Era l'oste che veniva a dirgli che la mezzanotte era sonata.

— E la cena l'hanno pagata?

— Che vi pare? Quelle lì sono persone troppo educate, perchè facciano un affronto simile alla signoria vostra.

— Peccato! Quest'affronto mi avrebbe fatto tanto piacere! — disse Pinocchio grattandosi il capo. Poi domandò:

— E dove hanno detto di aspettarmi quei buoni amici?

— Al Campo dei miracoli, domattina, allo spuntare del giorno. —

Pinocchio pagò uno zecchino per la cena sua e per quella dei suoi compagni, e dopo partì.

Ma si può dire che partisse a tastoni, perchè fuori dell'osteria c'era un buio così buio, che non ci si vedeva di qui a lì. Nella campagna all'intorno non si sentiva alitare una foglia. Solamente alcuni uccellacci notturni, traversando la strada da una siepe all'altra, venivano a sbattere le ali sul naso di Pinocchio, il quale, facendo un salto indietro per la paura, gridava: — Chi va là? — e l'eco delle colline circostanti ripeteva in lontananza: — Chi va la? chi va là? chi va là? —