Stanza 1.
Io mi son dilettato alquanto invero il critico arruffato immaginando…
Fino compresa la quarta ottava è un immaginato dialogo tra l'autore della Marfisa e l'abate Chiari, uomo di carattere altero e presuntuoso.
Stanza 21.
Or vorrebb'esser stata ballerina, or cantatrice divenir vorria…
Titoli di alcuni tra i moltissimi romanzi pubblicati dal poeta Marco, cioè dall'abate Chiari, scrittore dei detti romanzi, de' quali Marfisa era studente e associata alle stampe, ammiratrice e inclinata a seguire le massime e i dettami di quelli.
Stanza 63.
Filinor non si scuote e non si move: —Il mio costume—rispose—l'appresi da' cavalier delle commedie nuove…
In questi versi sono sferzate alcune delle commedie del paladino Matteo, cioè del Goldoni, nelle quali in confronto delle persone del basso popolo, da lui dipinte virtuose, metteva conti, marchesi ed altri titolati cavalieri in aspetto di bari, d'impostori e d'un pessimo carattere di mal esempio.