Non volli abbandonar la nuova fede, perché l'ho ancora in buona opinione. Tu dicesti:—Esser cieco de' chi crede, de' sperar, abbia o non abbia ragione.— Sperando, sono andato sempre a piede; servii, sperando, di guardaportone; ma, perch'io mangio assai, mi diêro il bando: partii cieco credendo e ognor sperando.
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Pelle ed ossa, una mummia era ridotto, sembrava la figura d'un sudario. Videmi un cavaliere, industre e dotto de' teatri e dell'opere impressario; mi disse che, s'entrassi in un casotto per lui, meco saria Cesare e Dario. Risposi sí, ché vedeva la fame e da tre dí vivea di fieno e strame.
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Mi fece por sopra un gran carro chiuso questo caritatevol ortodosso, perché nessuno mi vedesse il muso, per non aver pregiudizio d'un grosso. Di cittade in cittá di me fece uso; tu vedi il modo, ch'io tacer ti posso, e servo per le spese come il miccio, la notte dormo in su quel pagliericcio.—
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Morgante qui le lagrime rinnova, che ognuna avrebbe empiuta una scodella; i suoi merti rammenta e il duol che prova per la prostituzione e si martella; qualch'eresia gigantesca ritrova, ché la disperazion lo discervella e dice della fede e la speranza cose contro gli arcani e la costanza.
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Orlando molto lo rimproverava, col viso brusco, sussiegato e fiero, dicendo:—Anche nell'onde s'affogava, perché mancò di fede, un dí san Piero. Colle tribolazion Dio ti provava, per veder s'eri buon cristian da vero.— Disse il gigante lagrimoso e chiotto: —È ver, ma risparmiar potea il casotto.
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