ARGOMENTO.

La pace, l'ozio e i nuovi libriccini cambian re Carlo Magno di natura. Dietro al re quasi tutti i paladini di poltrir solo e di sguazzare han cura. Si fa nel primo canto agli Angelini, agli Orlandi, a' Rinaldi la pittura, agli Olivieri e all'altre alme famose, perché il lettor s'informi delle cose.

1

Se non credessi offender gli scrittori che han rotto con lo scrivere ogni sbarra, e son fatti del mondo inondatori, io canterei di Marfisa bizzarra. Ma appena m'udiranno, usciran fuori con gli occhi tesi e con la scimitarra, gridando che lo stil non è moderno, e daran di gran colpi al mio quaderno.

2

Io non vo' rattenermi tuttavia, e farò come il Cardellina e Svario, c'hanno l'interruttore dietrovia al loro arringo che grida il contrario, e seguono il parlar con energia, con le ragion fondate del sommario, buffoneggiando le voci accanite, e finalmente vincono la lite.

3

Sien le ragioni del sommario mio, se degli antichi autor seguo la traccia, che invan per tanti secoli l'obblio con essi ha fatto alle pugna, alle braccia. Spesso in soccorso il vostro lavorio egli ha chiamato a dar loro la caccia, o susurroni, o scrittorei di paglia, ed ha sempre perduta la battaglia.

4

Ché dopo un breve tuono e un parapiglia v'andaste in fummo o dileguaste in guazzi; e fu la vostra quella maraviglia delle cittá di neve de' ragazzi. Cosí va chi aver fama si consiglia dal rumorio di stolti popolazzi, ch'oggi al poeta fan plauso e decoro con la ragion che poi lo fanno al toro.