Havvi una gran fondura sulla occidentale sponda dello Schuyl-kill a sedici miglia da Filadelfia, che chiamano Valley-forge, vale a dire Valle-fucina, situata in luogo alpestre e forte. Sui fianchi di questa valle, e sopra una spianata eminente, che domina tutta la valle e le circonvicine regioni, si risolvè Washington, poichè voleva riposare le sue armi, di condurre l'esercito perchè ivi svernasse. Siccome poi tanta era la miseria delle vestimenta dei soldati, che male avrebbero potuto sofferire d'invernar sotto le tende in quella stagione, che oltre ogni dire aspra era divenuta, così fece il pensiero di construrre un sufficiente numero di capanne fatte con palanche ficcate in terra, ed inzaffate al di dentro di calcina, le quali potessero, meglio che le tende, difendergli dal rigore dell'invernata. Muovevasi pertanto tutto l'esercito verso le nuove stanze. Alcuni rimanevan tra via pel freddo che gli assiderava; ad altri, non avendo scarpe, sanguinavano i piedi rotti dal ghiaccio e dai sassi. Ma infine dopo molti stenti arrivati a Fucina lavoravano forte intorno le capanne, le quali edificarono a mò di città regolare. Ogni cosa era in moto. Chi tagliava gli alberi nelle selve; chi gli fendeva. Alcuni gli ficcavano in terra, altri gli piallava, ed altri gl'inzaffava. In non molto tempo furon condotti a fine i palancati; e le genti vi si ripararono dentro. In tal modo i due eserciti dopo un aspro e continuo guerreggiare per ben quattro mesi si riposavano quietamente nei quartieri a' tempi della cruda stagione. Nè altro frutto raccolse il capitano britannico dalle sue vittorie, e da tanti scaltri volteggiamenti fuori di quello di aver procacciato al suo esercito comode e sicure stanze pel verno.
1778
In cotale guisa si avvicendarono le cose in America ora prospere, ora avverse per le due parti nel corso dell'anno 1777. Nel quale, se gli Americani fecero nella guerra canadese e dell'Hudson pruove mirabili di non ordinario valore, e nella pensilvanica di non poca costanza contro l'impeto dell'avversa fortuna, diedero nei quartieri di Valle-fucina tali saggi di longanimità e di pazienza, che per me non saprei dire, se altre nazioni di qualsivoglia tempo, o luogo si siano, nelle alte e difficili imprese loro dato ne abbiano, non dirò maggiori, ma eguali. Imperciocchè oltre la malvagità della stagione vi patiron essi della carestia di tutte le cose, e di nissun bene vivente avevano per ristorarsi. Delle quali miserie se ne deve accagionare, parte la necessità delle cose, parte l'avarizia, o dei maestrati dell'abbondanza o degli endicatori, parte l'indole avversa dei popoli, e parte finalmente la poca sperienza del congresso medesimo la quelle cose, che risguardano la pubblica amministrazione, specialmente militare. Giunti erano appena i soldati alle stanze di Valle-fucina, che, fattosi un motivo dal generale Howe per istrameggiare nelle isole della Delawara poste sopra la foce del rivo di Derby, Washington, intendendo di disturbarnelo, volle far muovere a quella volta una buona parte dell'esercito. Ma, fattasi la veduta dei magazzini, si venne a discoprire, cosa incredibile e spaventevole a quelle genti, che non vi era da logorare per un dì. In tanto pericolo di vicina fame, e di totale dissoluzione dell'esercito, non solo si dovette abbandonar il partito di voler correre contro l'Inglese, ma si fecero di più partire colla maggior prestezza saccomanni, acciocchè scorrazzando da ogni banda come in paese nemico pigliassero, e rattissimamente recassero di che sostentar l'esercito. A ciò fare era autorizzato Washington, e dalla necessità del frangente, e dal decreto del congresso, pel quale gli era stata l'autorità dittatoria conferita. Eseguirono gli stracorridori le commissioni, e con incredibile fatica, e non poco disgusto degli abitatori vettovagliarono il campo, dimodochè ebbe di che pascersi per alquanti giorni. Ma poco poi, ricominciarono a sentire la medesima strettezza. Si pose mano di nuovo al medesimo rimedio; ma con poco frutto. Perciocchè, quantunque si razzolasse in ogni canto, eran povere le ricolte, ed appena vi si poteva rispigolare, sia perchè la contrada all'intorno già era in parte vota di vettovaglie, sia perchè gli abitatori andavano con grande diligenza nascondendo nel fondo delle selve, ed in mezzo alle paludi i bestiami, le biade e tutte quelle cose che si ricercavano. Ciò facevano o per contrarietà d'opinione, o per amor del guadagno. Amavan essi meglio condurre le grasce, quantunque con molto pericolo, a Filadelfia, dove eran loro pagate con altrettant'oro, che di serbarle ad uso dei proprj soldati; poichè in tal caso eran loro date in iscambio polizze del ricevuto, da esser pagate soltanto in certo tempo all'avvenire. In queste polizze poi poca o niuna confidenza avevano, stantechè si diffidavano dello Stato; ed era anche accaduto, il che non era loro nascosto, che, appresentate le polizze nel buon dì dai portatori, non erano state rimborsate. Aveva bene il generale scritto ai governatori della Nuova-Inghilterra, pregandogli, mandassero, senza indugio veruno, provvisioni all'esercito, e massimamente di bestiami, dei quali principalmente abbondano quelle province. Medesimamente gli abbondanzieri militari avevano in queste, e principalmente nel Connecticut, grosse incette fatte per via di contratti, sapendo benissimo, che colle richieste sforzate non si può lungamente accivire un intiero esercito. Ma questi rimedj riuscivano molto tardi; e l'effetto che si aspettava dai contratti fu ad un punto per guastarsi per una mala determinazione del congresso. Per le vittorie dell'Howe, e pel sinistro aspetto delle cose nella Pensilvania, e forse più ancora dalle esorbitanti gittate dei biglietti di credito, ch'era andato facendo il congresso, indotto a ciò per avventura da una inevitabile necessità, era accaduto, che essi biglietti scapitassero sul finir del varcato anno, e sull'entrar del presente dei tre quarti del legale valore loro; che è quanto a dire, che con cento dollari di biglietti si potevano solamente avere venticinque dollari di conio. Quindi è ch'erano cresciuti a un di presso proporzionevolmente i prezzi delle cose al vivere necessarie; e gli abbondanzieri dell'esercito nei contratti loro dovevano, se pure volevan trovare di che incettare, a cotali prezzi uniformarsi. Spiacque al congresso la cosa, riputando ad avarizia dei cittadini quello, ch'era l'effetto delle pubbliche strettezze. Perciò da una parte, o i contratti non approvava, o ne indugiava la esecuzione. Nè ciò bastandogli, fece una provvisione, la quale non poteva necessaria od indispensabile stimarsi, poichè essa doveva, di necessità, inutile riuscire; e questa era, che si raccomandasse ai differenti Stati di determinare e stabilire con legge pubblica, non solo i prezzi de' lavorii, ma altresì quelli delle cose, le quali cadono negli usi dell'umana vita. Condiscesero i rispettivi Stati alla volontà del congresso, e con pubbliche leggi pregiarono le cose. Ne nacque, che, nascondendo i cittadini le robe loro, non si trovava più da comperare nè in sui mercati pubblici, nè altrimenti. Il campo di Fucina ne affamava. Già si temevano gli estremi danni. I soldati, nonostante l'incredibile pazienza loro, incominciavano a levarsi in capo, e si ammottinavano. Infine il congresso costretto da bella forza, fece rivocare le leggi in sui prezzi. Poterono gli abbondanzieri continuar ad eseguire le incette loro pel logorar dei soldati. Ma prima che le provvisioni arrivassero al campo, difettandosi anche sommamente di carreggio e di bestie da trainare, Washington, per ovviare ad un totale ed imminente sterminio, aveva fatto uscire alla busca il generale Greene nelle vicinanze del campo, il capitano Lee esperto, sagace ed attivissimo soldato nello Stato della Delawara e nella Marilandia, e finalmente il colonnello Tilghman nella Cesarea. Eseguirono questi sì diligentemente, e sì aspramente gli ordini del capitano generale, che, frugato ne' luoghi più riposti, trovarono e biade, e bestie da macello in sufficiente copia. Lee sopra tutti rinvenne in certe praterìe paludose della Delawara grossi branchi pronti ad esser fatti trapelare a Filadelfia, e gli fe' trottare alla volta di Fucina. In tal modo si trovò, e fu portata qualche vettovaglia da poter pascere per un tempo il campo.
Parrà forse strana cosa a taluno, che non si siano dal governo americano a buon'ora usati quei mezzi, i quali avessero potuto allontanare un tanto pericolo. Nel che si ha a sapere, che perfin nei primi tempi della guerra era stato dal congresso eletto il colonnello Trumbull, uomo di ottimo intendimento, e di molto zelo verso la repubblica, perchè soprastasse al provvedimento delle cose necessarie al vivere dei soldati. Ma o sia per la poca pratica degli affari, o perchè il governo troppo tenero in su quei principj tutta quella assistenza non gli potesse prestare ch'era del caso, la penuria era nata in mezzo all'oste; dal che ne furono spesso guasti i disegni del capitano generale, e perdute molte belle opportunità di onorate fazioni. Quando poi, verso la metà dell'anno 1777, le cose dell'uffizio del Trumbull incominciavano ad essere bene ordinate, il congresso, credendo col far dipendere maggiormente dall'autorità sua gli abbondanzieri dell'esercito, di procurare a questo maggiore abbondanza, creati prima due commissarj generali, uno sui procacci, e l'altro sulle distribuzioni, determinò, che vi fossero quattro deputati eletti dal congresso, uno preposto alle mosse ed agli accampamenti, un altro ai foraggi, un terzo alle bestie ed al carreggio, ed in ultimo un quarto all'attendare, al baraccare, al trincierare, ed agl'istromenti e materie atte a somiglianti servigj procurare. Volle altresì, che questi quattro deputati avessero da sè solo dependenza, e non dai due commissarj generali, in quanto riguardava la ritenzione dell'uffizio loro. Trumbull, al quale non piaceva tanta divisione di uffizj, e questa independenza degli impiegati dai Capi dell'azienda, rassegnò il maestrato. Non si lasciava il congresso spuntare, e persisteva nel suo proposito. Quindi l'antico ordine di cose essendo guasto, ed il nuovo non ancora stabilito, ne nacquero tutti quegl'inconvenienti, dei quali abbiamo testè fatto menzione.
Finalmente, accortosi il congresso, che ne' tempi di guerra, e massimamente negli Stati nuovi, gli uomini e gli affari militari prevalgono ai civili, e che niun modo vi era per poter fare, che l'amministrazione dell'esercito da lui ordinata, fosse dai Capi di questo abbracciata, i quali costantemente la ricusarono, si consigliò di accomodarsi alle voglie loro, e nominò il generale Greene, uomo molto di Washington, a quartier mastro generale, ed un Wadsworth, persona molto idonea, a commissario generale dei procacci con facoltà all'uno ed all'altro di far gli scambj a posta loro ai subalterni, incettatori e canovieri. Queste cose si fecero molto tardi. Epperò prima, che gli effetti dei nuovi ordini si potessero sperimentare, l'esercito andò soggetto a tutti quei mali, pe' quali la repubblica venne in sì fatta estremità; e fu ad un pelo all'ultimo termine condotta.
Non solo si penuriava di vettovaglie, che anzi in tutti gli altri servigj della guerra si provava una estrema scarsezza, o piuttosto carestia di tutte le cose. Mancavano soprattutto le vestimenta tanto necessarie alla sanità, ed alla elevazion d'animo dei soldati, i quali laceri e nudi creduti gli avresti piuttosto altrettanti paltoni, che difenditori di una patria generosa. Pochi avevano una camicia, molti la metà di una, la maggior parte nessuna. Molti per difetto di calzamento portavano nudi i piedi sulla gelata terra. Coltri per la notte poche se ne avevano, o nessuna. Quindi è, che molti ammalavano. Altri in buon numero inabili, pel freddo e per la nudità, ad alcuna militare fazione, per consentimento dei capitani se ne astenevano, i quali, o gli lasciavano stare, senza che ne uscissero mai, nelle capanne, o nelle più vicine masserie gli collocavano. Poco meno di tremila soldati si trovavano in tal modo per l'inclemenza della stagione, e per la miseria del vestito affatto incapaci a poter il debito loro operare. Non aveva il congresso nissuna diligenza tralasciata per andare all'incontro di un tanto male. Aveva, come già si è detto, dato la facoltà a Washington di far tolte presso chiunque si fosse, o con qualsivoglia nome si chiamasse, di tutte quelle cose, che fossero al suo esercito necessarie, fra le quali le cose acconce al vestire tenevano uno de' primi luoghi. Ma e' ripugnava molto all'usare simile potestà, la quale dall'un canto asperava i cittadini, dall'altro avvezzava i soldati a por mano nelle proprietà altrui. Per la qual cosa, dolendosi il congresso dell'inopportuna mansuetudine del suo capitano, raccomandò al governo di ciascuno Stato, deputassero uomini a posta per tor le robe appartenenti al vestir del soldato, intendendo però, che fossero pagate ai posseditori in quel prezzo, che verrebbe da alcuni maestrati pubblici a ciò preposti determinato. Elesse altresì un commissario generale sopra il vestito dei soldati, il quale avesse in ciascuno particolare Stato un sotto commissario, sia perchè sopravvedessero la bisogna delle tolte, sia perchè, se possibil fosse, facessero procaccio per via de' contratti di tutto quanto era necessario. Ma la bisogna procedeva molto lentamente. Molti abborrivano dallo strappar dalle mani altrui le cose, che vender di buon grado non volevano. Senza di che vi era a que' tempi negli Stati Uniti carestia di panni, di tele, di cuoi, e di tutte le altre cose che si ricercavano. Contuttociò il commissario sopra la bisogna del vestire nel Massacciusset era riuscito a far contratti con parecchj mercatanti per grosse quantità di merci al prezzo di dieci al diciotto per centinaio. Parve ad alcuni, ed al congresso medesimo, cosa molto enorme, ed assai cose si dissero sull'avarizia dei mercatanti. Del che però possono venir escusati, stantechè i biglietti, che ricevevano in pagamento, scapitavano dei tre quarti del valor loro; che grandissima nel paese era la scarsezza di quelle merci; che la mano d'opera era assai cresciuta di prezzo; e che le rimesse all'estero molto difficilmente si potevano fare. Ossiachè pei nati bisbigli i mercatanti dispettassero, ossiachè veramente più potesse in essi la cupidigia, che le promesse del governo, parecchj fra coloro, che contrattato avevano, ricusarono di fornire, se prima non erano pagati. La qual cosa risaputasi dal congresso, ordinò, si levassero di forza le merci presso coloro che contrattato avevano, e che non le volevano somministrare; e fosser loro pagate non a termine dei contratti, ma sibbene a quella rata, che i maestrati a ciò deputati determinato avrebbero. Queste ordinazioni del congresso, e le lettere scritte agli Stati da Washington, per le quali con parole gravi gli aveva esortati a venir prontamente in soccorso del sofferente esercito, operarono infine quegli effetti, che si desideravano; ma non sì però, che non fosse la maggior parte del verno trascorsa, quando le prime provvisioni delle vestimenta arrivarono al campo.
Nè solo si travagliava per le cose sovraddette, ma ancora per la carestia degli strami. I soldati rotti dalle fatiche, infievoliti dalla fame, aggrezzati dal freddo nelle fazioni loro diurne e notturne avevano nelle capanne in vece di letto la nuda ed umida terra. Da questa, e dalle altre cagioni che narrate abbiamo, si empiè l'esercito d'infermità. Un numero senza fine di soldati ogni giorno ammalavano, ed entravano negli ospedali, nei quali la più parte non uscivano, se non per esserne portati alla sepoltura. Imperciocchè non eran meglio ordinate le cose degli ospedali, che fossero quelle del campo. Per la incongruenza degli edifizj a tal fine trascelti, per l'incredibile penuria delle suppellettili, e per la moltitudine degl'infermi vi era nato un fetore insopportabile. V'infuriava dentro la febbre da ospedale, ed ogni dì i più robusti, come i più frali miserabilmente uccideva. Non si poteva soccorrere, nè col cambiar spesso le biancherie, delle quali non che si difettasse, si mancava totalmente, nè coi buoni alimenti, che non si avevano alla mano, nè coi rimedj, i quali o non si avevano del tutto, o si avevano guasti, o adulterati per la cupidigia degli amministratori. Poichè tale è stata per lo più la natura degli abbondanzieri degli eserciti, i quali meglio facitori di carestie si dovrebbero appellare, che sempre preferito hanno l'intascare il quattrino al preservar la vita del soldato. Quindi era, che quelle corsìe somigliavano meglio stanze di moribondi, che asili d'infermi; e non che gli ammalati vi guarissero, i sani vi ammalavano. Molti abborrivano dall'entrare in quei luoghi pestilenti, e meglio amavano perire di freddo all'aria libera ed aperta, che morire in quel tanfo di morti. In cotal modo, o per una inevitabile necessità, o per l'avarizia degli uomini una morte immatura ebbe troncato il filo della vita a molti valorosi soldati, i quali, se meglio assistiti o curati stati fossero, avrebbero potuto continuar a prestare l'utile opera loro alla sorgente e pericolante patria.
Queste cose, che apportavano sì grave danno alle cose della repubblica, erano originate dalle cagioni che abbiamo descritte, ed in parte ancora dalla condizione del traino militare, nel quale nè nissun ordine si osservava dai Capi, nè nissuna obbedienza dai subalterni; ed i cavalli o morivan tra le vie, o inosservati si sbrancavano per le vicine campagne. Erano le strade gremite di carri appartenenti all'esercito, i quali muover non si potevano. Di quinci accadde, che quando per gl'incredibili conati sì del governo, che dei buoni cittadini, si erano le provvisioni per l'esercito apprestate, non si potevano agli opportuni luoghi condurre; e di bel nuovo per le lunghe dimore si disperdevano e dissipavano. Questa mancanza riuscì anche dannosissima al trasporto dell'armi e delle munizioni, le quali perciò, o erano abbandonate alla discrezione di coloro che le pigliavano, o trafugate dagli avari. Una inestimabile quantità di pubblica suppellettile fu in cotale guisa o guasta, o perduta. Negli alloggiamenti poi di Valle-fucina erano costretti gli uomini a fare, e facevano in vero con incredibile pazienza l'uffizio delle bestie, o sia nel legnare, o sia nel condur le artiglierie. E certamente nissuna cosa si potrebbe ai disagi, che l'esercito americano ebbe a provare durante quest'inverno, equiparare, fuori della pazienza, e della costanza pressochè sovrumane, colle quali gli sopportarono. Non è però che molti, disertando le insegne, non si conducessero, in questo spalleggiati dagli amici del Re, all'esercito britannico in Filadelfia. Ma erano questi per lo più Europei, i quali si erano posti ai soldi dell'America. I natii con egregio esempio di bontà cittadina, e forse ancora per la venerazione grandissima ed amore, che al capitano generale portavano, si mantennero perseveranti; ed amarono meglio far dura contro gli estremi della fame e del freddo, che mancar in sì pericoloso frangente della data fede alla patria loro. A ciò anche contribuì non poco la costanza dei Capi dell'esercito, i quali tollerarono in sè medesimi con allegro animo tutte le fatiche, e tutta la strettezza del vivere, in cui erano ridotti. Egli è ben vero, che, se Howe avesse voluto pigliar l'occasione, e saltando fuori dalle stanze fosse improvvisamente corso contro gli alloggiamenti di Fucina, ogni ragione persuade, che ottenuto ne avrebbe una rilevata vittoria. Stremi di munizioni sì da guerra che da bocca, non avrebbero potuto gli Americani nè rimanere, nè difendere il campo. L'osteggiar poi all'aperto cielo, ed in mezzo a que' sì grandi stridori del verno era loro cosa del tutto impossibile diventata. Il primo febbraio erano quattro migliaia d'uomini inabili a qualsivoglia fazione pel difetto delle vestimenta. Gli altri in poco miglior condizione si ritrovavano. E brevemente di diciassette migliaia di soldati, al qual numero sommava allora l'esercito americano, gli abili a guerreggiare, se arrivavano, certo non passavano le cinque migliaia. Per quali ragioni il capitano britannico non abbia dato dentro in sì favorevoli circostanze, a noi non consta. Certo ci pare, che l'aver avuto risguardo alla salute ed alla vita de' suoi soldati, delle quali cose era egli studiosissimo, sia stato in questo caso serbargli a maggiori disagi; e la circospezione si dee meglio timidità, che prudenza riputare.
Queste calamità molto angustiavano l'animo di Washington. Ma di una fra le altre sentiva grandissima molestia, siccome quella, che poneva un perniziosissimo esempio ai soldati; e questa si era, che si andava manifestando in mezzo agli uffiziali una inclinazione al voler rassegnare le commissioni; e molti, fatta già la rinunziazione, se n'erano alle case loro ritornati. La quale inclinazione era l'effetto principalmente dello scapito dei biglietti. Era questo arrivato a tale, ed il prezzo delle robe, sia per la medesima cagione, sia ancora per la difficoltà del commercio, era sì fattamente cresciuto, che gli uffiziali non potevano più, non che vivere onoratamente da gentiluomini, e secondo il grado loro, ma nemmeno le cose al vivere necessarie procacciarsi. Alcuni già avevano le facoltà loro consumate per apparire orrevoli al cospetto delle genti, e gli altri che non avevano di che spendere del loro, o s'erano indebitati, od in modo vivevano, obbligati ad estremare di tutte le spese necessarie, che poco era degno dell'uffizio che tenevano. Quindi il desiderio di rinunziare diventava pressochè universale. Nè non è da credersi, che rinunziassero i meno buoni od i tristi; il che sarebbe stato minor male, non essendo a quei tempi riempite le compagnie, e soprabbondando gli uffiziali, ma i migliori, i più riputati, i più generosi, siccome quelli, che più degli altri disdegnavano quella condizione cotanto indegna degli animi loro, volevano massimamente dagli stipendj cessare. Vedendo Washington ire questo malore avanti, usava all'incontro tutti que' rimedj, che più credeva convenevoli, promettendo e confortando; e nel medesimo tempo scriveva efficacissimamente al congresso, perchè, considerata diligentemente la cosa, vi facesse su gli opportuni provvedimenti. Esortando soprattutto a stabilire in favor degli uffiziali dopo il fine della guerra la mezza paga a vita, o a tempo. Scriveva, che possono bene gli uomini favellar della patria, citar i pochi esempj delle antiche storie di grand'imprese dal solo amor di quella a buon termine condotte; ma che coloro, i quali sopra questa sola base si fondano per esercitare una lunga e crudele guerra, debbon trovarsi infine dell'opinione loro molto ingannati; che debbonsi usare le passioni, degli uomini, come sono elleno, e non come essere dovrebbero; che molto invero nella presente guerra aveva operato l'amor della patria; ma che per continuarla e trarla a conclusione era necessario l'usare ancora l'aspettativa dell'interesse, e la speranza delle ricompense.
Ripugnava molto dapprima il congresso ad ammettere questo desiderio del capitano generale, o fosse, che gli paresse cosa troppo insolita, o che non volesse gravare lo Stato di tanto peso, ovvero che si credesse, che le promesse delle terre da concedersi giusta una precedente legge, della quale abbiamo a suo luogo favellato, sì agli uffiziali che ai soldati, dovessero bastare alle voglie degli uomini temperati. Ma infine vinto dalla necessità decretò, che una provvisione di mezza paga a vita fosse concessa agli uffiziali dell'esercito, intendendosi però, che fosse in facoltà del governo il riscattarla colla somma delle mezze paghe di sei anni da quegli uffiziali, ch'esso crederebbe conveniente. Poco poi con un'altra risoluzione ristrinse le ricompense delle mezze paghe al solo termine di sette anni, facendo tempo dalla conclusione della guerra. Queste risoluzioni, se furono opportune, furono anche di soverchio tarde, nè abbastanza spontanee da parte del governo. Imperciocchè già più di dugento de' migliori uffiziali avevano preso le licenze; e per parlar col proverbio, quei benefizj, che sono stati appiccati un pezzo fra le dita del donatore, non riescono grati a nissuno. Senza di che doveva il congresso considerare, che gli stabilitori degli Stati nuovi non comandano, ma obbediscono ai soldati, e che giacchè si ha un bisogno tanto indispensabile dell'opera loro, e non si può loro contrastare, miglior partito è il vezzeggiargli.