—Non importa che tu venga poi a raggiungermi nella mia camera—aggiunse—io non ho bisogno di cosa alcuna: vattene a letto.

Salì difilato al suo appartamento, si tolse il cappello ed i guanti, si guardò allo specchio, sorrise con una contrazione nervosa, che mise allo scoperto i suoi denti bianchi ed acuti e deformò la sua bocca, poi si diresse verso la camera di Adriana.

Provava un malessere inesplicabile, le tempia gli ardevano terribilmente, tuttavia nei suoi occhi eravi un'espressione di volontà frenetica, che pareva dovesse tutto piegare a lui dinanzi.

Adriana aveva avuto il tempo di collocare Maria nel suo ricco spogliatoio, in modo che potesse vedere ed udire ciò che succedeva nella sua camera.

Poi sormontando il suo orrendo disgusto, il turbamento che la dominava, si decise recarsi ella stessa incontro al marito.

Ma allorchè aprì l'uscio, non potè reprimere un movimento di stupore e di paura, trovandosi Diego di faccia…

—Che volete?—chiese indietreggiando alquanto.

—Suppongo non crediate voglia farvi del male, se mi presento qui dopo la scena fra noi avvenuta; ma dobbiamo parlare ancora una volta insieme e state pur certa, che dopo non vi tormenterò più colla mia presenza.

Diego aveva ripreso il suo spirito, la sua correttezza di modi.

—Passate,—disse Adriana con quel fare altezzoso, che le stava così bene.