—Posso darvene le prove che ebbi da mio padre—disse freddamente—e che tengo nel cassetto del mio scrittoio, nella camera da letto. E poi—aggiunse con un sorriso insultante—se il conte Patta non mi avesse temuto, forse che mi avrebbe concessa la mano di sua figlia… ed aiutato a formare il piano, che doveva gettarla nelle mie braccia…?

Adriana sentì al cuore un dolore così atroce, come non ne aveva mai provato in sua vita. In uno spasimo di terrore, la disgraziata tentò fuggire, ma fu colta da una vertigine e prima che Diego pensasse a sostenerla, gli cadde ai piedi svenuta.

Egli fissò un istante lo sguardo su quel bellissimo corpo inerte, le cui linee pure, delicate, sembravano scolpite nell'alabastro, su quei capelli, che disciolti si spandevano sul tappeto in onde dorate… ed una fiamma d'inferno si accese nei suoi occhi. Si curvò su di lei e sollevatala violentemente fra le sue braccia, la depose sul letto.

E le sue mani si accinsero a slacciare con moto febbrile il corsetto della disgraziata, allorchè una voce aspra, mordente, risuonò alle sue spalle.

—Attendete, signor marchese, prima avete da discorrere con me…

Diego si volse con un fremito. Ritta in mezzo alla camera, stava
Maria, bianca come una morta, sublime d'indignazione, di collera.

Il giovane, per quanto cinico, a quell'apparizione improvvisa, rinculò, madido di un sudor freddo, cogli occhi sbarrati, diffidenti, paurosi.

Maria invece fece due passi innanzi ed allora Diego si accorse che teneva una rivoltella nelle mani.

—Ah! non ti attendevi di vedermi ancora comparirti dinanzi—esclamò-con tale accento, che Diego sentì un brivido percorrergli le vene.—Tu speravi che la povera sciocca, dopo aver preso sul serio le tue promesse, i tuoi giuramenti, si fosse rassegnata al triste avvenire, che le avevi preparato, subisse senza ribellarsi l'oltraggio inflittole col mentirle il nome, versare a piene mani su di lei il fango e la vergogna. Ebbene, ti inganni… Diego:… dal giorno che scopersi il tuo tradimento, non ebbi che un pensiero: vendicarmi. E tanto ti ricercai coll'uomo da te atrocemente offeso, che abbiamo finito per trovarti. Gabriele, IL VERO, la tua vittima al pari di me e di tua moglie, avrebbe voluto provocarti per il primo, chiederti soddisfazione. Ah… ah! un duello, uno scandalo, che sarebbe ancora ricaduto su di lui… Ho pianto, ho supplicato per aver io il diritto di smascherarti con tua moglie, erigermi a tuo giudice. Un miserabile tuo pari, non può incrociare il ferro con un galantuomo; un delitto ne chiama un altro e vendicando me stessa, vendico anche gli altri, libero la terra da un mostro.

Egli l'aveva lasciata parlare, senza interromperla, tanto era intento a guardarla! A prima vista l'aveva riconosciuta, ma esaminandola attentamente, si stupiva dei guasti avvenuti in così breve tempo nella sua fisonomia, in tutta la persona.