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Le filosofe sue bello è vedere colme di passioni e debolezze, tradir le dame i duchi, e per dovere far le ruffiane ed altre gentilezze, e far le spie di dietro le portiere co' birri a lato, acciò si raccapezze un che fu ladro un tempo, e in tal maniera dire:—Egli è quello,—e mandarlo in galera.

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Le prefazion di questi autor moderni (non so, Rugger, s'hai fatto ben l'esame) appellano «istruttivi» i lor quaderni, «filosofici» e «vaghi per le dame». Io so che ci faran de' begli scherni le suore nostre che di questi han fame. Dico che provan lor dottrine strane filosofe e duchesse le puttane.—

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Dicea Ruggero a Dodon:—Tu di' bene, ma pochi la ragione ti daranno. Al popol piacion lor romanzi e scene; se fossi in te, non vorrei quest'affanno, perché t'acquisti un odio sulle schiene, e un giorno o l'altro ti lapideranno. Non si vuol sempre la ragion difendere: oh, gli è la bella cosa il mondo intendere!

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—È bella cosa, è ver—dicea Dodone,— ma quando intendi il mondo vada male, so che il tacere è cosa da poltrone, e de' corregger l'uom per quanto vale. So ch'oggi una bagascia è la ragione, ché l'avete mandata all'ospedale per soggezione, e con rispetti umani e finte indifferenze e baciamani.

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Ma piú di tutti dá cattivo esempio, a lasciar correr certe commedie e certi romanzacci e il compor empio, Carloman, presso al novissimo die, che con la bocca aperta, vecchio e scempio, ascolta, come fosser litanie; anzi le cose piú nefande apprezza, e poi travolge gli occhi di dolcezza.