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Gan cosí rimoderna i tradimenti con l'aiuto de' conti di Maganza, Griffon, Viviano, Anselmo e piú di venti di que' paesi o razza o mescolanza, i quali in viso parean buone genti, divoti in chiesa e pieni di creanza, ma poi la notte taluni rubavano e alla bassetta e al faraon baravano.
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Si spacciavano ognor quelle genie con grave ostentazion da genti oneste, ricomponendo le fisonomie, portando fibbie antiche e antica veste. Oltre a ciò, le fetenti ipocrisie, le iniquitá, che furon sempre péste, derise ed abborrite dall'uom saggio, avevano in quel secolo un vantaggio.
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De' maganzesi ipocriti cristiani, e de' giusti cristian buone persone avevan fatto i scrittor furbi e cani un certo guazzabuglio, un fascellone da non separar piú da ingegni umani; in modo tal che il titol di «briccone» era cassato dal vocabolario: l'usava alcun talor, ma pel contrario.
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Ugger danese, che della pagana legge alla nostra era venuto un giorno, fatto vecchio servente a Galerana, con essa tutto il dí facea soggiorno, perch'ell'era decrepita e mal sana. Ugger fedele l'era sempre intorno, allo sputo porgendole la tazza, né piú si ricordava la corazza.
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Poiché tra lor ragionato s'avea di quel che giova al viver nostro e nuoce, Galerana il rosario fuor mettea ed ambidue si facevan la croce: l'uno intuonava e l'altro rispondea, insin che lor poteva uscir la voce. Poi Galerana a letto si mettia; Uggeri salmeggiando andava via.