E quando ebbe rinchiuso l'uscio, gl'indicò una poltrona presso il divano, su cui ella sedette.

Per qualche minuto si guardarono in faccia senza parlare. A Diego pareva che durante le ore rimasto assente, si fosse prodotto un cambiamento in sua moglie.

Non l'aveva mai veduta così bella, animata. Vi era come un riflesso dolcissimo negli occhi di lei, le guancie avevano acquistata una lievissima tinta rosea, trasparente, nell'insieme della persona vi era un incanto, una grazia da commovere, incantare. I nervi di Diego andavano rammollendosi.

—E la vostra cameriera?—chiese un po' imbarazzato.

—L'ho mandata a letto: avete forse bisogno di lei?…

—No, tutt'altro, anzi sono lieto della sua mancanza, perchè stanotte, spero far io le sue veci presso di voi.

Adriana aggrottò alquanto le sopraciglia.

—Siete venuto qui per dirmi delle galanterie?—esclamò in tono duro, glaciale,—Potete allora risparmiarle, perchè non sono in vena di sentirle.

Diego si morse le labbra, tuttavia rispose con disinvoltura.

—Non montate in furore, mia cara, perchè come vedete, m'inchino rassegnato al vostro volere; può darsi però che fra poco desideriate assai più un linguaggio tenero, galante a quello che vi ho preparato.