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Né perché un birro sopraggiunga e punti, que' nobili rampolli hanno ribrezzo. Frattanto i padri, alla bottega giunti, leggono le gazzette per un pezzo, e notan negligenze, errori e punti. Alcuno grida:—O Dio, mi scandalezzo, il tal monarca s'è portato male, e non fu cauto appien quel maresciale.—
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E qui della politica e dell'armi, di regi matrimoni e d'alleanze diceano cose da scolpir ne' marmi, e di ragion di Stato e di speranze, ed han greche sentenze e latin carmi, per raffermare, e molte sconcordanze, topografie, geografie, misure, che non si troveran sulle figure.
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Sostengon riscaldati e pettoruti le loro opinioni, il pensamento; pur insensibilmente son caduti senz'avvedersi al scarso del frumento, e ad esclamar che, se Dio non gli aiuti, il viver sará un tedio ed uno stento, perocché l'uve anche poche saranno, e discordan sui prezzi di quell'anno.
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Un grida che s'è sconcia una sua vacca e per la menda ha citato un villano. Un altro all'oche d'un vicin l'attacca, ch'è danneggiato d'un quarto di grano. Uno è in furor; vuol spezzare una lacca, se sa chi ne' suoi fichi ha posta mano. Cosí restan monarchi, arme e regine, per oche, vacche, ficaie e galline.
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Turpin Marfisa fa per le piú colte cittá della provincia ancor che passi, e va notando osservazion raccolte, e costumi e cervei, difetti e passi; dice che in queste, alle apparenze molte, alle giostre, a' teatri, a' giuochi, a' spassi, alle carrozze, a' servitori, all'oro, si potea giudicar molto tesoro.