Maria credeva diventar pazza: davanti agli occhi le passavano dei bagliori sinistri e slanciandosi verso il giovane, gli strinse il braccio con violenza, esclamando:

—Signore, cessate ve ne prego una così orribile commedia o non rispondo più di me stessa: il marchese Diego non lo conosco, ve lo giuro, mi pare bensì di averlo sentito nominare… ma non comprendo… ciò che vogliate dire…

Eravi tanta sincerità nell'accento straziante della bella guaritala, che il giovine si sentì scosso.

—Ascoltatemi—disse gravemente—non è possibile che io m'inganni così. Voi dite di conoscere Gabriele Terzi?

Il viso di Maria si fece scarlatto.

—Ebbene, sì… lo conosco, lo conosco, l'amo… egli deve essere mio marito.

Annetta a quella confessione della fanciulla, rimase dapprima come fulminata, poi la sua collera scoppiò con violenza.

—Ah! sciagurata, me l'hai sempre nascosto.

—Perdono, mamma, perdono, se tu sapessi quanto ho sofferto per ciò—rispose Maria con un accento che avrebbe commossa una pietra—sì, sono colpevole,… so che ho fatto male, ma l'amore è stato più forte di tutte le ragioni.

La popolana era vivamente impressionata, tuttavia manteneva un sembiante severo.