Ma poiché molto il pericol, dicea, d'ir sui teatri la mortificava, ché la sua castitá, che salva avea sino a quel punto, si perseguitava, a sposar Filinoro discendea e i santi acquisti in dote gli recava; ma veramente l'accieca la brama di sposar Filinor per esser dama.

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Filinoro, filosofo in bisogno, non ebbe alcun ribrezzo e se la prese, dicendo in cor:—Tu sarai dama in sogno; co' tuoi borsel mi lascia ire alle prese; quando ho danar, di nulla mi vergogno.— E cominciò di smisurate spese, e veste e giuoca e spende senza fine, e tratta principesse e ballerine.

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In poco tempo al verde s'è ridotto. Alla dama consorte il ver celava; pur, perch'ella il vedea giuocare al lotto, ad un sí triste segno sospettava; ma finalmente scopre ch'egli è rotto, che le vesti e le cuffie le impegnava, e cominciava ad appiccar baruffa: ma invan con Filinor si grida e sbuffa.

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Che con moine, carezze e scherzetti, quel ch'ei disegna, ben le fe' comprendere: comincia in casa a condur degli oggetti, paladini e milord che potean spendere; gli pianta e parte al canto de' duetti e di quell'arie che soleano accendere. La dama sposa per necessitate l'util modestie ha infin rinnovellate.

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E perché giova in cosí fatta tresca cambiar paesi e riuscir novelli, questa coppia gentil piantò bertesca e in diverse cittá vischio agli uccelli. La dama, ch'era una lana sardesca, al cavalier tenea stretti i borselli, dond'ei che i vizi suoi vuol mantenere, si fece ciurmador, di cavaliere.

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