Solo i Marchi e i Mattei da San Michele hanno alcune cagion d'irritamento, ché fûro un dí molesti alle mie vele, ma dicono:—Mea culpa e me ne pento.— Spegner non posso piú le lor candele, che stan come memoria e monumento; ma giuro a Dio che, se al mio sen verranno, cordiali baci ed amicizia avranno.
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Al secolo torniam di Carlo Mano, alle dolenti note di Turpino, a Filinoro fatto ciarlatano, alla bizzarra ed al fratel meschino, a Dodon sciolto, al danese cristiano, ad Orlando, ad ogni altro paladino, perocché incominciando s'ha intenzione di dare all'opra alfin conclusione.
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Il vecchio Uggero in traccia di Marfisa non andò molto lunge dalle mura. Cavalcò poche miglia alla ricisa, con gran molestia d'una sua rottura, dicendo:—Io sono il soccorso di Pisa; il zelo v'è, ma stanca è la natura.— Chiese notizie a parecchi villani, la fece dire in chiesa a tre piovani.
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Ma finalmente, stanco e appassionato d'aver abbandonata Galerana, che aveva innanzi agli occhi in ogni lato per lui dolente e vecchia e poco sana, la rottura e l'amor l'han consigliato: è la speranza per Marfisa vana; sicché tornò a Parigi di portante, lasso come venisse da Levante.
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Giunto a Parigi, Galerana attenta volle gli fosser poste le coppette, sei sopra i lombi, e grida:—Ch'ei le senta,— ed una in sulla nuca, che fûr sette; né mai fu lieta né mai fu contenta se anche un servizial non se gli mette, dicendo:—So ben io che un serviziale a un riscaldato è la man celestiale.—
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