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Nelle conversazion col suo guascone, l'avea sentito mille volte a dire ch'ei teneva efficace inclinazione d'irsene in Spagna prima di morire; però spera trovare il suo mignone in Saragozza, o novella sentire che glielo additi; e da maschio vestita, pe' caffè in traccia conducea la vita.

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Nelle botteghe eran giunti i foglietti ed i successi di tutti i paesi. Que' pagani facevan rigoletti per un caso avvenuto tra' francesi; e perch'eran nimici maladetti per le guerre passate e ancor accesi contro l'andata bravura francesca, facean risa impulite alla turchesca.

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La dama vuol saper di quelle risa; drizzando un turco i baffi, le rispose: —Una sorella di Rugger di Risa, ch'era una delle donne strepitose, fuggita è da Parigi alla recisa da quelle che si chiaman sacre spose; ed ogni conghiettura è chiara e piana, ch'ella pel mondo faccia la puttana.—

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Marfisa era filosofa a bastanza perché quel titol non le desse pena, ma il parlar del pagan senza creanza di pregiudizio alquanto l'avvelena; e disse:—Non è molto bella usanza in faccia ad un francese giunto appena il dir ch'è una bagascia a dirittura una sua dama, e sol per congettura.—

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Rispose il saracino:—In un francese io non credea delicatezza in questo, perocché noi sappiam che al suo paese si ride d'un marito troppo onesto, e che le donne sono anche riprese s'hanno del schizzinoso e del modesto, e che de' libriccin molto applauditi giudican tutti i casti scimuniti.