Stanza 31.
Io trovo ne' romanzi di que' tempi certe avventure magre da pidocchi e fatti da sbavigli e casi scempi di que' poeti, e lunghi un tirar d'occhi, che informavan quegli antichi esempi di battaglie, di giostre…
Il tratto satirico è diretto a' novelli romanzi, ma particolarmente a quelli dell'abate Chiari.
Stanza 34.
Perocché prima di cantar la messa avea dato il manipolo a baciare…
A Venezia quasi tutti i preti ordinati da evangelo e da messa da' prelati siedono nella chiesa con degli assistenti a fianco e con un gran bacile dinanzi. Essi dánno a baciare a infiniti invitati, pregati e spinti dagli uffici, quel sacro arredo che si chiama «manipolo»; e i baciatori concorrenti tutti scagliano nel bacile divotamente una moneta, chi grossa e chi minuta per offerta al prete novello. Tale offerta giunge talora ad essere la somma di cinque o sei cento ducati, secondo gli amici, i conoscenti e i protettori del prete. Questo pio costume fu introdotto in Venezia per soccorso dei preti, i quali per la maggior parte sono ordinati sacerdoti senza patrimonio, per la loro povertá e per il solo merito d'aver servita la Chiesa sino da cherichetti.
L'offerta, per quanto si dice, deve servire a que' preti per provvedersi di libri ecclesiastici, da studiare per erudirsi nel loro sacro ministero; ma parecchi de' preti veneziani consacrati fanno l'uso di quell'offerta, che fece don Guottibuossi, cappellano in casa di Ruggiero e servente di Bradamante.
Stanza 69.
Voi siete pien di antichi pregiudizi, né alle commedie nuove andate mai, né i romanzi novei, pien d'artifizi dotti, leggete, che insegnano assai. Certe antiche virtudi ora son vizi…
Sferza a' costumi introdotti dalla falsa scienza del secolo, e precisamente a' sentimenti e alle massime sparse con aria filosofica nelle commedie e ne' romanzi del Chiari. Si noti che l'astuto don Guottibuossi cappellano adulava ironicamente Marfisa, gran estimatrice delle dette opere, per prenderla nella rete e per farla sposa di Terigi.