«Mi preme di parlar con voi. Fatemi la cortesia di venir subito. — Massimina.»


Poi chiamò la Marietta, le diede il foglio, e le disse di tornar a vestirla e pettinarla. Il dottore appena l'ebbe in mano che ravvisò i caratteri, e l'aprì involontariamente agitato. Che mai poteva volere?... Prese il cappello, e fantasticando si mise sulla via di Arta. Arrivò all'albergo.

— La signorina vi aspetta nella sua camera, — gli disse Marietta tosto che lo vide, e gli fece balzare il cuore con un tremito di cui non sapeva rendersi conto. Trovò Massimina seduta sul sofà. Vestiva un semplice accappatoio a fondo bianco, chiuso con nodi rosati. Era assai sparuta, e in mezzo al suo visibile soffrire lo salutò con un lieto sorriso, e nella sua gratitudine gli rivolse uno sguardo pieno d'affetto, ma così puro e così giovanile, ch'ei non potè a meno di non paragonarla a un di que' freschi germogli, che sul finire d'ottobre mette talvolta il rosaio, la cui fragile e dilicata tessitura e il verde malaticcio ci richiamano con un mesto desiderio alla stagione che passa.

— Perdonate, dottore, diss'ella, se ho ardito disturbarvi. Ma voi mi sembrate così buono.... e mi avete inspirato tanta confidenza....

— Se fosse vero!... Se io potessi in qualche maniera esservi utile....

— Anzi voi solo.... E continuava con una specie di timidezza, che suo malgrado le colorava le guance.

— Ho approfittato di questo momento che la mamma è fuori....

Il dottore, che pieno delle sue idee era già assai innanzi, e credeva di capir la cose a mezz'aria, appressò la sedia, e fisandola con rispettoso affetto: