Il signor Romaniello, che è quell'impiegato telegràfico cui già abbiamo accennato, benchè dilettante, ardisce presentare una colonna ottàgona tutta sìmboli (bozz. 147). Su questa colonna — così ci spiega l'autore — il Genio della Indipendenza preme col piede un gioco d'aratro rotto e quasi consumato dalla sua fiàccola; ha nella sinistra un globo; ai polsi i ceppi spezzati; sulla fronte la stella intorno, l'alloro; e sul cucùzzolo un'àquila.... Sotto, la Sfinge, che rappresenta la scienza polìtica.

Quanta roba!


La colonna è pure la forma preferita dal n. 7, che ha per motto del suo lavoro queste vispe strofette:

Fisò in seno all'avvenire

I suòi sguardi rilucenti,

Pesò il carco degli eventi,

Corse, infranse e trionfò;

E l'Italia in suo desire

Nella pompa riaquistata,