Dov'era quella splendida bellezza che per un istante l'aveva affascinato, di cui si parlava spesso tra i giovani gaudenti milanesi, che non erano riusciti a conquistarla?
Di Maria, la bella guantaia, non rimaneva che l'ombra. Il corpo spariva nelle pieghe dell'abito severo, i lineamenti portavano impressi le stimmate di tutte le torture sofferte, esprimevano eloquentemente la veemenza della disperazione. Un largo solco livido cerchiava gli occhi, che si fissavano lugubremente sul giovane.
Invece di provare della pietà, Diego apparve disgustato a quella vista. Volle quindi far pompa ancora di cinismo.
—Oh! finiamola—proruppe impazientito—le tue parolone non mi spaventano e faresti meglio deporre quel gingillo che tieni in mano e non è fatto per te. Mi sembri un'attrice tragica da strapazzo. Orsù, che pretendi da me? Sono io forse il primo che dopo aver corso dietro, per qualche tempo a una bella ragazza, che tutti corteggiano, mette giudizio e ne sposa un'altra? Ho fatto male cangiar nome, ma di questo non devo renderne conto a te. Mi dicesti più volte esserti innamorata della mia persona, non del mio nome: che importa dunque mi chiamassi Gabriele o Diego? Infine ti ho io usata violenza? No… mi è bastato aprire le braccia, perchè tu vi ci gettassi. È inutile quindi che adesso ti atteggi a Dio vendicatore; questo non basterà a ricondurmi ai tuoi piedi.
Maria si sentiva assalita dalle vertigini: la nausea, il disgusto, l'orrore si dividevano il suo cuore. E più l'infame l'insultava, più cresceva il suo odio per lui, il desiderio di punire. Ed era per quell'uomo che ella aveva sacrificato gioventù, bellezza, avvenire, che aveva ingannata una madre, si era resa un oggetto di dispregio per tutti?…
Una nube di sangue le velò gli occhi. Fattasi incontro al miserabile, che a sua volta aveva istintivamente indietreggiato fino a toccare colle spalle il muro, con un riso sinistro, terribile.
—Ah! non vuoi più cadermi ai piedi—esclamò—eppure lo farai, per spirarvi l'anima tua nefanda.
Con rapido atto strinse il grilletto della rivoltella. Rintronò uno sparo seguito tosto da un grido di suprema agonia.
Diego era stato colpito in mezzo al petto e cadde colla faccia riversa al suolo, vomitando un rivo di sangue, che spruzzò sugli abiti e fin sulle mani di Maria… Ella non sembrò provarne alcun ribrezzo: colla bocca increspata, gli occhi accesi, guardava lo sciagurato che si dibatteva nelle ultime convulsioni.
Intanto al rumore della detonazione, erano accorsi Gabriele, Clarina ed il domestico di Diego.