— Ecco il nostro caro Pinocchio! — gridò la Volpe, abbracciandolo.
— Mi volevano rubare le monete d'oro.
— Infami!... — disse la Volpe.
— Infamissimi! — ripetè il Gatto.
— Ma io cominciai a scappare — continuò a dire il burattino — e loro sempre dietro: finchè mi raggiunsero e m'impiccarono a un ramo di quella quercia.... —
E Pinocchio accennò la Quercia grande, che era lì a due passi.
— Si può sentir di peggio? — disse la Volpe. — In che mondo siamo condannati a vivere! Dove troveremo un rifugio sicuro noialtri galantuomini? —
Nel tempo che parlavano così, Pinocchio si accorse che il gatto era zoppo dalla gamba destra davanti, perchè gli mancava in fondo tutto lo zampetto cogli unghioli; per cui gli domandò:
— Che cosa hai fatto del tuo zampetto? —
Il gatto voleva rispondere qualche cosa, ma s'imbrogliò. Allora la Volpe disse subito: