino il nemico, arringò le sue genti in ordine di battaglia sui poggi che difendevano gli alloggiamenti da fronte, e così continuaron esse tutta la seguente notte. Intanto le milizie cesariane correvano all'armi da ogni parte; e Sullivan colla sua schiera si era, marciando sulla sinistra riva del Millstone-river, avvicinato al Rariton, di maniera che e potesse ritardare con frequenti badalucchi il nemico da fronte, ed accozzarsi all'uopo col generale Washington.
Conosciuto Howe, che l'avversario non si lasciava pigliare a quei tranelli, e che le minacce a voler correre alla Delawara erano state infruttuose, volle provare, se la sembianza della paura, e della precipitosa ritirata verso Ambuosa lo potessero adescare, ed in tal modo acquistare la occasione di combattere. Per la qual cosa la notte dei 19, lasciati gli alloggiamenti, in cui già aveva incominciato ad affortificarsi, si ritirava con grandissima celerità a Brunswick, e quindi colla celerità medesima ad Ambuosa. Durante questa mossa andaron gl'Inglesi ardendo le case, o per furor soldatesco, o forse per vieppiù infiammar il nemico a seguitargli. In Ambuosa, gettato il ponte, che apparecchiato avevano pel passaggio della Delawara, sul canale che divide la terra-ferma dall'Isola degli Stati, traghettarono tosto in questa le salmerìe, e tutti gl'impedimenti più gravi. Poscia le genti stesse cominciarono a varcare, sicchè pareva che tutto l'esercito sarebbe in poco d'ora dentro di quell'isola ridotto, come se avesse perduto ogni speranza, ed abbandonato del tutto il disegno di annasar più oltre la Cesarea. A questo scaltrimento dell'Howe si lasciò Washington, nonostante la sua natura molto circospetta, ingannare. Ordinò pertanto prima ai generali Greene, Sullivan e Maxwell, seguitassero con grosse bande il nemico che indietreggiava; ma i due ultimi arrivarono troppo tardi. Morgan però co' suoi cavalleggieri lo andò infestando alla coda; e lord Stirling col colonnello Conway, lo noiarono sul sinistro fianco. Tuttavia potettero far poco frutto, marciando l'Inglese con grande circospezione, e molto grosso in sul retroguardo. Poi Washington istesso con tutto l'esercito, lasciato il suo sicuro alloggiamento de' colli di Middlebrook, volendo difendere da ogni insulto le bande mandate avanti, andò a porre il campo a Quibbletown, Terra situata sei o sette miglia più prossimamente ad Ambuosa. Lord Stirling occupò con una forte squadra il luogo detto Metuckin più sotto verso questa città. Si determinò Howe ad usar prontamente quella occasione, che astutamente aveva aperto a sè stesso. Incontanente la notte dei 25 richiamò le sue genti dall'Isola degli Stati sulla terra-ferma della Cesarea, e la mattina de' 26 marciò minaccevolmente contro gli Americani, avendo diviso il suo esercito in due schiere. Tre eran le parti del suo disegno; quello di tagliare il ritorno ai corridori dei nemici; l'altro di combattere il grosso dell'esercito loro; e finalmente l'ultimo, facendo marciare una grossa banda sulla sinistra molto celeremente, andar ad impadronirsi dei passi delle montagne, pei quali si ha la via al campo di Middlebrook, acciochè Washington non potesse più andarvi a cercar rifugio. La destra schiera guidata da Cornwallis era destinata a compir quest'ultimo fine, e perciò ella si avviava a gran passi per la via di Woodbridge alle Pianure Scozzesi. La sinistra condotta dall'Howe in persona camminava per la strada di Metuckin. Era l'intento dei capitani inglesi, che queste due schiere si congiungessero l'una coll'altra al di là di Metuckin sulla strada, che da questo luogo conduce alle Pianure Scozzesi; e che quindi di nuovo separatesi, la sinistra si voltasse rattamente contro il fianco sinistro dell'esercito americano alloggiato a Quibbletown, e la dritta nel medesimo tempo andasse ad occupar i colli posti sulla sinistra del campo di Middlebrook. Quattro battaglioni con sei bocche da fuoco alloggiavano a Bonhamtown per assicurar Ambuosa da ogni assalto improvviso. Ordinato in tal modo l'esercito inglese camminava molto celeremente non senza grande speranza della vittoria. Ma la fortuna, che voleva serbar gli Americani a miglior destino, disordinò ad un tratto il ben composto disegno dei capitani britannici. Lord Cornwallis, varcato che ebbe Woodbridge, s'incontrò in una masnada di settecento veliti, o sia corridori americani. Ne seguì un abboccamento, nel quale non indugiaron molto i repubblicani a voltar le spalle. Ma intanto il romor dell'armi, poscia le certe novelle recate dai fuggiaschi fecero avvertito Washington, che stava molto ritenuto, del vicino e gravissimo pericolo, nel quale si trovava. Si risolvette tostamente a ricuperare con celerità quello, che forse con imprudenza aveva abbandonato. Lasciato adunque tosto l'alloggiamento di Quibbletown se ne andò difilato a ripiantar di nuovo il campo a Middlebrook, dove giunto mandò senza metter tempo in mezzo grosse guardie ad assicurarsi i passi sulla sinistra, pei quali intendeva Cornwallis di penetrare sino sulle alture. Quest'intanto, sbaragliate senza fatica le prime bande di corridori che battevano le strade, s'incontrò finalmente nella schiera del Lord Stirling grossa di tre migliaia di combattenti, la quale fe' le viste di volergli contendere il passo. Aveva il capitano americano molto acconciamente ordinato le sue genti in mezzo alle selve, e protettele con molte artiglierie. Ma gl'Inglesi e gli Essiani, eccitati gli uni e gli altri da emulazione, diedero dentro con tanta furia, che ne furono tosto gli Americani disordinati, e costretti a dar luogo. Perdettero in questo fatto molti morti, feriti e prigionieri, con tre pezzi di artiglierie. Gl'Inglesi gli seguitarono sino dentro Westfield, sebbene con poco frutto per le selve, e per l'intenso calore della giornata. Lord Cornwallis, conosciuto che i passi erano diligentemente guardati, e disperatosi di poter ottenere l'intento suo, ritornò per la via di Raway ad Ambuosa. Howe medesimamente, veduto rotto, e guasto affatto il suo disegno per la subita ritirata di Washington al sicuro nido di Middlebrook, se ne tornò anch'esso in quella città. Le brigate di Scot e di Conway gli seguitarono alla seconda, e gli accompagnarono sino in sui confini, senza però offendergli in alcuna parte, perchè camminarono rannodati e cauti.
Ora i capitani britannici andavano considerando, che il voler seguitare ad osteggiar nella Cesarea, e per questa penetrare sino alla Delawara sarebbe non solo cosa inutile per l'ostinazione del nemico a non voler venirne ad una battaglia giusta, ma ancora per la fortezza de' luoghi, e per la nimistà degli abitatori, perniziosa oltre modo; perciocchè già la stagione s'inoltrava, e non v'era più tempo da perdere in ispedizioni infruttuose. Si risolvettero adunque di andar per la via del mare ad assaltar la Pensilvania (seguendo sempre quel pensiero loro di voler operare da sè, e non in congiunzione dell'esercito canadese, del quale già si avevano gli avvisi certi, avesse investito Ticonderoga; ed incerti, ma probabili, se ne fosse fatto padrone). Perciò tutto l'esercito, varcato il canale, passò nell'Isola degli Stati; e poco stante gli Americani entrarono in Ambuosa.
I grandi apparecchiamenti che si facevano dagl'Inglesi nell'Isola degli Stati, ed in tutta la provincia della Nuova-Jork pel trasporto dell'esercito per la via del mare, e l'incertezza del luogo, nel quale dovesse andare a ferire una sì grande tempesta, teneva sollevate tutte le province americane. Si temeva di Boston, del fiume del Nort, della Delawara, del Chesapeak, e perfino di Charlestown nella Carolina, dove era una considerabile canova di viveri e di munizioni. Il generale Washington stava vigilantissimo, e teneva continue e segrete pratiche coi repubblicani della Nuova-Jork, i quali giornalmente lo ragguagliavano di quanto vi si diceva e faceva; e secondochè gli avvisi o la fama portavano, che questo o quell'altro luogo avesse ad essere la meta della spedizione, mandava tostani procacci, perchè si ordinassero alle difese. Ma in questo avevano gl'Inglesi il vantaggio; perchè procedendo per la via del mare, potevano riuscir improvvisi nel proposto luogo innanzi che si fossero gli abitanti apparecchiati, od avessero le soldatesche potuto marciare in soccorso. Potevano gl'Inglesi già aver fatti notabili progressi prima, che questi arrivassero.