21
Queste imprudenze, questi nascondigli, il voler a tuo modo senza freno, le lettere amorose, i tuoi puntigli per certi Filinor sono un veleno; e désti a sospettar sino a' conigli, e a dir ch'è il tuon, dove appare il baleno. Io ti difendo, ma una lingua sola non può frenar d'un popolo la gola.—
22
Rispose allor Marfisa:—A modo mio la vorrò sempre; non son piú ragazza. Perché ho mente e intelletto e spirto e brio, dal volgo ignaro son creduta pazza; ma se innocente sono appresso Dio, non bado a' pregiudizi della piazza. Terigi, i maldicenti e le lor voci io tengo dove soffiansi le noci.—
23
L'Ermellina soggiunse:—Adagio un poco, cara sorella, non vi riscaldate. Con questo furor vostro e troppo foco, credendo farvi onor, vi rovinate. Gesú, Giuseppe e la Madonna invoco, e vi farò veder che v'ingannate, e che il vostro cervello ha un po' di vizio, credendo il mondo sempre in pregiudizio.
24
Sonvi tre leggi, e la divina è prima, la seconda è del re che ci corregge, forma il popol la terza in ogni clima; benché non paia, ella è purtroppo legge. L'ubbidir la divina e farne stima fa, dopo morte, Dio pel ciel ci elegge; chi la seconda offende, non fa bene, perché ha morte, prigione ed altre pene.
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Gli offensor della prima, al pentimento, trovan misericordia ed han perdono. Il re pietoso, ed anche oro ed argento, fa cambiar la seconda nel suo trono. Se il popol giudicato ha il portamento di donna, d'uomo, o l'ingegno, non buono, perdio! s'è santo ed ha cervel divino, è un ladro, un traditor, un Truffaldino.