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Se a ciò che s'applaudisce che sia fatto si vuol che il fatto poi solo si taccia, non siete ancor spregiudicati affatto, se non vi si può dire in sulla faccia; ma se tra voi si de' tacer quell'atto che commendate, qui vogliam bonaccia, e nelle nostre region vogliamo rider de' parigin quanto bramiamo.—

72

Fu la bizzarra per appiccar zuffa, ma il numer grande di que' saracini, e il timor di scoprirsi alla baruffa la tenne col cervel dentro a' confini, e fece come fa chi ride e sbuffa ne' difficili casi repentini, per mostrar del disprezzo e del coraggio verso qualche nimico poco saggio.

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Era in sul fatto Ferraú qui giunto, nipote di Marsilio, re di Spagna, che di cavalleria conosce il punto e co' suoi patrioti assai si lagna: poi con Marfisa in amistá congiunto, la serve e pel paese l'accompagna; e pur la guarda in viso, e giureria che non gli è ignota sua fisonomia.

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Marfisa Ferraú conosce certo, ché seco fatto avea piú d'un duello; ma fa del franco ed usa il tratto aperto, che lievi ogni sospetto dal cervello. Verso la piazza sentesi un concerto di corni e violini molto bello. Il popol corre, dá d'urto e schiamazza, e tutta Saragozza è nella piazza.

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Marfisa a Ferraú ragion dimanda di quel concerto e di quel gran furore. Le rispose il pagan che in quella banda da due giorni era giunto un ciurmadore, che avea di privilegi una ghirlanda, e cantatrici e piú d'un suonatore; ch'era per lui la cittá sbalordita, e si facea chiamar «cosmopolita»;