75

Si vedean per le vie donne appassite, livide sotto agli occhi e diroccate, con certi maschi a' fianchi, olmo alla vite, che avean le guancie vizze ma lisciate. E vecchi in gala e vecchie inviperite, con nastri e piume e fiori e imbellettate, l'essenze, i diavolon, l'odor di fogna confondevano, e d'arca e di carogna.

76

E perché ad Aldabella virtuosa non si poteva apporre alcun peccato, ed era rispettata e gloriosa, per la via d'un contegno misurato, la schiera delle matte invidiosa aveva il gran delitto in lei trovato, cioè che dicea mal delle sfrenate: —Ergo non è—dicea—tra le beate.—

77

Il modo del pensar ridotto a tale era, e guasta e corrotta sí la gente che non si potea dir piú mal del male, senz'esser giudicato maldicente e seccator misantropo bestiale da punir colla sferza onnipossente, o per lo men da chiudere in prigione a far co' topi e i cimici il Catone.

78

De' guidaleschi fracidi d'allora io non vi do di cento una misura; pur d'ogni bocca stretta uscivan fuora queste parole:—Buon gusto e coltura, delicatezza e buon senso c'infiora, e veri lumi ed eleganza pura.— S'un dicea «sterco» per inavvertenza, gridavano:—Che porco! che indecenza!—

79

Io v'ho data un'idea cosí all'ingrosso di Carlo, di Parigi e della corte. Dopo queste premesse a la fin posso condurvi di Marfisa in sulle porte. Se alcun pedante mi venisse addosso a dirmi:—Tu potevi ir per le corte,— dico di no, perché le cose in pria convien apparecchiar. Pedante, via!