Il conte non tardò a comparire. Benchè cercasse sorridere, il suo volto aveva un lividore di morte.
—Che desideri, mia cara?—disse accostandosi al letto.
—Voglio che tu mi prometta di ricercare la fanciulla che un giorno abbandonasti,—disse la giovane donna, con estrema emozione, fissandolo intensamente negli occhi.
Il conte cadde nel laccio. Con voce debolissima, curvando addolorato il capo.
—Lo farò, te lo giuro,—rispose.
Era una confessione, Adriana mandò un grido straziante.
—Ah! non mentiva adunque, Diego: oh! che infamia, figlia… di una spia… moglie di un miserabile… Dio… Dio… che ho fatto per punirmi così!…
Da quel momento non si ebbe più speranza di salvarla: ella non volle più vedere alcuno, nemmeno Gabriele; si diceva indegna di lui, di tutti.
Il conte fu costretto a non più varcare la soglia della stanza di sua figlia, perchè la presenza di lui, la faceva cadere in terribili convulsioni.
La sera in cui il medico annunziò che Adriana non avrebbe trascorsa la notte, il conte, come pazzo dal dolore, si trascinò sulle ginocchia al letto di sua figlia, balbettando fra i singhiozzi: